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Governo Italiano

L'Intervista - L'Ambasciatore Sequi rappresentante speciale UE per l'Afghanistan, un riconoscimento per l'Italia

Data:

30/07/2008


L'Intervista - L'Ambasciatore Sequi rappresentante speciale UE per l'Afghanistan, un riconoscimento per l'Italia

Speciale per Esteri.it
‘’Un’ulteriore conferma dell’apprezzamento che la comunità internazionale riserva al ruolo svolto dal nostro Paese per la stabilizzazione, il consolidamento democratico e lo sviluppo socio-economico dell’Afghanistan’’: così il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini ha commentato la nomina  dell’attuale ambasciatore italiano a Kabul, Ettore Sequi, a nuovo rappresentante speciale dell’Unione europea in Afghanistan.
Sequi, in un’intervista al Portale della Farnesina, sul ruolo e gli obiettivi di questa nuova missione,  esprime la ‘’sua gratitudine al Ministero degli Esteri e in particolare al Ministro che ha sostenuto con successo la mia candidatura e a tutti i colleghi che l’hanno promossa’’.
  
Ambasciatore,  quale ruolo svolge il rappresentante speciale per l’Unione Europea?
‘’L’Unione Europea ha attualmente undici Rappresentanti Speciali (EUSR) in diverse regioni del mondo. Il loro compito e’ di promuovere gli interessi e le politiche dell’Unione Europea e di svolgere un ruolo attivo per consolidare la pace, la stabilita’ e lo Stato di Diritto nei Paesi ove sono inviati. Essi coadiuvano l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per la “Politica Estera e di Sicurezza Comune – PESC-  dell’Unione”, Javier Solana,  svolgendo  una funzione importante nella realizzazione della PESC e ai fini di un accresciuto, coerente e attivo ruolo dell’Unione come attore nello scenario internazionale. In sintesi, rappresentano la “voce” e “l’immagine” e le politiche dell’Unione Europea nei Paesi o nelle aree ove operano.’’
 
Come si traduce in operatività  tale ruolo in Afghanistan?
‘’Anche in Afghanistan si tratterà di promuovere l’azione dell’Unione Europea che e’ caratterizzata da un impegno cruciale, convinto e di lungo periodo. In particolare, dovrò assicurare il sostegno dell’Unione alle istituzioni afghane, lavorando in stretto coordinamento con gli altri attori internazionali, a cominciare da UNAMA (la missione ONU a Kabul) e vigilare sulla realizzazione degli obiettivi della Dichiarazione Congiunta tra Afghanistan e Unione Europea e sul Compact per l’Afghanistan, approvato a Londra nel 2006, che indicano la strada per poter realizzare, grazie all’impegno del Governo Afghano e della Comunità Internazionale, e in particolare della UE, la progressiva stabilizzazione e il consolidamento democratico del Paese. E’ certamente un incarico difficile e complicato. Cercherò di fare 'gioco di squadra' con il Rappresentante Civile della NATO, Amb. Gentilini e con il Rappresentante Speciale dell'Onu, Kai Eide, in un momento in cui occorre mostrare tutto l'impegno e la determinazione della comunità internazionale per la stabilizzazione dell'Afghanistan.’’

A quali principi, a suo avviso, occorre ispirare il processo di stabilizzazione dell’Afghanistan?
‘’Ritengo che anche nella ricostruzione e stabilizzazione dell’Afghanistan sia necessario coniugare due elementi che sono stati alla base dell’edificio europeo: realismo e idealismo. Realismo, poiché non possiamo pensare che, dopo quasi 30 anni di guerre, devastazioni di ogni genere, violazione dei diritti umani, sia possibile ricostruire in poco tempo uno stato moderno e un Paese prospero. Idealismo, poiché e’ necessario proporsi obiettivi ambiziosi, pur nella consapevolezza che, per poterli raggiungere, e’ indispensabile un impegno costante, generoso e di lungo periodo.’’

La sua missione si svolge  nell’ambito di un processo di ricostruzione alla quale l’Europa ha dato notevoli contributi.  Può dirci quelli  più significativi?
‘’L’Europa sta dispiegando uno sforzo imponente in Afghanistan. L’UE e’ il secondo maggior donatore per la ricostruzione del Paese e le sue attività spaziano dall’agricoltura, allo sviluppo rurale, al sistema sanitario, alla polizia, alla giustizia, alle infrastrutture. Complessivamente (bilancio comunitario e contributi degli Stati Membri), tra il 2002 e il 2006,  l’UE ha speso in Afghanistan 3,7 miliardi di EURO, che rappresentano oltre un terzo dell’aiuto totale assicurato dalla Comunità Internazionale. Di tale cifra, 1,1 miliardi di Euro provengono dal bilancio comunitario. La UE ha dispiegato una missione Europea di Polizia (EUPOL), che ha il compito di contribuire alla costituzione di una forza di polizia efficace, moderna e basata su standard internazionali. I Paesi Europei, inoltre, contribuiscono individualmente, in maniera sostanziale, alla missione ISAF, della NATO.
Grazie in gran parte a tale generoso impegno della UE, oggi, in Afghanistan, circa l’80%  della popolazione ha accesso ai servizi sanitari di base (contro il 7% nel 2001); la mortalità infantile –tra le più alte del mondo- e’ stata ridotta di circa il 20%; vi sono ora 5,4 milioni di studenti che frequentano le scuole, di cui il 35% sono ragazze, con un aumento del 75% rispetto al 2002; quasi 5 milioni di rifugiati hanno potuto fare rientro nel Paese; le infrastrutture stradali sono cresciute di oltre l’80%.’’

Che cosa si intende fare per  il rafforzamento dello Stato di diritto e del consolidamento democratico in Afghanistan?
Vi e’ ancora tantissimo da fare: la sicurezza, la droga, la povertà continuano a essere problemi assai seri; e’ necessario intensificare l’impegno nella lotta alla corruzione, occorre rafforzare lo Stato di Diritto e accrescere la capacità delle Istituzioni di erogare alla popolazione quei servizi essenziali che sono alla base dell’attività’ di uno Stato: sicurezza effettiva, giustizia accessibile ed efficace, pubblica amministrazione efficiente ecc..
Questo è anche compito dell’Unione Europea. L’Europa, infatti, e’ anche, e forse soprattutto, un sistema comune di valori condivisi, che possono essere messi a disposizione della stabilizzazione dell’Afghanistan e favorire il suo consolidamento democratico, quali la democrazia, la libertà, la giustizia sociale, il rispetto dei diritti umani, la promozione delle fasce di popolazione più svantaggiate, e in primo luogo delle donne, la trasparenza nell’amministrazione e gestione della cosa pubblica, la certezza del diritto, ecc.
Il nostro, quello dell’Europa, e’ uno sforzo che deve essere valorizzato, sia nei confronti della popolazione e delle Autorità afghane, sia nei confronti delle opinione pubbliche dei Paesi Europei. Il ruolo del Rappresentante Speciale dell’Unione Europea per l’Afghanistan e’ anche quello di farsi interprete di questi valori condivisi e di promuoverli e valorizzarli.


Luogo:

Rome

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