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Governo Italiano

L'intervista - Pezzotti: cosi’ la Cooperazione italiana lavora per lo sviluppo sociale ed economico sostenibile nei Territori Palestinesi

Data:

04/08/2008


L'intervista - Pezzotti: cosi’ la Cooperazione italiana lavora per lo sviluppo sociale ed economico sostenibile nei Territori Palestinesi

‘’Il consolidamento delle Istituzioni palestinesi, l’autorita’ Palestinese che fa capo al Presidente Mahmoud Abbas e lo sviluppo sociale ed economico sono i principali obiettivi del Governo e della Cooperazione italiani nei Territori Palestinesi’’. Lo afferma  Luciano Pezzotti, Console Generale d’Italia a Gerusalemme che, in un’intervista al portale della Farnesina,  traccia un bilancio sui risultati  ottenuti, sottolineando che si tratta di ‘’un impegno che l’Italia, con determinazione, ha assunto da oltre 20 anni riscuotendo un indiscusso successo e riconoscenza da parte delle Autorità e del popolo palestinesi’’.

Console, qual e' il bilancio dell'ultimo decennio di interventi della Cooperazione italiana nei Territori?
‘’Negli ultimi 10 anni la Cooperazione italiana ha contribuito con oltre 220 milioni di Euro per il finanziamento di progetti a sostegno della popolazione e delle Istituzioni palestinesi, diversificando e graduando gli interventi a seconda delle necessità del momento. Si e’ trattato in particolare di coniugare le esigenze di una situazione di crisi umanitaria quasi cronica con gli obiettivi di sviluppo sociale ed economico sostenibile accompagnati da azioni volte a sostenere la nascita delle Istituzioni palestinesi. Per raggiungere tale obiettivo, l’Italia, a fianco della Comunità Internazionale, si é misurata a Parigi lo scorso dicembre 2007 con il Piano di Sviluppo presentato dall’ANP, impegnando una cifra aggiuntiva di circa 80 milioni di euro nel triennio 2008-2010 con l’intento primario di favorire la crescita economica e sociale dei Territori Palestinesi in linea con gli auspici della Comunità Internazionale rappresentati e sintetizzati dalle iniziative del Rappresentante del Quartetto, Tony Blair.’’

Quali gli impegni finanziari e le iniziative degli ultimi anni?
‘’Gli interventi italiani sono naturalmente in linea con il nuovo piano di riforme e sviluppo varato dal Governo Fayyad (Palestinian Reform and Development Plan 2008-2010). L’Italia, anche in tale ambito, continua ad avere un ruolo prominente nei settori della sanita’ (di cui e’ Paese leader tra i Donatori internazionali dai tempi dell’Accordo di Oslo), dell’educazione, dell’assistenza sociale. L’intervento italiano nei Territori Palestinesi ruota anche intorno all’importante Programma Italiano di Emergenza elaborato a seguito della crisi umanitaria della Striscia di Gaza, a partire dal giugno 2007. Esso si e’ dimostrato particolarmente prezioso per far fronte alle necessita’ basilari della popolazione palestinese nella Striscia ma anche in Cisgiordania dove le misure di sicurezza e la presenza militare israeliana continuano a influire in modo rilevante sul tessuto sociale e a contrastare la crescita dell’economia locale’’.

Quali sono attualmente le condizioni economico-sociali della popolazione palestinese e le sue necessita’ ?
‘’Un’elevata percentuale di popolazione (65%) vive sotto il livello di povertà (con meno di 2.48 USD al giorno), e rappresenta il 54.7% della popolazione della Cisgiordania e ben l’87% di quella di Gaza. Le conseguenze della Seconda Intifada, la rioccupazione israeliana dei Territori palestinesi e la fragile situazione politica interna palestinese hanno determinato una prolungata crisi economica. Il tasso di disoccupazione si attesta intorno al 45% a Gaza (tra i piu’ alti al mondo) e al 25% in Cisgiordania. L’attivita’ economica e commerciale e’ ancora fortemente compressa, soprattutto a causa delle restrizioni al movimento di persone, beni e merci. Tale  quadro d’insieme si riflette pesantemente sulle condizioni sociali ed economiche delle famiglie e determina necessita’ e bisogni soprattutto nei seguenti settori primari: assistenza sanitaria (ospedali, servizi sanitari specializzati, apparecchiature mediche e medicinali); servizi sociali di base che le autorità locali spesso non sono in grado di garantire (acqua, sistemi fognari, sistema di raccolta rifiuti); sostegno al sistema produttivo, soprattutto delle piccole e medie imprese ed al loro accesso a mercati esteri; scarsa produttività dei terreni agricoli (agricoltura di sussistenza) che determina una situazione di diffusa insicurezza alimentare. Si tratta di’ una situazione estremamente complessa e delicata che richiede il massimo impegno da parte della Cooperazione Italiana e delle tante Organizzazioni per l’aiuto allo sviluppo presenti nell’area.’’


Luogo:

Rome

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