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Governo Italiano

Al via 63.ma Assemblea ONU: Temi principali e impegno dell'Italia

Data:

22/09/2008


Al via 63.ma Assemblea ONU: Temi principali e impegno dell'Italia

La 63ma sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si apre in una fase in cui il rilancio del multilateralismo e del ruolo delle Nazioni Unite, intercorso negli ultimi anni, sta mostrando un quadro di luci ed ombre. L’Organizzazione è chiamata a dimostrare la propria capacità di fronteggiare efficacemente le sfide del nostro tempo nel campo della pace, dello sviluppo, della tutela e della promozione dei diritti umani.

Temi “trasversali” quali i cambiamenti climatici, la prevenzione dei conflitti, la lotta al fenomeno dei bambini soldato, la protezione dei civili nei conflitti armati, hanno assunto una crescente importanza nell’agenda dei principali organi ONU, in particolare del Consiglio di Sicurezza. L’Assemblea Generale ha recentemente trovato un’intesa sull’aggiornamento della Strategia globale contro il terrorismo; la collaborazione tra organizzazioni regionali e l’ONU continua ad intensificarsi, in particolare per quanto riguarda il ruolo dell’Unione Europea, che ha dispiegato una nuova missione PESD sotto mandato ONU (quella in Ciad/Repubblica centrafricana), nonché nel rapporto fra Nazioni Unite ed Unione Africana. Peraltro, le relazioni ONU-NATO, che pure si sviluppano sotto il piano operativo, faticano a trovare un inquadramento a livello politico.

AFRICA TRA  I  TEMI  CENTRALI: A PRODI PRESIDENZA PANEL  ONU-UNIONE AFRICANA
In apertura della 63ma sessione dell’Assemblea Generale, oltre al dibattito generale, quest’anno è prevista una serie di importanti incontri ad alto livello a margine, consacrati ai temi dell’Africa e dello sviluppo. Fra questi si segnala in particolare la riunione sull’Africa il 22 settembre, mirata a richiamare l’attenzione internazionale sulle necessità di sviluppo, pace e sicurezza e diritti umani nel continente, sulla base, fra l’altro, dei risultati raggiunti in ambito NEPAD (New Partnership for Africa’s Development).
Per quanto riguarda l’Africa, si segnala la decisione del Segretario Generale Ban Ki-moon di affidare all’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi la presidenza del Panel congiunto Nazioni Unite-Unione Africana sul sostegno alle operazioni di pace africane. Il Panel, che ha già iniziato ad operare, dovrà esaminare le modalità di sostegno alle operazioni di pace africane (in particolare sotto il profilo del finanziamento, della fase di avvio, degli equipaggiamenti e della logistica) e formulare raccomandazioni al riguardo entro la fine dell’anno.

CRISI ALIMENTARE: COORDINAMENTO FRA LE AGENZIE COMPETENTI
Particolare attenzione sarà dedicata in questa sessione dell’Assemblea Generale al tema della crisi alimentare dovuta al drammatico aumento dei prezzi delle derrate agricole, che hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi cinquanta anni. Il Vertice FAO di Roma del giugno scorso ed il “Comprehensive Framework for Action on the Global Food Crisis”, adottato in quell’occasione, sono stati una prima ma non sufficiente risposta per contrastare la crisi. Il primo degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, che mira ad eliminare la povertà e la fame, può essere raggiunto solo grazie ad una azione efficace nel settore agricolo, in quello dell’accesso all’acqua ad ai servizi sanitari, a cui l’Italia dedica la massima attenzione e per cui auspica un’azione coerente del sistema delle Nazioni Unite attraverso il coordinamento fra le agenzie competenti: FAO, OMS e UNESCO.


CRISI ALIMENTARE:  INIZIATIVA PRESIDENZA ITALIANA G8
La Presidenza italiana del G8 offrirà un’importante opportunità per richiamare l’attenzione dei nostri partners su temi che ci stanno particolarmente a cuore. In tale occasione, ricoprirà un ruolo centrale il dibattito sulla crisi alimentare: per sostenere il lavoro delle NU, il G8 ha già incaricato un gruppo di esperti di monitorare l’attuazione degli impegni assunti, ed individuare altre modalità attraverso le quali sostenere il lavoro della Task Force ad Alto Livello sulla crisi alimentare, nonché il “Comprehensive Framework for Action on the Global Food Crisis”, presentato al vertice FAO di giugno. In quanto Presidente del G8, l’Italia lavorerà poi per dare un impulso al negoziato globale sui cambiamenti climatici, puntando a coinvolgere, oltre ai G8, altre fra le principali economie del mondo. Il 2009 sarà infatti un anno cruciale per il negoziato internazionale in tema di cambiamenti climatici: entro fine anno la Comunità internazionale sarà chiamata a trovare un’intesa per il post-Kyoto.
Più in generale, coerentemente con il nostro approccio per una governance mondiale più partecipativa, sia in ambito Nazioni Unite sia con riferimento al processo di riforma in corso delle istituzioni finanziarie internazionali, la Presidenza del G8 offrirà all’Italia l’opportunità di sviluppare le attività di outreach: si tratta di favorire una crescente assunzione di responsabilità ed una maggiore partecipazione di Paesi terzi nelle attività promosse dal G8. L’Italia porrà inoltre tra le proprie priorità anche il rafforzamento delle capacità di peace-keeping su scala globale.


SVILUPPO PER IL MILLENNIO:  SIDE-EVENT  ITALIANO
L’altro evento ad alto livello, previsto per il 25 settembre, sarà dedicato agli Obiettivi di sviluppo per il millennio (Millenium Development Goals, MDGs): originato su impulso del Primo Ministro britannico Gordon Brown, si tratterà di un’occasione rilevante (vi parteciperanno oltre 85 Capi di Stato e di Governo) per ribadire l’impegno collettivo a raggiungere gli Obiettivi entro il termine previsto del 2015. Fra i settori che richiedono maggiori sforzi, il Segretario Generale ha indicato l’aiuto pubblico allo sviluppo, il debito estero, il commercio internazionale, l’accesso ai farmaci essenziali e alla tecnologia.
In questo ambito si colloca l’iniziativa italiana di un apposito side-event, organizzato d’intesa col Comune di Milano, sul contributo degli enti locali al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio, che si svolgerà il 24 settembre e costituirà un’occasione per presentare le previste attività di Expo Milano 2015 a favore dello sviluppo, in particolare per quanto riguarda il tema centrale dell’alimentazione e le problematiche ambientali.

LA RIFORMA : ORGANI SOCIETARI E MANAGEMENT
Tra i principali temi al centro dell’attenzione durante la 63ma sessione figurerà anche la riforma delle Nazioni Unite, sia sotto il profilo dell’adeguamento degli organi societari (riforma del Consiglio di Sicurezza e rivitalizzazione dell’Assemblea Generale), sia per quanto riguarda la riforma del management e la ristrutturazione del Segretariato, con il rafforzamento delle funzioni di diplomazia preventiva e mediazione. Una partecipazione continuativa merita anche l’esercizio cosiddetto della “System Wide Coherence” che mira ad assicurare maggiore coerenza ed efficienza dei molteplici Fondi, Agenzie e Programmi dell’ONU presenti nei vari Paesi; si tratta di una riforma importante nella misura in cui permetterà di realizzare economie di scala ed assicurerà un migliore uso delle risorse finanziarie che i Paesi membri mettono a disposizione dell’intero sistema ONU.
Per quanto riguarda la riforma del Consiglio di Sicurezza, L’Italia continuera’ a lavorare, insieme ai nostri principali alleati del movimento Uniting for Consensus (UfC), affinché – in questa fase delicata del dibattito – si possa giungere ad una riforma democratica, rappresentativa e non divisiva del Consiglio.

IL CONTRIBUTO ITALIANO NEL CONSIGLIO DI SICUREZZA
La presenza in Consiglio di Sicurezza per il biennio 2007-2008 ci sta consentendo di rafforzare il nostro contributo ai tentativi di soluzione delle principali situazioni di crisi internazionali. Nella veste di Paese “coordinatore” delle questioni Afghanistan in Consiglio, abbiamo predisposto le risoluzioni per il rinnovo del mandato di UNAMA e di ISAF, cercando in entrambi i casi di porre un’enfasi sempre maggiore sulla cooperazione regionale e l’importanza di un’integrazione crescente tra gli aspetti politico-civili e quelli di sicurezza dell’intervento internazionale in favore della stabilizzazione e ricostruzione di quel Paese.  In ottobre l’Italia guiderà una missione del CdS in Afghanistan. Per quanto riguarda il Libano, siamo stati co-autori della risoluzione che ha rinnovato il mandato di UNIFIL, ed abbiamo assicurato un contributo di un milione di dollari al Tribunale Speciale per l’omicidio Hariri. Per quanto riguarda l’Africa, abbiamo sostenuto la decisione di autorizzare una forza ibrida per il Darfur e seguiamo con preoccupazione la lentezza del suo dispiegamento. L’accordo di Gibuti fra le parti somale costituisce un’occasione per riportare la stabilità in Somalia che invitiamo le Nazioni Unite a cogliere, decidendo il rapido invio di un’operazione di pace. Manteniamo altresì la Presidenza dei Comitati Sanzioni Sudan e Corea del Nord.
Tra le linee prioritarie del nostro biennio in Consiglio di Sicurezza figura il rafforzamento dei meccanismi di coordinamento tra i Paesi europei che ne fanno parte, coerentemente con l’obiettivo di elevare il profilo politico dell’Unione Europea alle Nazioni Unite. 
Il 23 settembre si terrà un dibattito del Consiglio di Sicurezza, a livello di Capo di Stato e di Governo (per l’Italia parteciperà il Ministro Frattini), organizzato dal Burkina Faso, che questo mese detiene la presidenza di turno, sul tema “Mediazione e soluzione dei conflitti”, di grande attualità in una fase in cui il sistema di governance mondiale risente delle differenze fra i principali Paesi ed attori.

L’IMPEGNO MULTILATERALE DELL’ITALIA
L’assiduità degli incontri con il Segretario Generale Ban Ki-moon costituisce un significativo riconoscimento da parte del Segretario Generale del forte impegno multilateralista del nostro Paese, condiviso dal Governo, dalle più alte cariche dello Stato, dal Parlamento, oltre che dall’opinione pubblica. Un impegno, questo, testimoniato anche dal nostro attivo coinvolgimento nella trattazione delle situazioni di crisi all’attenzione del Consiglio di Sicurezza e dalla nostra significativa partecipazione alle missioni di pace sotto l’egida delle Nazioni Unite.
Siamo infatti il nono Paese fornitore di Caschi Blu – ed il primo fra gli Occidentali – grazie alla nostra importante partecipazione alla Forza di pace dell’ONU in Libano (UNIFIL). Tale impegno è del resto coerente con le grandi coordinate entro cui si muove l’azione italiana per la pace, definite dall’art. 11 della Costituzione: il rifiuto della guerra da un lato, dall’altro la scelta di fare dell’Italia un soggetto attivo dell’architettura di istituzioni e di alleanze internazionali che si sono formate allo scopo di prevenire e governare i conflitti. In questo quadro, le Nazioni Unite rappresentano uno dei tre pilastri fondamentali nei quali è incardinata la nostra azione a sostegno della pace e della sicurezza, insieme all’Alleanza Atlantica e all’Unione Europea, della quale la crescita della dimensione di difesa costituisce uno dei più importanti sviluppi della costruzione europea negli ultimi anni.
Oltre che sul piano politico e su quello della partecipazione alle missioni di pace, il nostro impegno all’ONU si articola anche attraverso un rilevante contributo finanziario: siamo il sesto principale contributore al bilancio ordinario e a quello del peacekeeping dell’ONU – per un totale di circa 356 milioni di Euro – ed assicuriamo su base volontaria un significativo sostegno finanziario alle attività sul terreno dell’Organizzazione, attraverso contributi a favore degli organismi specializzati del sistema Nazioni Unite.

DIRITTI UMANI
In ambito diritti dell’uomo, sarà seguita con attenzione la questione della pena di morte e segnatamente i seguiti della Risoluzione adottata dall’Assemblea Generale lo scorso anno sulla moratoria, che ha visto l’Italia svolgere, insieme all’Unione Europea, un ruolo assolutamente di punta.
Anche il disarmo, la non proliferazione e la lotta al terrorismo sono temi prioritari di questa 63ma UNGA, come pure della prossima Presidenza del G8.


Luogo:

Washington

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