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Governo Italiano

L'intervista - Sandalli: Italia in prima fila per gli aiuti umanitari in Georgia

Data:

23/09/2008


L'intervista - Sandalli: Italia in prima fila per gli aiuti umanitari in Georgia

L’Italia e’ stato il primo tra i Paesi europei a portare aiuti umanitari in Georgia a seguito del conflitto di agosto: lo afferma l’ambasciatore italiano a Tbilisi, Vittorio Sandalli in un’intervista al sito del Ministero degli Affari Esteri  in cui spiega  le iniziative di cooperazione della Farnesina  dalle quali emerge,anche da questa partecipazione, il ruolo incisivo che l’Italia sta svolgendo, tanto sul piano operativo quanto su quello politico e diplomatico, per la stabilizzazione del Caucaso. Ecco il testo dell’intervista 
 
 
D - Secondo quanto ha detto il Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini durante la sua audizione nell’Aula del Senato nei giorni scorsi la linea di equilibrio sostenuta dall’Italia durante la crisi russo-georgiana si e’ rivelata quella giusta.  Nell’ambito di questa linea c’e’ anche l’impegno concreto dell’Italia di fare arrivare  alle popolazioni georgiane colpite dal conflitto aiuti umanitari.
Ambasciatore Sandalli ci  vuole tracciare un bilancio di questi aiuti?
R – L’Italia e` stato il primo tra i Paesi europei a portare aiuti umanitari in Georgia, a seguito del conflitto di agosto.
La nostra Cooperazione e` subito intervenuta disponendo l’invio di un aereo militare con tende e generi di prima necessita`nonche` con una squadra di tecnici della Croce Rossa incaricati del funzionamento di due cucine da campo. Le cucine sono state installate nel campo per gli sfollati di Gori e costituiscono ora il centro intorno a cui ruota la vita della comunita`, grazie all’efficienza, alla professionalità e anche alla carica umana dei nostri operatori ampiamente riconosciute dal governo georgiano e dalle Organizzazioni Internazionali che operano nel campo. Le cucine sono in grado di preparare diecimila pasti al giorno e quindi oltre  per gli ospiti del campo, che sono 2.200, la nostra Cooperazione confeziona e consegna i pasti anche per gli altri centri di accoglienza a Gori e, in parte, fino a Tbilisi.
Oltre a realizzare questa realtà la Cooperazione italiana ha stanziato 200.000  Euro a favore della Croce Rossa Internazionale e 300.000 Euro a favore dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati che si aggiungono ai 500.000 Euro precedentemente assegnati al Programma Alimentare Mondiale per interventi di emergenza in Georgia.
L’Italia riveste quindi un ruolo leader per l’assistenza umanitaria in Georgia, anche perche` ha saputo rispondere prontamente alle esigenze immediate degli sfollati con un intervento che qui si distingue per efficienza ed efficacia’’.


D - Nella piattaforma presentata  a Tbilisi e a Mosca dall’attuale Presidenza francese dell’Ue, alla quale l’Italia ha dato il suo contributo unitamente all’ OSCE con la collaborazione diretta degli Stati Uniti d’America, c’e’ anche la richiesta del libero accesso agli aiuti umanitari per la ricostruzione. Che cosa  sta facendo l’Italia a sostegno di tale richiesta?
R – L’Italia sostiene l’iniziativa dell’Unione Europea guidata dalla Presidenza francese, nella quale l’intervento di assistenza alle popolazioni colpite dal conflitto ha un posto importante. Oltre a sostenere gli sfollati (che in Georgia si sono aggiunti a quelli provocati dalle guerre degli anni novanta) occorre agire per la ricostruzione e il ritorno alla normalita` in primo luogo nei villaggi che sono stati teatro del conflitto e che hanno subito gravi danni. L’Italia e` in prima linea nel sostenere questa urgenza ed e` confortante che da qualche giorno gli operatori delle Organizzazioni Internazionali possono addentrarsi nelle zona finora non raggiungibili. E` positivo inoltre che tra poche settimane si svolgera` la Conferenza dei donatori.

D – Qual e’ il ruolo dell’ Italia nella missione di osservazione dell’Europa?
R – L’Italia ha un ruolo da protagonista anche nella missione di osservazione dell’Unione Europea, che viene dispiegata in questi giorni, alla quale partecipa con quaranta uomini sui duecento inizialmente previsti, in virtu` delle capacita` gestionali e operative maturate nelle tante operazioni all’estero  che il nostro Paese ha svolto e sta svolgendo e che ci pongono tra i primissimi Paesi al mondo per questo tipo di attivita`.
Anche da questa partecipazione emerge il ruolo incisivo che l’Italia sta svolgendo, tanto sul piano operativo quanto su quello politico e diplomatico, per la stabilizzazione del Caucaso.


Luogo:

New York

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