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Governo Italiano

L'intervista - Gherardo La Francesca, Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale

Data:

13/10/2008


L'intervista - Gherardo La Francesca, Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale

“La cultura è l’asso nella manica del sistema Italia”: è quanto indicato dal  Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini come fondamento della nuova strategia per la promozione della cultura e della lingua italiane all’estero. A commentare questa affermazione è Gherardo La Francesca, Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Affari Esteri, che individua quali temi principali di questo nuovo indirizzo: multimedialità e nuove tecnologie della comunicazione, sinergia tra il pubblico ed il privato, il ruolo degli Istituti di cultura.
Un primo importante passo in avanti è stato compiuto il 31 luglio scorso, con la firma congiunta dei Ministri degli Affari Esteri e dei Beni e le Attività Culturali, rispettivamente Franco Frattini e  Sandro Bondi, di un Memorandum d’Intesa. Un accordo che La Francesca giudica importante per due motivi. Da un lato perché è la dimostrazione della volontà di fare sistema fra le due Amministrazioni coinvolgendo anche altri Dicasteri ed altre Istituzioni dei settori sia pubblico sia privato che possono fornire un importante contributo nel definire una migliore strategia per la promozione della cultura italiana all’estero; dall’altro perché l’accordo si basa su una perfetta complementarietà tra i due Ministeri: i Beni Culturali sono produttori di cultura, mentre il Ministero degli Affari Esteri è un importante diffusore della cultura italiana all’estero in quanto gestore di una rete capillare che comprende in primis gli Istituti di Cultura ma anche le Ambasciate, i Consolati, le Scuole italiane all’estero e i Comitati della Società Dante Alighieri.
 La rete - sottolinea La Francesca - ha potenzialità enormi non completamente utilizzate.
L’intesa con il Ministero dei Beni Culturali pone delle importanti premesse per migliorare e rendere più efficiente l’utilizzo della rete perché ci consente di attingere più facilmente all’immenso patrimonio culturale del nostro Paese.
È anche necessario studiare nuove metodologie per trasmettere tali contenuti culturali facendo ricorso alle più moderne tecnologie della comunicazione. È questa una strada che il Ministero degli Affari Esteri ha già intrapreso e che intende percorrere d’intesa con i Beni Culturali.

D - Il Memorandum sottoscritto da entrambi i Ministeri prevede lo sviluppo di politiche di fund-raising capaci di coinvolgere il mondo delle imprese private e stimolare cosi’ le migliori energie e opportunita’ di collaborazione tra il pubblico ed il privato. Che cosa si pensa di fare in tal senso?

R – Il rapporto con il mondo imprenditoriale, in quanto potenziale partner anche nel sostegno economico delle iniziative culturali, va rivisto e migliorato, seguendo tre direttive:
a) va innanzitutto data priorità ai grandi progetti di elevato livello qualitativo.
Il mondo dell’impresa può essere più facilmente interessato ad iniziative che illustrino i livelli di eccellenza raggiunti dal nostro Paese.
b) Devono essere lanciati progetti che rispondano a precise strategie.
È necessario stabilire delle priorità per non disperdere energie che sono limitate dal punto di vista sia finanziario che operativo-gestionale.
c) Deve essere definito un efficace piano di comunicazione.
Non è sufficiente lanciare grandi progetti che si inquadrino in precise strategie direttamente o indirettamente mirate a fornire supporto al Sistema Italia e, come dice il Ministro Frattini, a giocare l’asso nella manica del quale disponiamo. Bisogna anche comunicare quello che stiamo facendo e portarlo all’attenzione del grande pubblico. Gli Istituti Italiani di Cultura devono sempre di più uscire dalle loro mura e lavorare in sinergia con i media e il mondo del web.

D - Il 17 settembre scorso si è svolto alla Farnesina un incontro congiunto del Ministero degli Esteri e di quello per i Beni Culturali quale primo seguito operativo del Memorandum d’Intesa. Tra le priorità emerse, un forte impegno comune per il rilancio e l’internazionalizzazione dei musei italiani, la valorizzazione delle eccellenze nel campo del restauro, la riscoperta degli itinerari e dei luoghi minori, la promozione della qualità dell’architettura contemporanea. Quali sono le iniziative in programma per ciascuna di tali priorità?

R – Nell’incontro del 17 settembre si è innanzitutto riscontrata un’intesa sulla strategia di base che consiste nella valorizzazione delle forme più recenti della nostra creatività, quelle peraltro più legate alla produzione industriale, sottolineando come queste siano i prodotti di un patrimonio culturale antico e di enorme estensione. La formula può essere espressa come “più attenzione ai nuovi germogli che scaturiscono da un ceppo dotato di radici molto estese e ramificate”. Ciò comporta una attenzione al presente ma anche al passato.
Se parliamo di antiche radici possiamo citare il progetto, di cui si è discusso il 17 settembre, di una grande mostra dedicata a Giotto.
Se invece parliamo di germogli recenti possiamo far riferimento alla “Collezione Farnesina” dalla quale è stata tratta una importante mostra itinerante che sta concludendo una circuitazione in 11 sedi in Europa Orientale e America-Latina.
Dalla stessa Collezione Farnesina sta nascendo adesso “Experimenta” che raccoglie opere dei più recenti interpreti della nostra arte contemporanea e che si affiancherà alla Collezione storica.
Un’altra linea che si è deciso di seguire è quella relativa alla valorizzazione di aspetti internazionalmente meno noti del nostro patrimonio culturale. Una grande mostra dedicata ai Macchiaioli è stata realizzata in risposta ad un vivo interesse che abbiamo riscontrato in particolare in Giappone. Siamo riusciti ad allestirla con la collaborazione del Ministero dei Beni Culturali e abbiamo trovato le risorse finanziarie grazie ad attive sinergie con il mondo bancario ed imprenditoriale italiano. Un nuovo progetto in programma per il prossimo anno è incentrato sul Futurismo: nel 2009 ricorrono il centenario del Manifesto. E’ un movimento che mantiene ancora diversi aspetti di attualità che meritano di essere valorizzati.

D - Nel mondo c’è una rete di 90 Istituti di cultura: come saranno coinvolti nella “nuova strategia”?

R - Stiamo mettendo a punto una metodologia innovativa e che risponda all’esigenza di ottenere risultati di alto livello con risorse contenute. Si tratta di un’iniziativa nata in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali che abbiamo chiamato “Officine internazionali”: quaderni monografici in formato elettronico dedicati a temi importanti della cultura italiana e destinati ad essere distribuiti agli IIC e da questi utilizzati, sia ai fini didattici  sia come strumento di promozione del ricco patrimonio culturale italiano.
Le “Officine internazionali” saranno composte da dispense didattiche dotate di rigore scientifico, ma esposte in modo accessibile anche ad un pubblico di non specialisti, ed immagini in alta definizione, raccolte in un formato che potrà essere riprodotto e diramato alla rete con costi estremamente contenuti, e che potrà essere utilizzato per la produzione di mostre leggere multimediali. A completamento dei quaderni è allo studio anche la realizzazione di videoconferenze tenute in Italia da una personalità di rilievo, che possano essere trasmesse in simultanea alla rete degli Istituti e seguite in modo interattivo dal pubblico nelle diverse sedi. In alternativa stiamo studiando la possibilità di promuovere la realizzazione di trasmissioni televisive a carattere divulgativo sugli argomenti dei quaderni.
I temi saranno scelti senza dimenticare gli importanti eventi culturali, come le grandi mostre: a breve infatti, in coincidenza con l’importante mostra che il Metropolitan Museum di New York dedica a Giorgio Morandi, sarà presentato il primo numero di “Officine internazionali” che avrà come oggetto l’opera del maestro italiano.


Luogo:

Rome

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