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Governo Italiano

Messaggio del Ministro Frattini in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo

Data:

17/10/2008


Messaggio del Ministro Frattini in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo
La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, che quest’anno si terrà dal 20 al 26 ottobre, costituisce il principale evento di promozione all’estero della lingua italiana e dei contenuti culturali ad essa collegati, di cui sono attivi protagonisti le nostre Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura, con la regia della Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero. Una settimana che richiede un grande sforzo organizzativo, distribuito nell’arco di molti mesi, ma che unisce idealmente tutte le ramificazioni della nostra rete estera in un unico grande avvenimento.
L’iniziativa, realizzata ogni anno a partire dal 2001, vede anche la collaborazione dell’Accademia della Crusca e di numerose istituzioni pubbliche e private. La manifestazione ha raccolto un successo crescente, registrando nel 2007 un totale di circa 1500 eventi realizzati.
E’ significativo che questo avvenimento abbia come protagonista la lingua italiana, un elemento che fa grande la cultura italiana. Si tratta di un bene culturale che non è possibile visitare, ma che nondimeno è possibile trovare e incontrare in tutte le piazze, vie e palazzi della nostra Penisola. Una ricchezza ed un elemento identitario che per noi sono scontati, ma che per i visitatori stranieri è parte integrante della nostra cultura, e di quella scoperta che avviene appena si tocca il suolo italiano.
Esiste nel mondo una domanda rilevante di “italiano”, come alcuni dati dimostrano. Nei corsi gestiti dalla nostra rete studiano oggi la lingua italiana circa 160.000 stranieri, cui vanno aggiunti 640.000 giovani di origine italiana che partecipano ai corsi per gli italiani all’estero. Circa 116.000 studenti seguono poi i corsi della Dante Alighieri. In tutto quindi quasi un milione di studenti. Sono poi attivi più di 7000 corsi di italiano ai quali le iscrizioni negli ultimi anni sono aumentate di oltre il 40%.
Parlare italiano è il modo migliore di capire e comprendere la nostra cultura e il nostro stile di vita, che per molti suoi aspetti esercita anche un grande richiamo all’estero. Per questo motivo promuovere la nostra lingua è uno strumento importante, e funzionale a creare interesse genuino, consapevole e stabile nei confronti del nostro Paese.
Sul piano interno la lingua italiana va promossa anche attraverso l’adozione di un nuovo sistema di certificazione della sua conoscenza. Dobbiamo pertanto inserire in un quadro unitario i quattro sistemi di certificazione di conoscenza dell’italiano attualmente previsti (Università per stranieri di  Perugia e Siena, Roma III e Società Dante Alighieri).
Una certificazione unica sarebbe utile sia per facilitare la mobilità degli studenti universitari stranieri interessati a iscriversi a Università italiane, sia ai fini della loro ricerca di un posto di lavoro all’estero ed in Italia.
In collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca abbiamo quindi avviato una iniziativa legislativa per istituire un “Sistema Nazionale per la Certificazione di conoscenza della lingua italiana come lingua seconda” strettamente collegato al vigente Quadro Comune Europeo per la Certificazione delle Lingue, elaborato dal Consiglio d’Europa e ormai generalmente utilizzato come riferimento di “sistema” nell’ambito dell’Unione Europea.
Tornando alla Settimana della Lingua Italiana nel Mondo vorrei sottolineare come essa sia nata per rilanciare l’attenzione e l’interesse nei confronti dell’italiano al di fuori dei nostri confini, e puntare i riflettori sulla sua promozione, in modo che rimanga fra le priorità di tutti gli attori che operano per la diffusione della nostra cultura all’estero. L’azione di Istituti Italiani di Cultura, Ambasciate, Consolati e altri soggetti come i lettorati, le cattedre di italiano, le scuole italiane e bilingui, i comitati della Dante Alighieri, può avere un impatto maggiore soprattutto quando si opera insieme. Il caso della “Settimana” è quindi un esempio positivo di come il sistema paese può agire unito per un unico fine.
Mi vorrei soffermare anche sul tema di quest’anno, L’Italiano in piazza, che risulta particolarmente evocativo ed appropriato, poiché richiama e sottolinea la funzione di comunione e di scambio che lega una lingua, l’italiano, a un luogo, la piazza. Nella piazza la lingua evolve e si sviluppa, e parlare di piazza significa parlare del rapporto con il territorio, con la cultura e la storia che sono cresciute in esso. La piazza è il luogo della discussione, del dialogo, della conoscenza reciproca, per questo il tema evoca da un lato la cultura italiana, che tanto deve alle piazze dei suoi infiniti centri storici, e dall’altro la funzione di comunicazione e scambio che la lingua da sempre possiede. La piazza è come una raffigurazione concreta della lingua, e l’italiano racchiude nella sua ricchezza e vivacità lo spirito delle mille piazze che caratterizzano i nostri centri abitati, nella loro millenaria storia così legata a quella dell’intera Europa.

Luogo:

Rome

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