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Governo Italiano

Dal Parlamento. G8:  Camera, si’ mozioni  Pd-Pdl-Udc su Presidenza italiana.L’Intervento del Sottosegretario Scotti (24 Nov 2008)

Data:

24/11/2008


Dal Parlamento. G8:  Camera, si’ mozioni  Pd-Pdl-Udc su Presidenza italiana.L’Intervento del Sottosegretario Scotti (24 Nov 2008)

Si’ dell’Aula della Camera alle mozioni del Pd, del Pdl e dell’Udc sul contributo della Presidenza italiana alla definizione dell’agenda del G8 del 2009.

Le votazioni hanno dato i seguenti esiti:
- Approvata (con astensione da parte dei Gruppi parlamentari di maggioranza) la mozione 1-00065 dell’on. Fassino (Pd), così come riformulata su richiesta del Governo e con l’innesto di un emendamento (approvato all’unanimità dall’Aula) dell’on. Mecacci ;
- Approvata (con astensione da parte dei Gruppi di opposizione) la mozione 1-00066 dell’on. Cicchetto(Pdl);
- Approvata a maggioranza la mozione  1-00068 dell’on. Vietti(Udc) così come riformulata su richiesta del Governo.
- Non approvata la mozione n. 1-00067 dell’On. Evangelisti(Idv), su cui il Governo aveva espresso parere contrario.

L’intervento del Sottosegretario Vincenzo Scotti

Il  Sottosegretario Enzo Scotti  ha illustrato alla Camera dei Deputati la posizione del Governo nel corso della discussione generale sulle mozioni, presentate da diversi gruppi, che riguardano il contributo della Presidenza italiana alla definizione dell’agenda del G8 del 2009.  Ecco il testo dell’intervento secondo il resoconto stenografico.

Una nuova governance

Gli eventi straordinari dell'ultimo anno consegnano alla presidenza italiana del G8, e per essa al nostro Paese, una sfida ben più difficile e impegnativa rispetto a quella che avevamo immaginato alla chiusura del vertice di Toyako. Siamo consapevoli di dover affrontare una fase estremamente difficile, ma anche ricca di straordinarie opportunità. Questo non solo per ciò che attiene al superamento della crisi della finanza e dell'economia mondiale e, quindi, alla possibilità di raggiungere gli obiettivi (Millennium Development Goals) che solennemente all'ONU, nel 2000, abbiamo deciso di perseguire entro il termine 2015, ma anche per quanto riguarda il contributo concreto per il raggiungimento e il consolidamento della pace, della lotta al terrorismo e alle tante violazioni dei diritti umani, quotidianamente, perpetrate in tanti Paesi. In particolare, il G8 della Maddalena ha una storica opportunità per disegnare le coordinate fondamentali di una governance nuova, basata sulla sostenibilità delle politiche, e sull'efficacia delle regole e dei controlli, che ci consenta di cogliere tutte le opportunità della globalizzazione, ma governandone e minimizzandone i rischi. In più occasioni, sin dalla sua presentazione alle Camere per il voto di fiducia, il Presidente del Consiglio ha delineato il modo con cui, a partire dal prossimo gennaio, avrebbe assolto all'impegnativo ruolo di presiedere il G8, con un approccio adeguato alle sfide e basato sulla inclusività e su una condivisione delle responsabilità, la più ampia possibile. Il susseguirsi degli eventi economici e politici di questi mesi ha mostrato quanto questa impostazione fosse utile e corretta, e richiedesse insieme lungimiranza strategica ed approccio pragmatico, e non ideologico, nell'indicazione delle proposte e nella ricerca di un ampio consenso, ben oltre quello degli otto partecipanti. Su questa linea si muove il lavoro preparatorio, sia a livello diplomatico, sia a livello politico.
Crisi finanziaria e alimentare
Il lavoro in atto non può prescindere da due dati. Gli avvenimenti internazionali degli ultimi mesi, dalla crisi finanziaria a quella alimentare, hanno mostrato quanto gli andamenti dei mercati siano caratterizzati da elevata volatilità. Ne sono prova, in ambiti diversi, ma connessi, l'evoluzione degli indici delle Borse mondiali, dei prezzi delle derrate alimentari e delle materie prime. Se la globalizzazione può ampliare gli ambiti di condivisione e delle opportunità con possibili positivi benefici, in termini di crescita economica, e anche di riduzione della povertà, l'ampliamento di queste opportunità è, però, sempre più accompagnato dalla condivisione dei rischi tra tutti i Paesi, da quelli a più elevato livello di sviluppo, a quelli estremamente poveri. La crisi di questi ultimi mesi (alimentare, energetica, finanziaria ed economica) è dunque spiegabile anche in termini di deficit di governance internazionale, di carenza delle regole e di controlli. Oggi, è diffusa la consapevolezza che la governance di Bretton Woods, costruita per stimolare e sostenere la crescita di un'economia mondiale profondamente diversa da quella presente, vada cambiata e che necessiti di una diversa regolazione dei mercati finanziari. Abbiamo, quindi, bisogno di un nuovo disegno della governance internazionale che assicuri stabilità al sistema finanziario internazionale, alla crescita dell'economia reale e che consenta di affrontare le grandi sfide della globalizzazione (dal cambiamento climatico, alla sicurezza alimentare, allo sviluppo) sulla base di un approccio basato sul concetto di sostenibilità. Tutto ciò, evitando, come ha sottolineato di recente il Ministro Frattini, che in questo cambiamento le soluzioni non lascino ancora più emarginati i Paesi veramente poveri.
Il Presidente del Consiglio ha dichiarato che il G8 rappresenta un foro da cui può giungere un fondamentale impulso politico per questa governance adatta alla nuova realtà globale, ma che coinvolga dei nuovi protagonisti dell'economia globale ed aiuti i Paesi più poveri.
Frattini, parlando al forum strategico della Farnesina, ha ricordato - cito - le analisi sulla necessità di adeguare il modello G8 e l'emergere del G20 che, con prepotenza, sembra essere il foro privilegiato per affrontare i temi di tipo economico-finanziario. Tutto questo richiede un'analisi di previsione che dovrà tradursi in un'azione in pochi mesi, visto che, già in primavera, dovremmo ragionare su come armonizzare, in materia economico-finanziaria, il G8 dei Ministri dell'economia e il G20 che gli inglesi si accingono ad organizzare in aprile. A questi fini, la Presidenza italiana del G8 nel 2009 trova conferma alla bontà della sua scelta iniziale di proporre un approccio basato sull'inclusività e sulla condivisione delle responsabilità. L'impulso del G8 alla soluzione dei problemi globali deve coinvolgere i nuovi Paesi emergenti (Cina, India, Brasile, Messico, Sudafrica ed Egitto) ed è così necessario che, da parte di tutti, vi sia consapevolezza che le sfide globali richiedono che ciascuno, nessuno escluso, sia disponibile ad assumersi una quota di responsabilità. Il G8 si focalizzerà, infatti, in un dialogo approfondito con le economie emergenti, sulle condizioni per limitare l'impatto della crisi finanziaria sull'economia reale, sulla produzione e sull'occupazione. Insisteremo sull'importanza di rilanciare il negoziato di Doha per addivenire ad un risultato ambizioso ed equilibrato, avendo per prima noi, Paesi avanzati, l'obbligo di fare scelte coraggiose. Promuoveremo il dialogo volto ad un coordinamento delle politiche macroeconomiche per contrastare il ciclo recessivo, ma la crisi finanziaria internazionale non dovrà farci deflettere dall'importanza e dalla necessità di perseguire gli obiettivi di sviluppo del millennio.
L’Africa tra le priorita’
Tra le priorità politiche della Presidenza italiana del G8 nel 2009 riconfermiamo l'Africa con tutti i suoi bisogni di crescita economica, di lotta alla povertà, alle malattie, alla violazione dei diritti umani e alle violenze su donne e bambini. Non sottovalutando mai l'importanza dell'aiuto pubblico allo sviluppo, porremmo però l'accento sulla necessità di un approccio più comprensivo alla politica di cooperazione, che tenga conto che, nella crescita, giocano tutti i diversi fattori, e tra questi il commercio, gli investimenti diretti del settore privato, i partenariati pubblico e privato, l'apporto delle organizzazioni non governative, quello della società civile e dei governi delle comunità locali. Con questo approccio sottolineeremo anche la responsabilità degli stessi Paesi in via di sviluppo e un'impostazione dell'efficacia della cooperazione conforme alle conclusioni del dibattito più recente sulle politiche di sviluppo (penso, ad esempio, alle conclusioni della Conferenza di Accra dello scorso settembre). L'Italia ha contribuito attivamente alla definizione dell'Agenda for action di Accra che mira a raccogliere la sfida dello sviluppo attraverso un profondo rinnovamento delle strategie finora seguite. Vi è ormai un consenso diffuso sui principi che dovranno ispirare le politiche di sviluppo del futuro: ruolo centrale dei Paesi in via di sviluppo nella definizione e implementazione delle politiche (ownership); creazione di partenariati inclusivi tra tutti gli attori dello sviluppo, non solo i donatori tradizionali e gli stessi Paesi beneficiari ma anche i nuovi attori, dalle fondazioni alla società civile, al settore privato e ai partenariati pubblico-privati; infine, ampia disponibilità da parte di ciascuno a rendere conto, in maniera trasparente, dei risultati delle politiche di sviluppo.
Approccio basato su inclusivita’ e condivisione
A questi principi ci rifaremo nella preparazione del G8 dei Ministri della cooperazione e dell'incontro dei Ministri dei Paesi OCSE per una riflessione aperta su come ripensare una politica di aiuti allo sviluppo in un momento di crisi economica e finanziaria mondiale, sostenuta da una manovra articolata che faccia leva su una più ampia gamma di strumenti per il cambiamento dei sistemi economici dei Paesi più poveri.
Questo approccio, basato sull'inclusività e sulla condivisione, si applica anche al negoziato sul cambiamento climatico nella prospettiva della Conferenza di Copenaghen del dicembre 2009: è evidente che nessun sforzo isolato, per quanto meritorio, consentirà di ridurre le emissioni di CO2 in misura utile per contrastare l'effetto serra se non vi sarà un'assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori dell'economia globale anche se su basi commisurate al grado di sviluppo di ciascuno.
La presidenza italiana del G8 mirerà ad ampliare gli spazi di convergenza tra economie avanzate, emergenti e Paesi in via di sviluppo per concorrere al successo del negoziato nell'ambito delle Nazioni Unite.
Non bisogna poi mai dimenticare che, nel corso della presidenza italiana, il G8 sarà chiamato ad affrontare, oltre alle tematiche della governance economica e mondiale, anche una serie di altri dossier prevalentemente legati al tema della sicurezza.
Tra le priorità politiche della presidenza italiana del G8 nel 2009, accanto all'impegno per la stabilizzazione delle principali crisi regionali, speciale attenzione sarà rivolta alle sfide globali di sicurezza concernenti la proliferazione di armi di distruzione di massa - oltre alla trattazione dei casi regionali si punterà sul rafforzamento del regime generale di non proliferazione - il terrorismo in linea con la tradizionale cooperazione del G8 in materia, la criminalità organizzata e il sostegno alle attività di mantenimento della pace.
L'Italia sostiene la linea, ormai consolidata dal 2002, di una dichiarazione ad hoc sul terrorismo dei Capi di Stato del G8. In questo quadro porremmo attenzione soprattutto alla lotta alla radicalizzazione e al fenomeno del reclutamento, nonché al rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale nell'ambito della lotta al terrorismo.
Il rafforzamento delle capacita’ di peacekeeping
La presidenza italiana del G8 porrà tra le proprie priorità politiche, anche il rafforzamento delle capacità di peacekeeping su scala globale, come espressamente richiesto dai Capi di Stato e di Governo in occasione del summit di Toyako.
Gli esperti del G8 devono approfondire la tematica al fine di valutare lo stato dell'attuazione degli impegni presi nel 2004 con il piano di azione di Sea Island e le future prospettive di collaborazione operativa nel settore, con particolare riferimento all'interazione tra le componenti militari, di polizia e civile, delle operazioni di mantenimento della pace e di stabilizzazione delle aree di crisi. È previsto che gli esperti presentino un rapporto sul tema al summit del G8 della Maddalena.
Sempre in attuazione degli impegni assunti a Sea Island, l'Italia ha istituito, anche grazie al sostegno finanziario degli Stati Uniti, il centro per l'eccellenza e per la stabilità dell'unità delle polizie, con sede a Vicenza. L'iniziativa ha già conseguito importanti risultati, oltre 1.600 ufficiali formati, e auspicheremo un suo allargamento ad altri partner. Tradizionalmente l'Italia attribuisce grande importanza alla dimensione della outreach nei vertici G8.
Come ho già detto, noi sosteniamo il processo avviato in Germania che mira ad approfondire importanti temi quali la promozione e la tutela dell'innovazione, la libertà degli investimenti e la responsabilità sociale delle imprese, l'impegno comune per lo sviluppo sostenibile, l'efficacia energetica e la lotta alla corruzione.
Tuttavia, l'intendimento italiano è che la predetta iniziativa si inserisca in una più vasta rete di azioni a geometria variabile del G8 che permettano di includere anche altri Paesi ritenuti di volta in volta importanti nelle materie del dialogo, tra cui, in particolare, l'Egitto.
Nel quadro dell'outreach, la presidenza italiana intende in particolare organizzare una sessione interministeriale allargata a Pakistan e Afghanistan. L'obiettivo principale di tale esercizio sarà quello di imprimere rinnovato vigore ai programmi dell'Afghanistan-Pakistan G8 Iniziative.
In particolare, ciò avverrà nei delicati settori del controllo delle frontiere e della lotta al narcotraffico. In tema di non proliferazione, oltre alla trattazione dei casi di proliferazione regionale, si punterà sul rafforzamento del regime generale di non proliferazione, con riferimento ai principali trattati ed in particolare al trattato di non proliferazione, in vista della conferenza di riesame del 2010, sulle prospettive del disarmo nucleare e sul legame tra sviluppo dell'energia nucleare e non proliferazione.
Infine, il partenariato globale contro la diffusione delle armi di distruzione di massa, lanciato a Kananaskis nel 2002, costituisce, per le dimensioni dell'impegno finanziario complessivo (20 miliardi di dollari in dieci anni), la principale attività del G8, cui si sono associati altri Paesi nel campo della lotta alla proliferazione ed al rischio che i terroristi utilizzino armi di distruzione di massa.
Durante la nostra Presidenza intendiamo confermare l'impegno del G8 a fornire assistenza alla Russia e all'Ucraina, a proseguire gli sforzi in corso per l'allargamento dell'iniziativa a nuovi Paesi, sia in termini di ricerca di nuovi donatori sia di nuovi Paesi cui indirizzare progetti.
Sulla base delle conclusioni raggiunte al vertice di Toyako, nonché di quanto già contenuto nella stessa dichiarazione di Kananakis, evidenziato ripetutamente in altri documenti del G8, si intende porre l'accento sul tema delle risorse umane ed in particolare dell'engagement degli scienziati, sia come reindottrinamento di coloro che hanno lavorato su progetti di armi di distruzione di massa sia come promozione di una cultura della sicurezza, in relazione al carattere di duplice uso che le conoscenze hanno in molti settori scientifici.
E’ possibile fronteggiare le sfide
Come è possibile rilevare dalle indicazioni sugli obiettivi che la Presidenza italiana del G8, insieme a tutti gli altri partecipanti, intende perseguire, la finalità ultima è quella di un messaggio ai cittadini del mondo: è possibile fronteggiare le sfide e non farsi sopraffare dalla paura, dall'incertezza e dalla paralisi. Il mondo ha le risorse tecnologiche, economiche, finanziarie, umane e soprattutto morali per superare le difficili prove che gli sono davanti. Gli obiettivi del millennio sono ambiziosi, ma possibili; hanno bisogno però di forme sempre più efficaci di cooperazione ed integrazione a livello planetario.
Il nostro Paese, con la Presidenza del G8, ha l'occasione di un ruolo di proposizione e di stimolo. Questo ruolo sarà certamente più efficace se il Paese tutto, a partire dalla Pag. 47rappresentanza politica, economica e sociale, si sentirà parte solidale con l'azione del Governo, con le sue finalità, con il suo significato alto. È tradizione del nostro Paese trovare, nei momenti difficili, la forza di unirsi e di lavorare insieme per il raggiungimento di grandi traguardi e questo il Governo si augura possa accadere, anche al termine della discussione delle mozioni in esame, con un voto che esprima l'ampia convergenza del Parlamento sulle linee essenziali del lavoro che la Presidenza italiana sta portando avanti, preparandosi ad entrare formalmente in campo di qui a qualche settimana.


Luogo:

Rome

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