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Governo Italiano

L’intervista - F. Failla, come cambia la Cina, opportunita’ da cogliere

Data:

02/12/2008


L’intervista - F. Failla, come cambia la Cina, opportunita’ da cogliere
‘’La Cina non e’ solo un Paese vastissimo ma anche molto differenziato. Questo significa che quando si vuole essere operativi, con iniziative e progetti concreti, bisogna confrontarsi con le diverse Province’’: e’ quanto afferma il Cons. Federico Failla, coordinatore, per la parte italiana, del Comitato intergovernativo Italia-Cina presieduto dai Ministri degli Esteri dei due Paesi,  in un’intervista pubblicata nella Newsletter di dicembre di “Diplomazia economica italiana”.
‘’Nell’ambito del Comitato – sottolinea Failla – ne abbiamo individuate alcune su cui intendiamo concentrare i nostri sforzi: sono il Guangdong che e’ la prima Provincia cinese in termini di Pil; lo Zhejiang, che invece e’ la prima in termini di reddito pro-capite; lo Shandong, dove sono localizzati consistenti investimenti italiani; il Tianjin in cui ci sono importanti presenze italiane; il Liaoning, con particolare riguardo al porto di Dalian; e infine la grande metropoli industriale di Chongging, che ha subito un doloroso processo di ristrutturazione negli ultimi anni ma che ora e’ al centro di un massiccio programma di rilancio e modernizzazione fortemente appoggiato dal governo centrale’’. 
Failla si sofferma in particolare sulla Provincia del Guangdong con la quale ‘’abbiamo avviato un programma molto impegnativo di iniziative’’. Questa Provincia ‘’ha ormai raggiunto uno stadio di sviluppo tale per cui le Autorità si pongono con forza il problema della qualità dell’assetto urbano, dell’ambiente, della dimensione culturale. In tutte queste aree abbiamo identificato azioni e interlocutori precisi….abbiamo individuato una committenza pubblica e privata con un largo ventaglio di esigenze: ora spetta alle imprese e agli altri enti italiani di dare seguito alle proposte  e di trasformarle in opportunità. Sapendo che godono di un forte supporto delle Autorità cinesi in quanto sono caricate anche di un significato politico legato al rafforzamento dell’amicizia con l’Italia. Questi aspetti in Cina, contano in quanto aprono molte porte e aiutano a risolvere eventuali difficoltà lungo il percorso’’.
Il Consigliere Failla fa riferimento, in primo luogo, alle imprese come interlocutori in Italia per questo tipo di iniziative, ma anche alle “istituzioni universitarie quali ad esempio le facolta’ di architettura”. In Cina, spiega Failla,  “sta emergendo una forte sensibilità al recupero del patrimonio storico quindi la collaborazione bilaterale può essere estesa ai settori del restauro, dell’organizzazione di musei, della valorizzazione del turismo… e soprattutto e’ giunto il momento di puntare sulle università’’.
Secondo Failla, infatti, ‘’un obiettivo realistico’’ e’ quello di ‘’un raddoppio del numero di studenti cinesi in Italia. Ma occorre anche puntare sulla qualità. Già oggi ci sono circa duemila giovani cinesi che vengono in Italia per studiare, generalmente con i loro mezzi. …Con la Fondazione Italia-Cina abbiamo avviato un programma di assistenza che metterà a disposizione di questi giovani, dei tutor cinesi. …….Infine intendiamo aumentare il numero dei docenti e ricercatori italiani che operano in Cina’’.  Gli strumenti – puntualizza Failla – sono ‘’quelli tradizionali della cooperazione scientifica: si tratta di individuare temi di comune interesse e di stimolare iniziative. L’Italia ha importanti conoscenze e applicazioni da proporre che in questo momento interessano particolarmente la Cina. Mi riferisco ad esempio ai temi della sicurezza alimentare o a quelli del monitoraggio del territorio e della prevenzione di catastrofi naturali’’.

Luogo:

Rome

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