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Governo Italiano

03.12.08 - Conferenza Oslo (2-4 dic), messa al bando delle armi a grappolo: l’adesione dell’Italia

Data:

03/12/2008


03.12.08 - Conferenza Oslo (2-4 dic), messa al bando delle armi a grappolo: l’adesione dell’Italia
La messa al bando delle armi a grappolo, il primo accordo di disarmo multilaterale dalla firma nel 1997 della Convenzione di Ottawa sulle mine antipersona: e’ quanto sara’ deciso, con la firma di un Trattato, da oltre 100 Paesi, tra i quali l’Italia, in occasione della Conferenza di Oslo (2-4 dicembre) alla quale partecipa il Sottosegretario agli Affari Esteri, Vincenzo Scotti.
La comunita’ internazionale darà cosi’ una risposta comune ad una esigenza sentita: porre fine alle sofferenze inaccettabili arrecate alla popolazione civile dall’uso delle munizioni a grappolo e allo stesso tempo compiere un nuovo passo avanti nel processo di “disarmo umanitario” che si sta affermando gradualmente nella comunità internazionale e nel quale l'Italia ha svolto ed intende continuare a svolgere un ruolo di primo piano.
L’Italia è stata tra i primi ad impegnarsi per la proibizione della produzione e dell’impiego delle munizioni a grappolo entrando a far parte, sin dall’inizio, del gruppo di 46 Paesi che nel febbraio del 2007, aderendo alla Dichiarazione di Oslo, ha lanciato il processo che ha portato nel maggio di quest’anno all’approvazione del testo della Convenzione, a Dublino.  E’ stato un processo a tappe serrate, al quale l’Italia non ha mai fatto mancare il proprio sostegno, adoperandosi costantemente per pervenire ad un risultato concreto e giuridicamente vincolante entro la fine del 2008.
Tale processo consiste nella riduzione, nel controllo o nella eliminazione degli armamenti per motivi umanitari, con l’obiettivo di attenuare le sofferenze delle popolazioni civili (con un particolare riguardo per le donne e i bambini) e dei militari.
L’impegno  dell’Italia  è del resto coerente con le grandi coordinate entro cui si muove l’azione italiana per la pace, definite dall’art. 11 della Costituzione: il rifiuto della guerra da un lato, dall’altro la scelta di fare dell’Italia un soggetto attivo dell’architettura di istituzioni e di alleanze internazionali che si sono formate allo scopo di prevenire e regolare i conflitti.

Luogo:

Rome

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