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Governo Italiano

Missione Nato/Isaf: Presenza ed impiego delle Forze militari italiane

 

Missione Nato/Isaf: Presenza ed impiego delle Forze militari italiane

L’Italia ha sin dal 2002 fornito un contributo di assoluto rilievo alla missione ISAF, detenendone anche il Comando tra il 2005 e il 2006. Italiani in due occasioni (2006 e 2008) sono stati i comandanti della regione di Kabul, attualmente sotto comando francese.
Contribuiamo attualmente ad ISAF con quasi 2.800 unità (quarto fornitore di truppe). Il nostro contributo è suddiviso tra Kabul (circa 600 unità), la regione occidentale soprattutto nelle province di Herat e Farah (1900) e Mazar e Sharif con un distaccamento di 2 aerei Tornado (che opereranno ad Herat con altri 2 Tornado quando saranno terminati i lavori di adeguamento della pista dell’aeroporto). È previsto un rafforzamento delle forze a Farah che si completerà tra qualche settimana. Italiano è il comandante della Regione Ovest (il prossimo 3 aprile il gen. Serra della Julia lascia il comando al Gen. Castellano della Folgore). L’Italia gestisce il PRT di Herat (col. Brandorisia, Folgore) e fornisce un contributo sostanziale ad altri distaccamenti operativi quali la Forward Support Base FSB di Herat e la Forward Operating Base FOB nel distretto di Mala Murghab (provincia di Badghis sotto controllo spagnolo).
Nel corso del secondo semestre dell’anno e in ogni caso al termine del periodo elettorale, verrà completata la riconfigurazione verso ovest della nostra presenza militare, con l’eliminazione della residua unità di manovra italiana a Kabul e il contestuale dispiegamento di un’unità di manovra aggiuntiva in una delle province occidentali (probabilmente Herat) che si affiancherà a quelle attuali di Herat e Farah.
A regime saranno dunque complessivamente tre le unità di manovre italiane operanti nel RC West.
In previsione del periodo elettorale verrà dispiegato nella regione ovest un battaglione di manovra aggiuntivo di circa 200 unità. Due aerei da trasporto e tre elicotteri, sempre da trasporto, completano il pacchetto aggiuntivo italiano messo a disposizione per le elezioni.
“Sostegno all’Esercito afgano – OMLT e Trust Fund NATO”
Quanto all'addestramento dell'esercito nazionale afgano (ANA), l’impegno italiano è estremamente rilevante, articolato su sei OMLT (Operational Mentor and Liaison Team) attivi tra Herat e Farah più un settimo da dispiegare a Farah entro il corrente semestre, dopo che sarà istituito il corrispondente reparto afgano.
L’Italia difficilmente potrà disporre di risorse umane aggiuntive per aumentare il numero degli OMLT, ma sollecita contributi da parte degli altri Paesi impegnati nell’area ovest.
Il contributo finanziario italiano al NATO trust fund a sostegno dell’ANA, ipotizzabile per il secondo semestre (ove disponibili i fondi del decreto missioni), sarà di 2 milioni di euro.
“Sostegno all’addestramento della polizia”
Il contributo complessivo italiano alla ricostruzione della Polizia nazionale afgana è costituito attualmente da 62 unità di formatori messi a disposizione dall’Arma dei Carabinieri e dalla Guardia di Finanza. Esso è così ripartito:
Nel quadro della EU Police Mission in Afghanistan (EUPOL) operano attualmente 15 unità di polizia italiane così ripartite: 11 unità dell’Arma CC di cui 5 a Kabul e 6 a Herat; 4 unità della Guardia di Finanza di cui 1 a Kabul e 3 a Herat.

In chiave nazionale la “Task Force “Grifo”, composta di 13 unità della Guardia di Finanza, svolge ad Herat attività di addestramento a favore della Polizia di frontiera (Afghan Border Police/ABP) nonché di funzionari delle dogane afgani.

In chiave nazionale la Carabinieri Training Unit Afghanistan (CTU-A) operante nella base USA di Adraskan (provincia di Herat) ha avviato dal novembre scorso attività formative a beneficio di reparti della neo-costituita Afghan National Civil Order Police (ANCOP). La CTU-A è formalmente inquadrata nel contingente italiano di ISAF ed è composta di 34 unità tratte dalla 2a brigata mobile. Essa è responsabile di metà dell’intero ciclo addestrativo (2 fasi su 3 complessive per un totale di 16 settimane), mentre la restante metà è svolta da formatori civili finanziati dal governo USA (c.d. private contractors). L’impegno italiano si protrarrà sino al gennaio del 2010, ossia al positivo completamento del training di 10 battaglioni dell’ANCOP (350 unità cadauno). Ad oggi è stata completata la formazione del primo battaglione ANCOP.


Luogo:

Rome

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