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Governo Italiano

Verso un “Sistema Italia della Cooperazione’’: Linee-guida e indirizzi di programmazione della Dgcs

Data:

07/01/2009


Verso un “Sistema Italia della Cooperazione’’: Linee-guida e indirizzi di programmazione della Dgcs

La progressiva creazione di un “Sistema Italia della Cooperazione” e una rinnovata attenzione alla comunicazione sono tra i principali obiettivi delle “Linee-guida e indirizzi di programmazione’’ della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS), frutto di un processo di consultazione operato dalla DGCS all’interno del MAE, con gli altri Ministeri attivi nella cooperazione allo sviluppo, con le Regioni e gli Enti Locali e con le rappresentanze della società civile.

L’obiettivo del “Sistema Italia della Cooperazione’’ mira ad unire le risorse, ottimizzarle, fare sistema. Di qui la necessità di coordinare le politiche di aiuto allo sviluppo con il ruolo guida del Ministero degli Esteri, favorire la complementarieta’ fra l’aiuto dello Stato e quello delle Regioni e degli Enti Locali. A questo scopo saranno perseguite più organiche forme di consultazione e di coinvolgimento delle rappresentanze della società civile italiana. Nella definizione delle strategie relative ai paesi partner, la Cooperazione italiana favorirà nella massima misura la citata ownership democratica anche mediante il coinvolgimento delle società civili locali.  Anche la collaborazione pubblico/privato, secondo il documento della Dgcs,  ha una speciale importanza che discende dalla nuova concezione, sempre più condivisa in ambito europeo e internazionale, dell’aiuto pubblico soprattutto come leva per una crescita equa e sostenibile e come catalizzatore  per la mobilitazione di risorse interne ai PVS e di quelle disponibili nei mercati internazionali dei capitali, anche mediante strumenti innovativi di finanziamento.

L’obiettivo di una rinnovata attenzione sulla comunicazione riguarda essenzialmente le strategie delle Cooperazione italiana, le proprie attivita’ in uno spirito di mobilitazione della societa’ civile e dell’opinione pubblica sui temi dello sviluppo, fortemente raccomandati anche in sede internazionale. I punti attorno ai quali dovrà focalizzarsi l’attività di comunicazione vanno dalla riduzione della povertà al piano d’azione per l’Africa, dallo sviluppo sostenibile alle azioni a favore dei Paesi in via di sviluppo. Tutte queste aree (e le conseguenti declinazioni) possono in sintesi ridursi a tre direttrici: a) prevenzione della disparita’ economica; b)prevenzione dei conflitti; c) redistribuzione globale delle risorse.

Nel delineare le linee programmatiche per la Cooperazione italiana nel prossimo triennio si e’ tenuto conto della profonda evoluzione dello scenario internazionale  e dell’adozione dell’Agenda per il Millennio da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che comporta la necessità di aggiornare gli strumenti a disposizione della Cooperazione italiana, al fine di far fronte alle nuove sfide. Il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio entro la scadenza del 2015, impegno al quale l’Italia ha aderito bilateralmente, nelle sedi multilaterali e nel contesto dell’Unione Europea, non è solo un imperativo etico di solidarietà verso chi è privato dell’essenziale ma, allo stesso tempo, un investimento strategico a beneficio del suo futuro.

L’Italia ha una speciale responsabilità ed una sua specifica vocazione all’aiuto internazionale. Paese storicamente crocevia di culture e popoli, terra di emigrazione e da anni di forte immigrazione, è uno Stato che per collocazione geopolitica, per i principi costituzionali che ne reggono l’ordinamento e per la sua natura di grande economia di trasformazione a forte apertura esterna è tradizionalmente impegnato a favore di un sistema internazionale sempre più stabile e giusto. La stabilità e la sicurezza internazionali, il controllo dei flussi migratori e lo sviluppo dei traffici commerciali sono gravemente minacciati dalla crescita del divario tra nord e sud e dalla distribuzione molto eterogenea dei progressi finora registrati in alcune aree del mondo, compresa l’Africa sub-sahariana.

Quanto al processo di riforma della legge 49/87 sulla Cooperazione, esso costituirà l’occasione per dotare la Cooperazione italiana di un sistema di conduzione strategica e di gestione progettuale ed esecutiva in linea con i mutati scenari ed esigenze dell’aiuto allo sviluppo. Secondo il documento della Dgcs, quale che sia il nuovo volto istituzionale che il Parlamento intenderà dare alla Cooperazione italiana, va sin d’ora sottolineata la necessità che l’ente cui verrà affidata la responsabilità della realizzazione dei programmi e delle iniziative venga altresì dotato di adeguate capacità operative e gestionali, in termini di risorse umane e di semplificazione delle procedure amministrativo-contabili di riferimento.


Luogo:

Rome

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