Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Dal Parlamento: Commissione Esteri Camera - approvata risoluzione, con il parere favorevole del governo,  per l’integrazione europea della Serbia

Data:

26/01/2009


Dal Parlamento: Commissione Esteri Camera - approvata risoluzione, con il parere favorevole del governo,  per l’integrazione europea della Serbia

La Commissione Affari Esteri e comunitari della Camera dei Deputati ha approvato giovedi’ 22 gennaio una risoluzione sull’integrazione europea della Serbia. Il parere favorevole del governo, sul testo della risoluzione ed in particolare sulla parte dispositiva, e’ stato espresso dal Sottosegretario Vincenzo Scotti.
Ecco l’intervento stenografico del Sottosegretario Scotti

Italia interlocutore autorevole

Il sottosegretario Vincenzo SCOTTI, nell'esprimere il parere favorevole del Governo sul testo della risoluzione in esame ed in particolare sulla parte dispositiva, evidenzia come lo spessore dei rapporti tra Roma e Belgrado consenta all'Italia di essere un interlocutore autorevole ed un punto di riferimento prioritario per la Serbia nel suo percorso di integrazione nella UE. L'Italia sostiene con costanza e determinazione la prospettiva europea della Serbia. Tale azione di sensibilizzazione a Bruxelles ha permesso di far maturare un'ampia maggioranza degli Stati Membri ed ha favorito la firma dell'Accordo di Stabilizzazione ed Associazione il 29 aprile 2008. La firma dell'ASA con la Serbia costituisce uno sviluppo essenziale per il definitivo ancoraggio del Paese all'Europa. Tale sviluppo ha consentito, nelle elezioni dello scorso maggio, di rafforzare le forze politiche europeiste presenti nel Paese rispetto al fronte nazionalista, offrendo all'opinione pubblica locale una tangibile prospettiva di avvicinamento all'UE. L'Italia è fortemente impegnata a superare gli ostacoli che attualmente impediscono l'attuazione dell'Accordo Interinale e la ratifica dell'ASA con la Serbia.

Accelerare il percorso di avvicinamento di Belgrado alla Ue

Scotti ricorda, in particolare, che, al Consiglio Affari Generali del 29 aprile 2008 i Ministri hanno convenuto di sottoporre 1'ASA ai rispettivi parlamenti per la ratifica e la Comunità ha deciso di applicare l'accordo interinale non appena il Consiglio avrà stabilito che la Serbia coopera pienamente con il Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia. Il Governo prosegue con convinzione la sensibilizzazione a Bruxelles e nelle capitali europee interessate affinché questa condizione si realizzi, in modo da poter pervenire ad una immediata e piena attuazione dell'Accordo Interinale e in modo da poter presentare quanto prima al Parlamento il Disegno di Legge di ratifica dell'ASA. Occorre infatti accelerare il percorso di avvicinamento di Belgrado alla UE, coerentemente con la politica perseguita dall'Italia in tutta l'area balcanica. La Serbia si conferma centrale per gli equilibri dei Balcani. Il suo avvicinamento all'Europa è una condizione indispensabile per il raggiungimento della stabilizzazione democratica dell'intera regione. Il Presidente Tadic ed il Governo pro-europeo del Primo Ministro Cvetkovic hanno chiaramente posto l'integrazione nella UE quale priorità assoluta della propria linea di azione. Occorre offrire dei riscontri tangibili a Belgrado e stimolare cosi l'adozione delle riforme richieste da Bruxelles. Il trasferimento di Radovan Karadzic all'Aja lo scorso luglio conferma che la Serbia pro-europea del Presidente Tadic guarda all'Europa come alla propria casa, ed è pronta a compiere sforzi inediti per raggiungere tale obiettivo. Anche sul Kosovo, si registrano con soddisfazione progressi nella disponibilità di Belgrado a collaborare con la Comunità Internazionale, ed in primis con l'Unione Europea, che attraverso il dispiegamento della missione EULEX ha assunto un ruolo preminente nella gestione dei settori di competenza internazionale nel territorio, inclusi la giustizia, la polizia e le dogane.
Ritiene che la UE debba inviare un segnale chiaro che sostanzi la prospettiva europea del Paese. Lo sblocco dell'Accordo Interinale e dell'ASA e la successiva concessione dello status di Paese candidato nel corso del 2009 come auspicato dalla Commissione Europea nel suo Rapporto di avanzamento (5 novembre) costituiscono gli obiettivi immediati. Perseverare sulla linea del diniego è controproducente e rischia di tradursi a favore delle istanze più retrive e arati-europee del Paese.


Luogo:

Roma

8588
 Valuta questo sito