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Governo Italiano

Il fondo globale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria e il ruolo italiano

Data:

12/02/2009


Il fondo globale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria e il ruolo italiano

Il Vertice G8 di Genova del luglio 2001 ha fornito la cornice per il lancio del Fondo Globale per la lotta contro l’AIDS, la Tubercolosi e la Malaria - GFATM - (costituito ufficialmente a Ginevra nel gennaio 2002), meccanismo internazionale di finanziamento destinato a raccogliere ed erogare fondi per la lotta alle tre pandemie.

In virtù di un approccio innovativo rispetto alle modalità di funzionamento proprie delle altre organizzazioni internazionali, all’interno del Fondo Globale operano, oltre agli Stati, anche la società civile, il settore privato e le comunità di persone colpite dalle tre malattie. I risultati delle attività del Fondo, resi noti a fine 2008, testimoniano la sua specifica importanza, nel contesto della Global Health. Dalla sua istituzione, ha infatti approvato quasi 600 progetti di finanziamento, distribuiti tra 137 Paesi per un valore totale di 10,2 miliardi di dollari. In poco più di sei anni di attività, il Fondo è riuscito a salvare circa 2,5 milioni di vite umane.

Anche alla luce di tali incoraggianti risultati, il GFATM ha anche presentato all’ECOSOC e all’Assemblea Generale dell’ONU la richiesta dello status di osservatore. L’Italia ha assicurato, attraverso la Rappresentanza a New York, il proprio sostegno.

L’impegno italiano nel Fondo è sempre stato rilevante. Complessivamente, tra il 2001 e il 2008, l’Italia ha erogato al GFATM una somma pari a 790 milioni di euro[1]. Nel dicembre 2007, il nostro Paese è stato il primo a versare un contributo annuale di 130 milioni di euro, relativo al 2008, e si è impegnato a versare contributi dello stesso importo per ciascuno dei due anni seguenti (2009 e 2010).

Tale ingente sostegno alle attività del Fondo vale tutt’oggi all’Italia il diritto a mantenere un seggio unico nel Consiglio di Amministrazione (Board), insieme ad altri sette Paesi donatori. Solo USA e Giappone possono vantare lo stesso diritto in seno al Board, mentre altri Stati formano attualmente constituency con altri Stati. Inoltre, il nostro Paese è anche membro di altri organismi del Fondo: il Portfolio Committee e il Policy and Strategy Committee.

L’Italia ha attivamente partecipato, lo scorso novembre a New Delhi, al XVIII Board del Fondo, che ha approvato 94 proposte di finanziamento per altrettanti progetti legati alla lotta alle tre pandemie, nel contesto del suo ottavo ‘round’ di finanziamenti. Con un ammontare di risorse stanziate pari a 2.753 milioni di dollari per i due anni successivi (5.840 milioni di dollari in 5 anni), tale ammontare di finanziamenti costituisce un record rispetto ai precedenti sette ‘round’.  E’ attualmente in corso, con scadenza a giugno, il nono ‘round’.
Sempre a Delhi, è stata approvata anche la prima fase della “Affordable Medicines Facility – malaria (AMFm)”, il progetto pilota sulla malaria in un limitato numero di Paesi, che sarà lanciato nell’anno in corso. Nel corso dei lavori è emersa altresì la necessità di rispettare il principio della country ownership e di rafforzare i sistemi sanitari locali attraverso il mirato sostegno alle strategie nazionali in materia di salute, in linea con le Dichiarazioni di Parigi e di Accra sull’efficacia dell’aiuto. Inoltre, il Board ha recepito le indicazioni del Policy and Strategy Committee in merito alla canalizzazione dei finanziamenti verso un solo gestore (Principal Recipient), per la lotta a ciascuna delle tre pandemie.

Il XIX Board del Fondo, che avrà luogo a Ginevra il 5 e 6 maggio 2009, procederà all’elezione delle cariche di Presidente e Vice-Presidente del Board stesso, rispettivamente selezionati dal gruppo di membri del Consiglio di Amministrazione e dal più ampio gruppo dei donatori.

 

 

 

[1] Il nostro Paese si è impegnato, sin dal 2001, a sostenere il Fondo con 200 milioni di euro, di cui 100 milioni versati nel solo 2002 e 100 milioni nel 2003. Successivamente, l’Italia ha versato 180 milioni di euro nel biennio 2004/2005 e un ulteriore contributo di 130 milioni di euro annui per il biennio 2006/2007. Nel dicembre 2007, il nostro Paese è stato il primo a versare un contributo annuale di 130 milioni di euro per il 2008.


Luogo:

Rome

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