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Governo Italiano

Clima: MAE e Banca Mondiale, un fondo da 5 mln dollari contro l’effetto serra in Medio Oriente e Nord Africa

Data:

15/05/2009


Clima: MAE e Banca Mondiale, un fondo da 5 mln dollari contro l’effetto serra in Medio Oriente e Nord Africa

Contrastare il cambiamento climatico in Medio Oriente e Nord Africa è possibile, attraverso il ricorso ad energia pulita. Banca Mondiale, MAE e Commissione Europea hanno lanciato un nuovo programma di assistenza tecnica nella regione del MENA, attraverso un fondo da cinque milioni di dollari che promuova investimenti per una crescita sostenibile, fondata su energie rinnovabili. L’iniziativa è stata presentata alla Farnesina, nel corso di un incontro tra Banca Mondiale, Commissione UE e tredici Paesi dell’area ed organismi e associazioni di categoria italiani interessati. Ha aperto i lavori il Sottosegretario Stefania Craxi, affermando che la lotta al cambiamento climatico è una priorità della Presidenza italiana del G8 e che l’Italia è partner economico dei Paesi del MENA.

L’obiettivo del fondo, ha spiegato il vicepresidente della Banca Mondiale per la regione MENA, Daniela Gressani, è fornire “assistenza tecnica per facilitare lo sviluppo di conoscenze e di capacità istituzionali che gestiscano i problemi del cambiamento climatico in una regione con grande scarsità d’acqua e con una popolazione che vive nelle zone costiere, soggette ad inondazione per via dell’innalzamento del livello del mare”. In particolare, la sfida è “sviluppare l’energia solare e quella eolica di cui questa regione è potenzialmente ricca”.     
  
Gli obiettivi del fondo sono tre. Il primo: “facilitare lo sviluppo di conoscenze ed esperienze nell’area, per quanto riguarda ad esempio un miglior utilizzo dell’acqua per l’agricoltura”. Il secondo: “ridurre l’utilizzo di combustibili fossili a vantaggio delle energie rinnovabili”, un meccanismo che “può dare i propri frutti anche nel trasporto urbano” in termini di risparmio economico e di riduzione delle emissioni di gas. Terzo: “facilitare lo scambio di esperienza pratica sia a livello regionale che globale”, in modo che tutti possano beneficiare dei progressi tecnici fatti in questi campi.

La Cooperazione italiana allo sviluppo, attraverso il finanziamento del fondo di cui l’Italia è il maggior contributore, assisterà in particolare Egitto, Marocco, Tunisia, Libano e Yemen.


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