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Mostre: “La Venezia dipinta” di Ferruccio Gard all’Istituto Italiano di Cultura di New York (13 maggio-3 giugno)

Data:

25/05/2009


Mostre: “La Venezia dipinta” di Ferruccio Gard all’Istituto Italiano di Cultura di New York (13 maggio-3 giugno)

Optical art e Venezia in un binomio insolito. E’ la provocatoria proposta della mostra personale all’Istituto Italiano di Cultura di New York, il pittore e scultore Ferruccio Gard, piemontese di origine ma residente e attivo nella città lagunare dal 1973. Dopo il successo di Bruxelles, la mostra approda a New York con una selezione di opere astratte e cinetiche, alcune delle quali realizzate appositamente.

Fra esplosioni di colori sulla spazialità della tela e i movimenti e le vibrazioni percettive, Gard si propone di rappresentare la realtà, con l’insieme delle sue contraddizioni, fra gioie e dolori, rese attraverso l’utilizzo di rapporti e corrispondenze ottiche. Per questo le sue opere astratte e cinetiche possono essere definite “emozioni e poesie cromatiche”.

Ferruccio Gard è stato fra i protagonisti, negli anni Settanta e Ottanta, della “optical art”, la corrente che, nel XX secolo, ha rivoluzionato il modo di concepire l’arte e che è stata tenuta a battesimo, nel 1955 a Parigi, da Victor Vasarely con la mostra “ Le mouvement” alla galleria Denise Renè. Passato, negli anni Novanta, all’astrattismo, del quale è diventato uno dei più noti esponenti, Ferruccio Gard, considerato un maestro del colore, ora è tornato a rivolgere le sue ricerche cromatiche anche verso la sempre amata “op art”, conosciuta in Italia come arte programmata (termine che può riassumere le varie definizioni della Nuova Tendenza, quali arte gestaltica, cinetica e ricerca visuale).

Gard, artista con all’attivo 4 Biennali Internazionali di Venezia (1982, ’86, ’95 e 2007), l’XI Quadriennale di Roma (’86) e oltre 130 personali in tutto il mondo, esporrà anche pannelli metallici digitali realizzati in collaborazione con il noto architetto veneziano Maurizio Rosa, raffiguranti Palazzo Ducale come presumibilmente era ai tempi dei Dogi, com’è ora e come potrebbe essere con le facciate dipinte con i suoi quadri. Da qui lo spunto per il titolo della mostra “La Venezia dipinta”.

E’ una provocazione – Palazzo Ducale è uno degli edifici storici più belli del mondo – per proporre il binomio architettura-pittura per il recupero e l’abbellimento, con la nuova tecnica della pittura digitale, di edifici anonimi, quando non decisamente brutti, in città meno fortunate di Venezia.


Luogo:

Rome

9082
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