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Governo Italiano

Nigeria: l’approccio italiano all’Africa. Presenza ed opportunità per le imprese

Data:

12/06/2009


Nigeria: l’approccio italiano all’Africa. Presenza ed opportunità per le imprese

La Nigeria, il Paese al centro della "Country presentation" svoltasi alla Farnesina, è, dopo il Sud Africa il principale partner commerciale dell’Italia nell’Africa Sub-Sahariana. E’ il secondo Paese africano sia in termini di destinazione delle esportazioni che di provenienza delle importazioni italiane, e con esso è in vigore, dal 22 agosto 2005, un accordo bilaterale per la promozione e la protezione degli investimenti.
Il volume complessivo dell’interscambio bilaterale nel 2008 si è attestato attorno ai 1.855,7 milioni di euro. In particolare le esportazioni italiane sono state, per 762,4 milioni di euro, costituite soprattutto da macchinari ed apparecchiature per l’industria, ferro ed acciaio, prodotti petroliferi raffinati, veicoli stradali, prodotti in metallo, petrolio, prodotti alimentari e manufatti vari.
Nello stesso periodo, le importazioni italiane sono state pari a 1093,3 milioni di euro, composte principalmente da petrolio greggio, gas e prodotti correlati e, per il resto, da cuoio, pelli e pellicce lavorate, materie plastiche, legno e spezie. Nel corso dello stesso anno, 2008, si è avuto un aumento, rispetto al 2007, delle importazioni italiane (+25%) e un lieve calo del nostro export (-8,9).

Economia in crescita – Nonostante permangano seri problemi strutturali, l’economia del Paese è in continua crescita, con il Pil che è passato dal 3,7% nel 1999-2002 al 7% nel 2006-2007, mentre l’inflazione èdel 5,4% a dicembre 2007 rispetto al 16,5% del giugno 2006 e del 23,8% del 2004, secondo i dati del National Bureau of Statistics.

Promozione e assistenza agli imprenditori stranieri – La Nigeria ha avuto una legislazione restrittiva degli investimenti diretti esteri fino al 1995, quando con apposite norme ha proceduto alla creazione dell’agenzia governativa Nipc (Nigerian Investment Promotion Commission) con competenze in materia di promozione e assistenza agli imprenditori stranieri interessati ad investire nel Paese, ed ha permesso la partecipazione di compagnie a capitale 100% straniero nel mercato interno. Sono seguite iniziative per assicurare la trasparenza contabile nel settore dell’industrie estrattive mentre nel 2005 è stato varato il Financial Intelligence Unit (Fiu) in ottemperanza alla Convenzione dell’Onu contro la corruzione ed il riciclaggio dei profitti illeciti. C’è stata anche la ristrutturazione nel 2005-2006 del sistema bancario (9 banche nigeriane figurano nella lista delle 100 banche commerciali migliori al mondo, curata dal Financial Times). Gli investimenti diretti esteri, comunque, restano ancora bassi, fatta eccezione per il settore petrolifero e del gas. Le società straniere continuano ad essere poco incoraggiate ad investire  a causa del persistere di ostacoli di varia natura.

Accordi con le Istituzioni Finanziarie Internazionali – La Nigeria, sulla base di un accordo bilaterale del dicembre 2005, ha cancellato il debito nei confronti dell’Italia; ha pagato regolarmente nel giugno del 2006 quanto restava del debito residuo verso il Club di Parigi e nel marzo 2007 verso il Club di Londra. Ad inizio dicembre 2008 la Banca Mondiale ha concesso un prestito di 780 milioni di dollari per la realizzazione di tre progetti in diversi settori dell’economia e che interessano vari stati nigeriani.

La presenza dell’imprenditoria italiana – Si concentra nel settore petrolifero e del gas, delle costruzioni e dei servizi (trasporti, import-export, società subappaltatrici di infrastrutture per le società petrolifere e del gas). Le società italiane presenti in Nigeria risultano essere attualmente 112, di cui 26 operano nei quattro Stati del Delta del Niger. Consolidata la presenza dell’Eni che produce attualmente circa 130.000 barili al giorno di olio equivalente (olio+gas) con importanti investimenti in joint-venture con il governo locale ed altre compagnie petrolifere presenti nel Delta. La maggior parte delle imprese italiane, specie le piccole e medie, opera nel settore edile e di costruzione di infrastrutture (ponti, strade, condotte). Tra le principali, il Gruppo Gitto Costruzioni generali ed il Gruppo Salini. Nel campo marittimo le società italiane Ignazio Messina, Grimaldi e Lloyd Triestino. Commesse ed appalti sono in essere con la ditta Sarplast S.p.A., con l’architetto Massimiliano Fuksas e la società Socotherm.

Settori ad alto potenziale di crescita –  Prospettive interessanti per l’imprenditoria italiana si presentano nei settori delle costruzioni di infrastrutture, tessile, alimentare, petrolifero ed estrattivo e nei servizi logistici connessi. Il governo nigeriano, nel suo piano pluriennale, ha stanziato nel 2007, 466 miliardi di Naira per finanziare le seguenti opere: rete stradale e ferroviaria (+110% rispetto al 2006) rete elettrica, 8,7 miliardi di dollari assegnati per la costruzione di 7 centrali termiche nel Delta del Niger e per quelle idroelettriche. I finanziamenti copriranno inoltre 4 progetti sperimentali per la produzione di energia solare, mentre per la rete idrica è previsto lo stanziamento di 95 miliardi di naira (+18% rispetto al 2005).

Cooperazione allo sviluppo – La cooperazione allo sviluppo con la Nigeria si è sempre svolta ai di fuori di un quadro formale di intese bilaterali. Vi sono progetti in corso in Nigeria da parte di Ong italiane e finanziati dalla Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo, per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro. I progetti con finanziamenti italiani sul canale multibilaterale riguardano la prevenzione e la lotta al traffico di minori e giovani donne dalla Nigeria all’Italia e la formazione in campo sanitario.


Luogo:

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