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Governo Italiano

Riunione dei Ministri degli Esteri del G8 (Trieste 25 - 27 giugno 2009)

Data:

17/06/2009


Riunione dei Ministri degli Esteri del G8 (Trieste 25 - 27 giugno 2009)

La prima riunione annuale dei Ministri degli Esteri del G8 a Trieste (la seconda è prevista il 24 settembre, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite) rappresenta il più importante momento di concertazione politica dei Capi delle Diplomazie degli Otto Grandi in vista del Summit dei Capi di Stato e di Governo (L’Aquila, 8-10 luglio).

La riunione di Trieste sarà caratterizzata da due importanti novità, che riflettono l’intenzione della Presidenza italiana di imprimere maggiore dinamismo all’esercizio G8, innovando rispetto al passato attraverso la proposizione di formati, modalità e contenuti non sperimentati in precedenza.


1. Il primo punto innovativo è rappresentato dall’attenzione prioritaria che è stata assegnata alle sfide globali alla sicurezza. Ad esse, in preparazione di Trieste, la nostra Presidenza ha dedicato due specifici momenti di riflessione: la Conferenza sul disarmo nucleare “Overcoming Nuclear Dangers” (Roma 16-17 Aprile) e la Conferenza sui Fattori Destabilizzanti e le Minacce Transnazionali (Roma 23-24 Aprile).

Oltre all’attenzione tradizionalmente dedicata alla non proliferazione, al contrasto del terrorismo ed alla lotta alla criminalità organizzata transnazionale, quest’anno la Dichiarazione ministeriale riserverà particolare spazio al fenomeno della pirateria, nella prospettiva di un sempre più efficace coordinamento nel contrasto al fenomeno e nel sostegno alle attività multilaterali in corso nel Golfo di Aden e al largo delle coste somale.

Tra i temi regionali spiccherà l’Iran: i drammatici sviluppi conseguenti alle elezioni presidenziali del 12 giugno saranno discussi anche nell’ottica delle loro conseguenze sulla trattazione del dossier nucleare.

Altro tema caldo sarà la Corea del Nord (DPRK), che ha alimentato nuove preoccupazioni con il test nucleare di maggio, effettuato in violazione della Risoluzione 1718 del Consiglio di Sicurezza, nonché dei lanci di missili balistici, considerati altrettante provocazioni lesive della stabilità regionale.

L’impegno della nuova Amministrazione americana conferisce nuovo spessore alla concertazione internazionale sul Medio Oriente. La discussione tra i Ministri G8 varrà anche a preparare l’incontro del Quartetto(Usa, Ue, Russia e Onu), che seguirà nel corso della stessa giornata con l’obiettivo di rilanciare il processo di pace in Medio Oriente e ribadire la necessita’ di arrivare alla soluzione basata sul principio ‘’due popoli, due Stati’’.


2. Il secondo punto di novità della Presidenza italiana riguarda la sessione di outreach con Afghanistan, Paesi confinanti ed e altri attori internazionali di particolare rilievo per gli sviluppi nell’area.

Innovando rispetto all’iniziativa organizzata nel 2007 dalla Presidenza tedesca (che aveva invitato solo Afghanistan e Pakistan), si è puntato all’organizzazione di un esercizio più ampio: i Ministri degli Esteri del G8 si riuniranno dapprima con i rappresentanti di Kabul e successivamente allargheranno la consultazione, in una prima fase ai Paesi della regione e, in una seconda, ad altri Paesi impegnati nello sforzo di stabilizzazione dell’area. Saranno altresì presenti le principali organizzazioni multilaterali ivi operanti (UNAMA, UNODC, UNHCR e NATO).

Le sessioni di lavoro del G8 che saranno dedicate al dossier Afghanistan riguardano la gestione delle frontiere e la lotta ai traffici illeciti che richiedono la partecipazione e la collaborazione soprattutto dei Paesi confinanti. Antonio Costa, direttore esecutivo di Unodoc (una delle agenzie Onu piu’ attive nella regione), illustrera’ il nuovo ‘Regional Programme’’ che mira a supportare l’Afghanistan ed i Paesi della regione nella lotta al narco-traffico e ai crimini correlati (riciclaggio, contrabbando, crimine organizzato). Accanto ai due Ministri degli Esteri direttamente interessati, l’afghano Tangin Dadfar Spanta e il pakistano Makhdoom Mahmood Qureshi ci saranno anche i rappresentanti di India, Russia, delle ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale. A parlare di Afghanistan, per conto degli Stati Uniti, l’inviato speciale Richard Holbrooke da poco rientrato da una missione nella regione.
Rifugiati e migranti, sviluppo economico e delle infrastrutture, agricoltura e sicurezza alimentare, i temi delle altre sessioni di lavoro che coinvolgeranno anche i Paesi contigui , quelli contributori, le organizzazioni internazionali e gli organismi attivi sul territorio: si va quindi dalla Cina all’Egitto, dalla Norvegia all’Onu, alle istituzioni europee. E’ ormai opinione condivisa che i trasporti, il commercio, l’acqua, l’energia e l’agricoltura, l’istruzione, i rifugiati e la loro integrazione siano problemi la cui soluzione offre notevoli margini di cooperazione regionale reciprocamente vantaggiosa.
La realizzazione del progetto, lanciato lo scorso autunno, di avvalersi della Riunione Ministeriale G8 di Trieste per un incontro sulla dimensione regionale della stabilizzazione afgana colma, oggettivamente, una lacuna dell’azione diplomatica internazionale da tempo evidenziata dall’Italia. Anche se numerose sono state, negli ultimi anni, le Conferenze dedicate all’Afghanistan e a specifici settori della sua ricostruzione, mai finora era stato possibile affrontare il problema in un’ottica regionale, in modo strutturato per settori e con la partecipazione dei principali attori, Paesi ed Organizzazioni.


Su impulso del Ministro Frattini, Trieste ospitera’, nello storico Palazzo della Borsa, anche un convegno internazionale dal titolo “Afghanistan and its geographical context: development of a regional network of cultural and scientific cooperation”
L’evento,  che ha l’obiettivo di sviluppare una rete di cooperazione culturale e scientifica tra l’Afghanistan ed i Paesei confinanti nell’ottica di una strategia di ‘’people to people contacts’’, quale fattore di rafforzamento del processo di stabilizzazione regionale, e’ reso possibile dall’impegno congiunto del Ministero degli Affari Esteri e dell’Accademia delle Scienze del Terzo Mondo(Twas)  che ha ottimi rapporti di collaborazione con istituzioni scientifiche ed accademiche nei due Paesi.


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