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Governo Italiano

Dal Parlamento: Sottosegretario Alfredo Mantica alle Commissioni Esteri di Camera e Senato: razionalizzare la rete consolare italiana per far fronte alle nuove sfide di un mondo che cambia

Data:

19/06/2009


Dal Parlamento: Sottosegretario Alfredo Mantica alle Commissioni Esteri di Camera e Senato: razionalizzare la rete consolare italiana per far fronte alle nuove sfide di un mondo che cambia

Rendere più efficaci i servizi della rete consolare italiana, anche alla luce delle nuove esigenze che nel tempo si stanno manifestando e, quindi, del nuovo ruolo che la rete diplomatica all'estero è chiamata a svolgere. Questo è l’obiettivo della razionalizzazione della rete degli uffici italiani all’estero, come ha spiegato il Sottosegretario Mantica durante un’audizione alle Commissioni Esteri di Camera e Senato, il 10 giugno 2009.
Tale razionalizzazione, ha aggiunto il Sottosegretario, deve salvaguardare le esigenze dell'utenza e generare risparmi da ricollocare nella rete stessa, in modo da rinforzare gli uffici sottoposti a maggiore carico di lavoro, compresi quelli operanti in aree emergenti e di forte interesse per gli operatori economici.

Piano 2009-2011, chiude solo l’ambasciata nello Zambia
Il piano si articola in circa 20 provvedimenti ed è previsto che abbia una applicazione graduale che interesserà l'ultimo trimestre del 2009 e gli anni 2010 e 2011.
Con riferimento alle Ambasciate, è stata ipotizzata e prevista la chiusura di un'unica sede nell'Africa sub-sahariana, ovvero quella di Lusaka nello Zambia. Per quanto riguarda, invece, la rete consolare, si intende concentrare la razionalizzazione in quelle aree in cui il grado di integrazione delle comunità italiane è più elevato e la possibilità di ricorrere allo strumento informatico offrirà all'utenza un servizio tecnologicamente avanzato.
Il progetto potrà essere attuato nei Paesi europei in cui la rete consolare è più diffusa (Unione europea e Svizzera), sia in virtù dei progressi compiuti dall'Unione europea, sia per le distanze relativamente più percorribili. Per quanto riguarda i Paesi extra europei, la ristrutturazione della rete riguarda il Nord America, l'Australia e l'Africa.

È stato previsto il declassamento di alcuni Consolati generali in Paesi extraeuropei dove ragioni di carattere politico ed economico fanno ritenere importante mantenere, oltre all'Ambasciata, una sede consolare autonoma, anche se declassata. Sono stati privilegiati criteri di accorpabilità tra sedi limitrofe. Gli elementi tenuti in conto in tale selezione sono stati principalmente la consistenza delle collettività italiane residenti e dei carichi di lavoro connessi, nonché delle altre attività istituzionali degli uffici.

Per quanto riguarda il personale delle sedi che si apprestano a essere chiuse, l'obiettivo è di attutire al massimo l'impatto dei provvedimenti sul personale in servizio, a cui verranno garantiti: il periodo minimo di permanenza in sede, anche ai fini dell'assolvimento dei criteri obbligatori per l'eventuale promozione al grado superiore, se applicabile; la possibilità, compatibilmente con le date delle liste di pubblicità dei posti all'estero, di candidarsi ad altra sede, nonché il trasferimento nella sede ricevente le competenze o, in alternativa, il rientro a Roma. È prevista la soppressione di circa 50 posti funzione. Al personale locale a contratto verrebbero applicate tutte le garanzie previste dalla legge ed il principio generale cui l'amministrazione in tal caso si ispirerebbe sarebbe quello della salvaguardia del rapporto di lavoro.

Europa
Per quanto riguarda il Belgio, si è tenuto conto delle due grandi realtà che corrispondono al Nord ed al Sud del Paese, rispettivamente popolati da Fiamminghi e Valloni. Bruxelles diverrà sede del Consolato del Nord ed è previsto l'accorpamento dell'attuale Consolato nell'Ambasciata e la contemporanea chiusura dell'agenzia consolare di Genk. Il Sud farà capo a Charleroi e quindi si prevede la chiusura del Consolato generale di Liegi e, in prospettiva, del vice consolato di Mons.
In Francia ci sono sei sedi e cinque aree di riferimento: a Nord, il Consolato generale di Parigi, a ovest, il Consolato di Tolosa, a Sud, i due Consolati generali di Marsiglia e Nizza, al centro il Consolato generale di Lione e ad est, il Consolato generale di Metz. Si prefigura la chiusura di Lilla e di Mulhouse e il loro accorpamento rispettivamente a Parigi e a Metz.
Per quanto riguarda la Germania, a sud permangono i due Consolati generali di Monaco e di Stoccarda e il consolato di Friburgo, al centro i Consolati generali di Francoforte e Colonia e il Consolato di Dortmund, a nord il Consolato generale di Hannover e l'Agenzia consolare di Wolfsburg, a est la cancelleria consolare di Berlino. Il piano di ristrutturazione prevede le chiusure dell'agenzia consolare di Mannheim, dei Consolati di Saarbrucken e di Norimberga e del consolato generale di Amburgo.
Quanto al Regno Unito il piano prevede due Consolati: il Consolato generale di Edimburgo per il nord e il Consolato generale di Londra per il sud. Lo sportello consolare a Bedford permarrà. Verrà chiuso il Consolato di Manchester, le cui competenze verranno suddivise tra Londra e  Edimburgo.
Per la Svizzera si è ipotizzata una suddivisione in quattro aree tale per cui a sud-ovest dovrebbero restare il Consolato generale di Ginevra e le agenzie consolari di Neuchatel e di Sion, nel centro-nord l'Ambasciata di Berna, l'Agenzia consolare di Wettingen e il Consolato di Basilea, a nord-est il Consolato generale di Zurigo ed il Consolato di San
Gallo, a sud il Consolato generale di Lugano. E’ stata ipotizzata la chiusura del Consolato generale di Losanna e dell'Agenzia consolare di Coira e il declassamento della sede di Basilea da Consolato generale a Consolato.

USA
Ad ovest restano i Consolati generali di San Francisco e di Los Angeles, a sud i Consolati generali di Houston e di Miami, a nord, nella zona dei Grandi Laghi, permane il Consolato generale di Chicago, ad est i Consolati generali di New York, di Boston, il Consolato di Newark e la Cancelleria consolare di Washington. Si prevede la chiusura delle sedi di Detroit e di Filadelfia. Per quest'ultima è prevista una suddivisione della attuale circoscrizione fra il Consolato generale di New York, il Consolato di Newark e la Cancelleria consolare di Washington. Per quanto riguarda l'area di Detroit e Filadelfia è stata prevista l'istituzione di Uffici consolari e onorari di rango adeguato in luogo delle sedi in chiusura.

Australia
E’ stata ipotizzata una configurazione delle reti consolari con tre poli principali: a ovest, il Consolato di Perth; ad est il Consolato generale di Sidney; a Sud, quello generale di Melbourne. È prevista pertanto la chiusura dei Consolati di Adelaide e di Brisbane, per cui le competenze di Adelaide verranno prese in carico dal Consolato generale di Melbourne, mentre la circoscrizione consolare di Brisbane, particolarmente estesa e comprendente i due Stati a nord ovest del Paese, verrà divisa tra il Consolato generale di Sidney, per quanto riguarda il Queensland, e il Consolato di Perth, per ciò che concerne i territori del Nord.

Asia e Africa
Nel caso dell'Arabia Saudita il Consolato generale di Gedda verrà declassato a consolato e stessa sorte subirà in Pakistan il Consolato generale di Karachi. Per quanto riguarda il Sud Africa è prevista la chiusura del Consolato di Durban, le cui competenze vengono trasferite al Consolato generale di Johannesburg. In Egitto, viene declassato il Consolato generale di Alessandria. Sempre in Africa è previsto l'unico caso di chiusura di un'ambasciata, ovvero quella di Lusaka, nello Zambia. La delega di rappresentanza verrà trasferita all'Ambasciata di Harare e comunque verrà aperto un Consolato onorario a Lusaka.

Sistemi tecnologici avanzati per rafforzarsi nei mercati emergenti
La fase successiva ai provvedimenti di modifica della rete consolare prevede l’inserimento nei servizi consolari di strutture e strumenti tecnologicamente avanzati, ovvero sistemi informatici, per garantire un salto di qualità dei servizi medesimi ed immaginare in prospettiva di rafforzare la presenza italiana in aree e mercati emergenti,
valutando in tal caso anche la eventuale apertura di nuove sedi, ma anche la chiusura di altre a limitato valore aggiunto, per esempio dove la comunità italiana è esigua.
All’inizio del 2010 si punta a mettere in funzione la prenotazione on line degli appuntamenti presso tutta la rete consolare, per consentire l'eliminazione presso i Consolati delle code di utenti. Il secondo momento di questo percorso riguarda gli sportelli consolari permanenti, che sono vere e proprie sedi distaccate dei Consolati, a cui saranno collegati telematicamente e che dovrebbero quindi assicurare una presenza sul territorio. Esperienze del genere sono state già avviate a Bastia, Digione, Chambery, Grenoble, Innsbruck, Bedford ed Edmonton. Un terzo passaggio prevede l’inserimento di un sistema di Consolati onorari italiani a potenziamento e rafforzamento della nostra presenza in aree non coperte da nostre strutture.


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