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Governo Italiano

Intervista all’Onorevole Boniver: «Malta, mai meta di immigrazione stabile» (Lab)

Data:

21/07/2009


Intervista all’Onorevole  Boniver: «Malta, mai meta di immigrazione stabile» (Lab)

On. Margherita Boniver, Presidente dei Comitato Parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen ed inviato speciale del Ministro Frattini per l’emergenza Umanitaria, dopo la visita a Malta quali sono i giudizi che trae? Quali i pregi e i difetti della politica Maltese per quanto riguarda l’immigrazione.

L’impressione, che non può essere definita diversamente, è che Malta affronta il problema immigrazione con palesi difficoltà dovuta a due fattori: Malta fino a qualche tempo fa era un paese di emigranti e quindi non ha esperienza e praticità nel gestire l’immigrazione rispetto a paesi come l’Inghilterra, la Germania e l’Italia, dove l’immigrazione ormai è un fenomeno diffuso da circa vent’anni. Il secondo motivo per cui si intravedono difficoltà nella gestione dell’immigrazione è rappresentato dal fatto che Malta non è, e non sarà mai una meta per un’immigrazione stabile.

Malta per la sua posizione geografica equivale a Lampedusa, e ciò non è un paradosso perché sia coloro che approdano nell’isola siciliana sia coloro che approdano a Malta vogliono semplicemente arrivare all’interno del territorio Schengen. Inoltre Malta è stata sommersa dagli arrivi fino a qualche tempo fa di immigrati provenienti più che altro dal nord e dal corno d’Africa, esattamente come a Lampedusa. Naturalmente la differenza è enorme perché da Lampedusa questi disperati possono esser smistati dentro CIE che si trovano sulla terra ferma. Mentre quelli che arrivano a Malta una volta collocati tra centri chiusi e centri aperti, dove trovano ricovero sia coloro che ottengono asilo politico sia coloro che ottengono protezione umanitaria, non hanno un entroterra dove essere smistati.

Durante i colloqui con le istituzioni Maltesi è emerso un giudizio da parte loro per quanto riguarda la politica Italiana sull’immigrazione?

E’ emerso con molta nettezza che a beneficiare dei recenti accordi sul pattugliamento misto delle acque internazionali e dei conseguenti riaccompagnamenti nei porti libici di un certo numero di immigrati clandestini sono stati i Maltesi. Come d’altra parte i lampedusani sono stati nettamente avvantaggiati da questa situazione. I massicci flussi di clandestini si sono quasi azzerati, salvo sporadici casi, e questo è un enorme sollievo per le strutture di accoglienza delle più grandi nazioni europee che fino a poco tempo fa erano letteralmente piene. Nel lungo colloquio con Louis Galea, Speaker del parlamento maltese, quest’ultimo ha parlato di un vero e proprio stato di grazia per Malta che deriva dal buon funzionamento degli accordi Italo-Libici.

Un giudizio sui centri Maltesi, ripensando anche a quelli già visitati in Spagna, Grecia e magari prendendo in considerazione anche Lampedusa?

Abbiamo visitato certamente dei centri che presentano molte carenze. Uno di questi è in via di ristrutturazione, ed una volta ristrutturato prevede carenze, in quanto saranno stipate 20 persone per ogni stanza, e non sembra che possano esserci grandi possibilità di strutture per il tempo libero. Parliamo però di centri chiusi dove queste persone rimangono 18 mesi, ed una volta identificati verranno espulsi e rimpatriati, o trasferiti in centri aperti. Chiaramente quello che è sembrato in condizioni di estrema emergenza è stato quello Hal Far, il centro aperto, dove si raggiungono temperature di 45 gradi all’interno delle tende, e c’è un notevole sovraffollamento ed un’inadeguatezza delle cucine da campo e delle strutture igienico sanitarie. Infine il centro aperto a Marsa è sembrato decisamente più adeguato anche se siamo ben lontani dal definirlo come un centro modello. Detto questo, però una cosa positiva emersa dal comportamento dei Maltesi riguarda la libertà con cui abbiamo potuto visitare questi centri senza nessun tipo di restrizione. Ciò indica un grande atto democratico e aperto al giudizio altrui, dato che si sono mostrati consapevoli che le loro strutture di accoglienza diversi per tipo di immigrati irregolari e non rispondono a standard minimi. Uno dei direttori ci ha anche detto di essere stato in Inghilterra, Germania e Svezia per vedere i loro modi di gestire determinate situazioni. Ma a Malta mancano decisamente risorse per creare strutture più funzionali. Inoltre abbiamo anche preso nota che la Protezione Civile italiana ha mandato a Malta dei container che sicuramente faranno fare ai centri Maltesi un passo avanti rispetto a quello che abbiamo visto.


Luogo:

Roma

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