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Governo Italiano

G8: il Presidente Napolitano apre la Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne, bisogna tornare ai valori della Costituzione. Il Ministro Frattini, l’ONU metta al bando le mutilazioni genitali

Data:

09/09/2009


G8: il Presidente Napolitano apre la Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne, bisogna tornare ai valori della Costituzione. Il Ministro Frattini, l’ONU metta al bando le mutilazioni genitali

Omofobia, xenofobia e violenza sulle donne nascono “dall'ignoranza, dalla perdita di valori ideali e morali, da un allontanamento spesso inconsapevole dei principi su cui la nostra Costituzione ha fondato la convivenza nazionale democratica”. Così il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha aperto i lavori della Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne, organizzata alla Farnesina dalla Presidenza italiana del G8. Il Presidente ha sottolineato come sia “responsabilità di tutti” impegnarsi per combattere ogni tipo di discriminazione e di violenza non solo sulle donne, che subiscono “la violenza sessuale nella sua forma più brutale, l'aggressione e lo stupro, le violenze domestiche e le violenze, di varia natura, nel mondo del lavoro”, ma anche quelle nei confronti delle “persone e delle comunità omosessuali”. Anche “in Paesi evoluti e ricchi come l'Italia, dotati di Costituzione e di sistemi giuridici altamente sensibili ai diritti fondamentali delle donne – ha quindi ammonito – continuano a verificarsi fatti raccapriccianti, in particolare, negli ultimi tempi, di violenza di gruppo contro donne di ogni etnia, giovanissime e meno giovani”. Per combattere le violenze è fondamentale per il Presidente Napolitano “educare l'insieme delle nostre società ai valori dell'uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso e ai valori della non discriminazione”.

Il Ministro Frattini, nel suo intervento, ha sottolineato che un “grande evento internazionale in favore della promozione dei diritti delle donne” all’interno del G8 è una novità. Tuttavia, “esiste uno stretto legame tra godimento dei diritti umani e sviluppo”. I diritti umani rimangono una “priorità assoluta” del Governo italiano, ha aggiunto il Ministro, ricordando che l’Italia è impegnata su più fronti: sul piano multilaterale “sta per terminare il nostro mandato in seno al Consiglio Diritti Umani ma ci siamo già canditati per il 2011”. L’Italia, inoltre, combatte da tempo contro “una forma aberrante di violazione fisica del corpo femminile, le mutilazioni genitali”: di qui l’appello alle Nazioni Unite perché le mettano al “bando totale e definitivo”. Il Ministro ha annunciato che sta organizzando un incontro con “tanti Paesi” contro questo tipo di violenza, a margine della prossima Assemblea generale dell'ONU, il 25 settembre, per definire una “politica comune”.

“Non siamo qui per lamentare la condizione femminile. Né solamente per denunciare o piangere. Siamo qui per la lotta e per la vittoria”, ha detto il Ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, introducendo i lavori della Conferenza e fornendo alcuni dati allarmanti: centoquaranta milioni di donne sono vittime nel mondo di abusi fisici, psicologici e sessuali, oggetto di tratta ed aborti selettivi, di molestie. Si tratta di milioni di donne “picchiate, terrorizzate, vendute, violentate, umiliate”. Violenze ed “orrori” che si consumano nella maggior parte di casi in famiglia: 50 mila donne ogni anno sono uccise da parenti stretti.

L’impegno italiano per portare il tema della violenza sulle donne nella cornice del G8 sarà fatto proprio anche dalla Presidenza del Canada, nel 2010: il Ministro per le Pari Opportunità canadese, Melena Guergis, ha definito “importante” il lavoro della Conferenza di Roma ed ha affermato che “il nostro lavoro non sarà completato finché non porremo fine alla violenza contro le donne, che sono vittime soltanto perché sono donne”.


Luogo:

Roma

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