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Governo Italiano

Conclusioni della Conferenza Internazionale sulla violenza contro le donne - Un’iniziativa della Presidenza italiana del G8 (Roma, 9-10 settembre 2009)

Data:

10/09/2009


Conclusioni della Conferenza Internazionale sulla violenza contro le donne - Un’iniziativa della Presidenza italiana del G8 (Roma, 9-10 settembre 2009)

1. Al termine dei lavori della Conferenza Internazionale sulla Violenza contro le Donne, tenutasi a Roma il 9 e 10 settembre 2009 su iniziativa della Presidenza italiana del G8, affermiamo con rinnovato slancio e determinazione che è giunto il momento per una nuova epoca di cooperazione internazionale e di una grande alleanza tra tutti i Governi e la società civile per affrontare la sfida comune di porre fine ad ogni forma di violenza contro le donne.

2. La violenza nei confronti delle donne e delle bambine rappresenta un’inaccettabile forma di violazione e privazione dei diritti umani. Per questo motivo, vogliamo reiterare la nostra condanna assoluta del fenomeno, in tutte le sue forme e manifestazioni. Ogni atto di violenza contro le donne e le bambine – da chiunque ed ovunque sia commesso – è un crimine. Impedisce il godimento dei diritti e delle libertà fondamentali e l’autodeterminazione libera e scevra da condizionamenti e minacce.

3. In determinate circostanze, la violenza contro le donne e le bambine è un crimine di guerra e contro la stessa umanità. Le Risoluzioni 1325 e 1820 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU costituiscono un importante progresso nell’azione congiunta per affermare il rispetto dei diritti delle donne nelle situazioni di conflitto e promuovere la loro partecipazione ai negoziati di pace e alla ricostruzione post-bellica. Ci impegniamo a rafforzare l’attuazione di questi strumenti anche al fine di eliminare il senso di impunità ancora diffuso tra chi commette questi crimini.

4. Le donne sono agenti di pace. La pace e la sicurezza mondiali dipendono anche dalla loro attiva e paritaria partecipazione allo sviluppo delle società e ai meccanismi di governance, a livello locale, nazionale e mondiale. Dobbiamo impegnarci a garantire alle donne pari opportunità di accesso e la possibilità di trasformarsi da vittime di violenza ad agenti di pace, di giustizia, di sviluppo economico e sociale. Il ruolo degli uomini è essenziale per raggiungere questi obiettivi.

5. L’empowerment della donna è uno strumento essenziale di sviluppo, la via per la promozione della democrazia, l’antidoto contro l’estremismo e l’instabilità sociale. Riteniamo che la più importante risorsa inutilizzata ai fini dello sviluppo siano proprio i milioni di donne e bambine a cui viene negato l’accesso all’educazione, alle cure sanitarie, alla salute riproduttiva, all’integrità del proprio corpo, ad un lavoro dignitoso e alla partecipazione paritaria. Dobbiamo impegnarci affinché siano riconosciuti e applicati standards internazionali di tutela nel campo dei diritti economici e sociali, oltre che dei diritti umani. In questo senso l’adesione senza riserve agli strumenti pattizi di tutela dei diritti delle donne è un passo fondamentale. Ci impegniamo altresì a sostenere le iniziative che, ai vari livelli, promuovono il rispetto dei diritti delle donne, come la campagna “UNiTE to End Violence against Women” del Segretario Generale delle Nazioni Unite. I finanziamenti decisi dal G8 al Vertice dell’Aquila dello scorso luglio in difesa della salute e della sicurezza alimentare potranno raggiungere pienamente il loro obbiettivo solo se accompagnati da azioni specifiche per i diritti umani e di lotta alla violenza contro le donne.

6. La trasformazione delle nostre società per effetto della globalizzazione e dei movimenti migratori che ne risultano incentivati, richiede l’apporto fondamentale delle donne per la diffusione di un multiculturalismo che non ceda a costumi lesivi della dignità femminile e sia basato sulla tolleranza e sul rispetto reciproco, e per lo sviluppo di politiche d’integrazione fondate sull’osservanza di tutti i diritti umani. La donna rappresenta uno strumento formidabile contro l’intolleranza, la discriminazione e la xenofobia.

7. Un sistema democratico fondato sull’eguaglianza di tutti gli individui e un apparato giudiziario indipendente sono strumenti essenziali per contrastare ogni forma di violenza. La legge svolge un insostituibile ruolo educativo, non solo repressivo, per tutelare la donna contro ogni forma di sopruso, di sopraffazione e di comportamenti ritorsivi e per garantirle il pieno godimento dei propri diritti. Dobbiamo fare di più e meglio per non vanificare nei fatti gli impegni raggiunti a livello internazionale. E’ giunto il momento che ogni governo inserisca nella propria agenda politica e normativa la promozione e la protezione dei diritti delle donne e delle bambine secondo un approccio non settoriale, ma trasversale (mainstreaming), attribuendo priorità all’educazione per promuovere i diritti umani e l'eguaglianza di genere, specie fra le giovani generazioni.

8. Di pari passo con la protezione giuridica contro ogni forma di abuso, va incoraggiato un cambiamento radicale nelle norme sociali. Anche attraverso il fondamentale contributo delle ONG e della società civile, vanno sostenute iniziative volte a divulgare e radicare a livello delle comunità il concetto stesso di diritti umani. E’ questo il veicolo più efficace per promuovere alla base una cultura del rispetto e dell’inclusività e l’abbandono di comportamenti e pratiche violente nei confronti delle donne, a prescindere dalla cultura, dalla religione e dalle tradizioni.

9. Rivolgiamo un appello ai mezzi di comunicazione e d’informazione affinché svolgano pienamente il loro ruolo centrale nel promuovere l’abbandono di stereotipi sociali degradanti e l’immagine della donna come protagonista ed artefice del progresso della comunità. Richiamiamo i media a denunciare violenze e abusi anche quando essi vengono perpetrati, come purtroppo continua ad accadere, nell’ambito della famiglia.

10. La Presidenza Italiana del G8 si impegna a proseguire nel cammino avviato con la Conferenza di Roma, mantenendo la questione della violenza contro le donne al centro dell'agenda internazionale. Confidiamo nella prossima Presidenza canadese affinché raccolga il testimone che questa Conferenza le affida.


Luogo:

روما،

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