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Governo Italiano

Intervista al Ministro Frattini: in Afghanistan bisogna cambiare strategia, conquistare il cuore della popolazione e chiedere impegni concreti al nuovo governo

Data:

19/09/2009


Intervista al Ministro Frattini: in Afghanistan bisogna cambiare strategia, conquistare il cuore della popolazione e chiedere impegni concreti al nuovo governo

Una “svolta netta” alla missione internazionale, “non parlando di scadenze ma piuttosto di obiettivi” e “conquistare il cuore degli afgani”. E’ questa la strada da intraprendere per ottenere la pacificazione dell’Afghanistan, secondo quanto ha spiegato il Ministro Frattini in una lunga intervista concessa a Rai International.

La situazione sul campo è ancora molto difficile perché i terroristi non hanno abbassato la testa. Per il Ministro l’attentato dello scorso 17 settembre a Kabul, in cui hanno perso la vita sei paracadutisti della Folgore, è stato “un attentato contro la speranza degli afgani di avere libertà e democrazia e che ha colpito degli eroi di pace”. I nostri soldati, “più di ogni altro”, hanno sempre lavorato “per il bene del popolo afgano”, portando nei villaggi “un sorriso ai bambini” costruendo una scuola oppure un ponte. In generale, secondo il Ministro, la nuova strategia della missione internazionale deve poggiare su “una visione d’insieme”. Per esempio, distruggere le coltivazioni di oppio “significa rendere disoccupati gli agricoltori, che quindi cercano sostegno presso i talebani. Al contrario, “bisogna finanziare coltivazioni alternative”. L’obiettivo finale è “conquistare il cuore degli afgani. Se costruiamo un ospedale conquistiamo la loro fiducia. Sparare a raffica dagli aerei e uccidere 50 civili per colpire 5 terroristi ha l’effetto contrario, di inimicarsi cioè tutta la popolazione che poi protegge i terroristi”.

Per vincere la sfida al terrorismo, ha sottolineato il Ministro, servirà anche un deciso cambio di marcia del nuovo governo afgano. “Dobbiamo dire con chiarezza al nuovo presidente qualcosa di concreto. Un vero e proprio contratto con la comunità internazionale. Noi stiamo dando risorse e soprattutto le vite dei nostri uomini, ora vogliamo avere qualcosa in cambio”: delle scadenze entro cui completare l’addestramento delle forze di polizia, entro cui trasformare i campi di oppio in coltivazioni alternative, entro cui realizzare le infrastrutture. L’occasione per stipulare questo “contratto” sarà la conferenza internazionale a Kabul “che io ho promosso” e che ha ricevuto un largo consenso, da organizzare “subito dopo l’insediamento del nuovo governo, cioè tra dicembre e gennaio prossimi”.

La proposta sarà formulata dal Ministro Frattini (in quanto l’Italia detiene la Presidenza del G8 fino alle fine dell’anno) alla riunione dei Ministri degli Esteri a New York, a margine dell’Assemblea Generale dell’ONU, e il documento prodotto al vertice di Trieste del giugno scorso è “il punto di partenza”.


Luogo:

Roma

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