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Governo Italiano

Vertice Onu sul clima: si cerca un cambio di marcia. Ban Ki-moon denuncia la lentezza dei negoziati, la Cina apre alla riduzione dei gas serra. Oggi l’intervento del premier italiano Silvio Berlusconi all’Assemblea

Data:

23/09/2009


Vertice Onu sul clima: si cerca un cambio di marcia. Ban Ki-moon denuncia la lentezza dei negoziati, la Cina apre alla riduzione dei gas serra. Oggi l’intervento del premier italiano Silvio Berlusconi all’Assemblea

“Negoziati più lenti della velocità di scioglimento dei ghiacciai”. Il vertice sul clima all’ONU è stato aperto da un accorato appello del Segretario Generale Ban Ki-moon, secondo cui “abbiamo dieci anni per evitare gli scenari peggiori”. Anche il Presidente USA Barack Obama ha ammonito che il “tempo stringe” e che “bisogna agire subito per evitare una catastrofe irreversibile”. Le tamatiche ambientali in vista del vertice di Copenaghen e’ uno dei temi dell’intervento, oggi mercoledi 23, del premier italiano, Silvio Berlusconi all’Assemblea Onu.

Il Presidente francese Nicolas Sarkozy ha proposto un vertice a novembre delle maggiori economie per dare una spinta alla fase finale della Conferenza di Copenaghen a dicembre, dalla quale dovrà nascere la prossima intesa globale, successiva al protocollo di Kyoto.

Al vertice si sono registrati passi avanti di Cina e Giappone. Il Presidente cinese Hu Jintao si è impegnato a ridurre le emissioni di anidride carbonica “in misura notevole” entro il 2020, con un calcolo agganciato alla unità di Prodotto Nazionale Lordo. Un impegno in sintonia con la convinzione della Cina che “i Paesi in via di sviluppo hanno responsabilità diverse dai paesi sviluppati” in materia di lotta all'inquinamento. Inoltre Hu Jintao si è impegnato a “sviluppare vigorosamente” le energie rinnovabili e l'energia nucleare, con un aumento del 15% (sempre entro il 2020) della quota di energia non fossile nel totale del consumo energico della Cina.

Azioni concrete sono giunte anche dal Premier giapponese Yukio Hatoyama, che ha ribadito l'impegno alla “riduzione del 25% delle emissioni di gas serra entro il 2020”, ma ha puntualizzato che tutti “i Paesi sviluppati devono guidare la riduzione delle emissioni”. Obama ha detto che gli Stati Uniti sono impegnati a fare un investimento senza precedenti nel campo della energia pulita, ad applicare nuovi standard per ridurre le emissioni di gas inquinanti dei veicoli e a fornire assistenza tecnica ai Paesi sottosviluppati. Con l’Europa, tuttavia, non c’è accordo sull'uso dei livelli del 1990 come base di partenza per i tagli alle emissioni.

Il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che ha rappresentato l’Italia al vertice ha parlato di “svolta politica”. Dai grandi della Terra, ha spiegato, c’è stata “un’assunzione di responsabilità” sugli obiettivi da prendere per fermare il cambiamento climatico. Per il Ministro Prestigiacomo anche l’Italia deve fare di più: “Dobbiamo vivere con maggiore consapevolezza l'emergenza climatica” anche perché “la difesa dell'ambiente è una grande opportunità, non solo per ridurre le emissioni inquinanti ma anche per rendere più competitive le nostre imprese”.


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