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Governo Italiano

Archeologia: esperti italiani in Georgia alla scoperta della migrazione umana dall’Africa

Data:

01/10/2009


Archeologia: esperti italiani in Georgia alla scoperta della migrazione umana dall’Africa

È uno dei siti archeologici su cui si concentra l’attenzione più viva della comunità scientifica, perchè ha rivoluzionato le teorie sull’evoluzione umana: è Dmanisi, località alle pendici del Caucaso in Georgia, dal 24 settembre scorso aperta al pubblico. Da anni è al lavoro un’equipe internazionale di esperti, tra cui anche italiani, ai quali il MAE offre sostegno logistico e finanziario. La missione italiana è diretta dal professor Lorenzo Rook, dell’Università di Firenze.

Da Dmanisi, rivela lo studioso, negli ultimi anni sono venute fuori “le evidenze di nuovi modelli interpretativi di un momento cruciale della evoluzione umana, in particolare l’uscita dell’Africa, la culla della differenziazione del nostro genere”: sono stati trovati infatti dei fossili – una mandibola, ossa degli arti di almeno quattro individui e persino alcuni crani completi – che hanno dimostrato come l’emigrazione del genere “Homo” dall’Africa sia avvenuta almeno un milione e ottocentomila anni fa, con “un salto indietro” di un milione di anni rispetto alle ultime conoscenze scientifiche.

Nell’estate del 2008 i lavori hanno subito uno stop per via del conflitto russo-georgiano. “Ero preoccupato perchè c’erano con me degli studenti – ricorda il professor Rook – per fortuna l’Ambasciata italiana e l’Unità di crisi del MAE sono stati di una professionalità e attenzione encomiabile: entro pochi giorni è stato predisposto il piano d’evacuazione non solo per noi, ma anche per alcuni colleghi francesi e olandesi”. Il conflitto si è comunque “sovrapposto pesantemente con il programma dei lavori. A settembre 2008 era in programma la musealizzazione dell’area, poi avvenuta un anno dopo, il 24 settembre scorso, anniversario della scoperta della prima mandibola”. Per la prima volta si rende visitabile un sito durante i lavori e il visitatore può vedere le persone all’opera, sottolinea il professor Rook.

E c’è molta Italia in questo progetto, gestito dal Museo Nazionale della Georgia, ma con l’apporto di un’equipe internazionale, con i migliori rappresentanti per le varie discipline. La componente italiana ha responsabilità in tre campi specifici: il professor Rook si occupa dello studio di una parte della fauna, la dottoressa Longo del museo Civico di Storia Naturale di Verona segue l’industria litica e il dottor Berna, che lavora all’università di Boston, studia la geoarcheologia (analisi dei minerali e dei sedimenti). In questo quadro il MAE ha fornito un apporto fondamentale, facilitando e finanziando le missioni dell'équipe di Rook.


Luogo:

Roma

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