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Governo Italiano

"Nuove Relazioni Transatlantiche 2009", tavola rotonda alla Farnesina (8-9 ottobre)

Data:

06/10/2009


L’analisi delle relazioni transatlantiche alla luce delle dinamiche internazionali presenti e future: dall’approccio multilateralista della nuova Presidenza Usa alla nuova strategia Nato in rapporto alle complesse minacce che la sicurezza euro-atlantica si trova ad affrontare, dal ruolo dell’Europa tra Stati Uniti e Cina nella prospettiva della governance globale e dell’uscita dalla crisi economica al tema dei diritti Umani e delle responsabilità dell’Occidente. Questi i temi al centro della "Tavola Rotonda", presieduta ed introdotta dal Ministro Franco Frattini, che si svolgerà alla Farnesina l’8 e il 9 ottobre con il titolo: "Nuove Relazioni Transatlantiche 2009".

Al dibattito, organizzato dal Forum strategico del Ministero degli Affari Esteri e dalla Fondazione Magna Carta, prenderanno parte anche l’Incaricato d’affari dell’Ambasciata statunitense a Roma, Elisabeth Dibble, il Presidente della Fondazione Magna Carta, Gaetano Quagliarello. E’ inoltre previsto un discorso del Capo di Stato Maggiore, Gen. Vincenzo Camporini sul ruolo delle Forze Armate italiane nelle aree di crisi.

La I sessione dei lavori sarà dedicata ai cambiamenti operati dal neo Presidente Usa nelle linee guida e nell’azione degli Stati Uniti in politica estera ma anche all’individuazione degli aspetti di continuità con le politiche dell’Amministrazione Bush nell’ultima fase del mandato. Tra i cambiamenti particolare risalto è stato attribuito all’inizio di una nuova era nelle relazioni con il mondo musulmano, al "reset button" con la Russia, alla diplomazia della disponibilità al dialogo con l’Iran e al ritorno del multilateralismo invocato dagli alleati europei. Sembrano invece prevalere elementi di continuità per quanto riguarda la politica verso l’Iraq e l’Afghanistan.

La II sessione sarà invece dedicata all’Alleanza Atlantica e al nuovo "concetto strategico" che mira ad adeguare la strategia generale della NATO in rapporto alle nuove sfide e alle complesse minacce che la sicurezza euro-atlantica si trova oggi ad affrontare, a cominciare dalla missione Isaf in Afghanistan a fronte della crescente insorgenza dei talebani.

La III sessione si concentrerà sul ruolo dell’Europa tra Stati Uniti e Cina nella prospettiva della governance globale e dell’uscita dalla crisi economica. La riforma delle organizzazioni e delle istituzioni multilaterali è una delle questioni allordine del giorno nel dibattito internazionale. L’allargamento del Consiglio di Sicurezza e del "G-8" è invocato da numerosi esperti e leader politici, allo scopo di garantire una membership più rappresentativa che rifletta la crescente influenza delle nuove potenze emergenti, sul modello del "G-20". D’altro canto, dalla crisi economica e finanziaria in corso è emerso un asse privilegiato tra Stati Uniti e Cina che ha dimostrato una maggiore capacità di stabilizzazione ed efficacia rispetto agli organismi multilaterali internazionali.

Tale asse tenderà presumibilmente a consolidarsi in futuro, al punto che molto analisti vedono all’orizzonte la formazione di un "G-2" esclusivamente costituito da Stati Uniti e Cina. In quest'ottica, l’Europa dovrà formulare e mettere in pratica strategie nuove ed efficaci se vuole preservare la sua influenza ed evitare la marginalizzazione nel sistema internazionale.

Infine, l’ultima sessione affonterà il tema dei diritti umani e delle responsabilità dell’Occidente. Dalla fine della Seconda Guerra mondiale, l’impegno dei Paesi occidentali per la libertà e la democrazia ha dato origine alle regole e alle istituzioni su cui è fondato il cosiddetto “regime dei Diritti Umani”. Oggi, tuttavia, la crisi economica e l’incertezza degli sviluppi geopolitici minacciano di ridimensionare il peso complessivo dell’Occidente nell’ordine mondiale e con ciò la sua capacità di promuovere e affermare i principi sanciti dalla “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”, a vantaggio di dittature e regimi autoritari. Da questo punto di vista, le ultime conferenze della Nazioni Unite contro il razzismo (Durban I and II) sono causa di forte preoccupazione ed allarme. Dal momento che il concetto di diritti umani è frutto della storia e della tradizione occidentale, è l’Occidente ad avere la responsabilità di assicurarne la promozione a livello internazionale.


Luogo:

Rome

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