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Governo Italiano

UE-USA: il Ministro Frattini, una nuova strategia atlantica per le sfide del XXI secolo

Data:

13/10/2009


UE-USA: il Ministro Frattini, una nuova strategia atlantica per le sfide del XXI secolo

A 70 anni dal patto sottoscritto da Roosvelt e Churchill ci sono nuove priorità: lotta al terrorismo, non proliferazione nucleare e diritti umani

Una “nuova carta Atlantica”, che tenga conto di quelle che sono diventate, negli anni, “le nostre priorità”, come la lotta al terrorismo e la non proliferazione. E' la proposta lanciata dal Ministro Frattini alla tavola rotonda “Nuove relazioni transatlantiche 2009”, organizzata dalla Farnesina e dalla fondazione magna Carta.

“Europa e Stati Uniti - ha detto il Ministro - ancor più nel mondo complesso del XXI secolo, devono trovare le ragioni della loro solidarietà e compattezza. Penso ad una nuova 'Atlantic Charter', come quella che quasi settant’anni fa fu firmata da Roosevelt e Churchill”. Tra gli otto punti che figuravano nella Carta del 1941 “mancavano molte di quelle che sono intanto diventate le nostre priorità”, come “la comune lotta al terrorismo, la non proliferazione in vista di un mondo senza armi nucleari e la difesa dei diritti umani nel mondo”. Obiettivi “per noi particolarmente importanti” che “dovrebbero rappresentare i punti centrali della nuova Carta Atlantica”.

In questo nuovo quadro, ha avvertito però il Ministro, “l’Europa deve prendersi più responsabilità per contare nelle grandi questioni globali”. Nella nuova era del multilateralismo inaugurata dal Presidente Obama l’Europa è considerata “equal partner” degli USA, ma proprio per questo Bruxelles deve diventare “produttore di sicurezza e non più soltanto consumatore di sicurezza”. “Se saremo divisi al nostro interno, se l’UE non sarà capace di essere un interlocutore sulla scena internazionale, non potremo lamentarci che l’asse transpacifico diventi il principale interlocutore” sostituendo “il tradizionale asse transatlantico”. Il filo rosso che ha legato il G8 dell'Aquila al G20 di Pittsburgh ha comunque messo in evidenza come “l’asse transpacifico non possa essere considerato un’antagonista dell’asse transatlantico”. Il rapporto America-Cina, infatti, “aiuta a rafforzare la governance globale, non la indebolisce”.


Luogo:

Rome

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