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Governo Italiano

Seminario sulla finanza islamica al MAE (4 novembre 2009), chiuderà i lavori il Ministro Frattini

Data:

04/11/2009


Seminario sulla finanza islamica al MAE (4 novembre 2009), chiuderà i lavori il Ministro Frattini

Il Ministero degli Affari Esteri ospita un seminario Seminario sulla Finanza Islamica intitolato “Quale opportunità per l’ Italia ?” volto a favorire una migliore conoscenza della finanza islamica (definizione, procedure, strumenti, prodotti, obbligazioni, assicurazioni) e delle opportunità offerte dai relativi strumenti finanziari. L’evento è organizzato dall’Osservatorio del Mediterraneo in collaborazione con il Forum strategico del Ministero degli Esteri e sponsorizzato da Unicredit Group. Vi partecipano circa quaranta esperti in rappresentanza del mondo accademico, del mondo bancario ed imprenditoriale nonché della Segreteria di Stato vaticana, del MAE e del MEF. S

I lavori, moderati da Pia Luisa Bianco, Responsabile del Forum Strategico, vengono aperti dall’ Ambasciatore Giampiero Massolo, Segretario Generale della Farnesina e Presidente del Comitato Strategico per la tutela all’estero degli interessi nazionali in economia, e chiusi dal Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini.

I musulmani nel mondo sono oggi oltre un miliardo ed hanno patrimoni stimati di oltre 950 miliardi di euro. Questa importante fetta del mercato finanziario globale non può essere gestita con le leggi che regolano l’attuale sistema bancario-finanziario capitalistico. I musulmani infatti devono rispettare i dettami del loro libro sacro, il Corano, che sancisce regole precise sull’utilizzo del denaro. Di fronte a tali cifre non sorprende che ultimamente si stia generando un sempre maggiore interesse nei confronti di prodotti finanziari compatibili con la legge islamica, la Shari’a. Pertanto, la “finanza islamica” da fenomeno di nicchia sta assumendo sempre più rilevanza evidenziando tassi di crescita sostenuti (circa il 15% all’anno) tali da indurre diverse banche “convenzionali” ad affacciarsi in tale business, sia nei paesi di religione islamica, che in quelli occidentali in cui la componente di popolazione musulmana risulta sempre più rilevante.

Negli ultimi cinque anni, le banche islamiche operanti nel mondo hanno registrato un aumento medio annuo dei loro ricavi pari al 44%. Queste assorbono oggi il 30% del risparmio privato nei paesi musulmani, ma si stima che questa quota raggiungerà il 50% entro il 2010 ed il 60 - 70% entro il 2020. La finanza islamica è tradizionalmente sviluppata in Medio Oriente, ma si sta diffondendo rapidamente nella regione dell’Asia-Pacifico, in Nord Africa e anche in Europa, per via della presenza della popolazione islamica immigrata.

In Italia i clienti islamici potrebbero salire a 1,3 milioni nel 2015 e in caso di avvio di filiali islamiche o di islamic windows si genererebbe per il sistema bancario italiano una raccolta potenziale di circa 4.500 milioni di euro nel 2015 e ricavi superiori a 150 milioni.

La finanza islamica è basata su alcune interpretazioni del Corano. I suoi pilastri sono: la riba (divieto del tasso di interesse), il gharar (divieto dell’incertezza) ed il maysir (divieto della speculazione).


Luogo:

Rome

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