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Governo Italiano

Afghanistan: il Ministro Frattini all’insediamento del Presidente Karzai, servono riconciliazione e ricostruzione

Data:

19/11/2009


Afghanistan: il Ministro Frattini all’insediamento del Presidente Karzai, servono riconciliazione e ricostruzione

L'Afghanistan è in una fase di transizione in cui sono prioritarie la riconciliazione e la ricostruzione. Lo ha detto oggi a Kabul il Ministro Franco Frattini, nella capitale afgana per assistere all’insediamento del Presidente Hamid Karzai, al suo secondo mandato. Oggi – ha sottolineato il Ministro – noi dobbiamo parlare di transizione", ritenendo "la questione della sicurezza come strumentale agli obiettivi". Da una parte c’e’ la soluzione politica, “che vuol dire riconciliazione”, e dall’altra c’è la ricostruzione, “che vuol dire economia, scuole, strade, nuova pubblica amministrazione”. Il Ministro ha poi auspicato la riconciliazione del Presidente Karzai con il partito dello sfidante Abdullah, “per evitare una situazione di frattura permanente”.

L’Italia continuerà a sostenere l’Afghanistan e “si candida a giocare un ruolo chiave nella lotta alla corruzione”, ha spiegato il Ministro, ricordando l’impegno del nostro Paese in Iraq per formare “centinaia di funzionari nelle municipalità e nel governo centrale”. In Afghanistan "manca un Istituto nazionale anti-corruzione che possa formare i funzionari delle pubbliche amministrazioni, manca un sistema di buone pratiche per estirpare la corruzione, ad esempio, dalle procedure di appalto pubblico. Noi conosciamo queste buone pratiche come membri dell'OCSE e come paese che ha una grande tradizione amministrativa". Il Presidente Karzai deve però “fare delle scelte, non solo dei suoi Ministri ma anche dei governatori, riguardanti persone immuni da corruzione”.

L’Italia è favorevole ad una conferenza internazionale l'anno prossimo sull'Afghanistan "a Kabul e non in un'altra capitale". "Di conferenze - ha spiegato il Ministro - ne abbiamo fatte tante a L'Aia, Roma e Parigi. Ogni volta ci si incontra e poi tutto resta come è. Allora organizziamola a Kabul, perché parlare dell'Afghanistan fuori dell'Afghanistan continua a dare l'impressione che abbiamo perfino paura di sederci a parlare là". In merito poi all'opportunità di inviare altre truppe italiane, il Ministro ha detto che "per ora non abbiamo avuto una richiesta e soprattutto non ne vediamo una necessità concreta".

Nel suo discorso di insediamento, il Presidente Karzai si è detto certo che "nei prossimi cinque anni saremo in grado di assumere progressivamente le nostre responsabilità in tema di sicurezza" e questo “permetterà il progressivo disimpegno delle forze internazionali". Quindi, ha teso una mano ad Abdullah e a tutti i candidati alla Presidenza per lavorare "alla riconciliazione nel Paese", attraverso la costituzione di un governo "con un profilo di unità nazionale". Il Presidente Karzai ha inoltre assicurato una lotta senza quartiere alla corruzione: "Nella designazione dei Ministri e dei funzionari governativi farò molta attenzione al profilo di ogni persona e tutti i membri del governo dovranno presentare una dichiarazione chiara dei loro beni"

Luogo:

Rome

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