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Governo Italiano

L’impegno del Ministro Franco Frattini per combattere la violenza contro le donne

Data:

25/11/2009


L’impegno del Ministro Franco Frattini per combattere la violenza contro le donne

La difesa delle donne da ogni forma di violenza, frutto dell’impegno dell’Italia per i diritti umani nel mondo, costituisce una delle direttrici principali della politica del Ministro Franco Frattini, come dimostrano le numerose iniziative nate durante i suoi due mandati da Ministro degli Esteri (2002-2004 e l’attuale) e in quello da Vice Presidente della Commissione UE (2004-2008). Nella convinzione che, come ha sempre sottolineato lo stesso Ministro, i diritti umani siano una componente essenziale per assicurare la pace e la sicurezza internazionale.

Da Ministro degli Esteri

Nell’ambito delle Nazioni Unite, l’Italia partecipa attivamente al Consiglio Diritti Umani e alla Terza Commissione dell’Assemblea Generale, alla Commissione sulla Condizione della Donna e agli altri organi delle Nazioni Unite per la creazione ed il rafforzamento di standard di riferimento comuni nel campo dei diritti umani e per la messa a punto di meccanismi di verifica del loro rispetto e applicazione. L’azione a favore dei diritti umani è particolarmente intensa su diversi dossier: la promozione della democrazia e dello stato di diritto; l’impegno per l’abolizione della pena di morte nel mondo; il contrasto a razzismo e xenofobia e ad ogni forma di discriminazione; la lotta alla tortura; la protezione dei diritti dei bambini e delle donne, in particolare contro fenomeni di violenza.

Su quest’ultimo fronte, nonostante importanti progressi realizzati negli ultimi decenni, le donne e le bambine continuano ad essere, in molte aree del mondo, vittime di violenza, fisica e psicologica, di sfruttamento e di traffici esecrabili. L’Italia, su impulso del Ministro Frattini, ha assunto un ruolo di primo piano con una serie di iniziative, tra le quali spicca l’organizzazione il 9-10 settembre 2009, alla Farnesina, di una Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne, promossa dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con il Ministero degli Esteri, nel quadro della Presidenza Italiana del G8.

La Conferenza – che ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti di Governi (tra i quali 22 Ministri) e delle principali Organizzazioni Internazionali (tra cui il Vice Segretario Generale delle Nazioni Unite) ed esponenti di Organizzazioni Non-Governative e della società civile – ha consentito di discutere, per la prima volta nel quadro del G8, il tema della violenza contro le donne nelle sue molteplici forme. Nelle conclusioni si è posta le necessità di applicare “standard internazionali di tutela nel campo dei diritti economici e sociali, oltre che dei diritti umani”, mentre ogni governo “deve inserire nella propria agenda e normativa la promozione e la protezione dei diritti delle donne e delle bambine secondo un approccio non settoriale, ma trasversale, attribuendo priorità all’educazione per promuovere i diritti umani e l’eguaglianza di genere, specie tra le giovani”. D’intesa con il Ministro Carfagna, il Ministro Frattini ha sottoposto le conclusioni della Conferenza all’attenzione dei Ministri degli Esteri del G8, affinché il tema della violenza contro le donne possa rimanere nell’agenda del G8 e della comunità internazionale.

In linea con questa forte volontà politica, l’Italia è attivamente impegnata, sul piano politico e della cooperazione allo sviluppo, per lo sradicamento di una pratica ancora oggi largamente in uso presso alcuni Paesi e che costituisce una forma aberrante di violazione fisica del corpo femminile: le mutilazioni genitali femminili. L’obiettivo della loro messa al bando costituisce un impegno diretto del Ministro Frattini, con un’iniziativa volta a fare adottare alla Nazioni Unite una risoluzione di condanna di questa pratica. La prima tappa di questo processo è stata costituita dalla riunione che il Ministro ha presieduto il 25 settembre 2009. a margine dell’Assemblea Generale, cui hanno preso parte 14 Paesi: Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio, Egitto, Eritrea, Ghana, Gibuti, Mauritania, Senegal, Tanzania, Uganda e Zambia più Norvegia e Svizzera in qualità di donatori. Da questo incontro è scaturito l'impegno di tutti i Paesi partecipanti a continuare a lavorare insieme a New York su questo tema promuovendo un maggiore coordinamento sì da creare un gruppo informale ed aperto ad ulteriori ed eventuali nuovi partecipanti.

Per portare avanti questa iniziativa, il Ministro Frattini ha puntato anche sull’importante contributo che puo’ offrire la cooperazione allo sviluppo: la Cooperazione Italiana ha quindi inserito il tema delle mutilazioni genitali femminili come prioritario nelle Linee guida e indirizzi di programmazione per il triennio 2009-2011. La Cooperazione Italiana è stata inoltre tra i principali donatori del Fondo UNIFEM contro la violenza (ONU) a partire dalla sua formazione e, dal 1999, ha iniziato a sostenere azioni specifiche di contrasto al traffico delle donne in Albania e Nigeria attraverso organizzazioni multilaterali quali l’OIM. L’impegno della Cooperazione Italiana per la tutela dei diritti umani ha favorito alcune iniziative di particolare rilievo: in Palestina, ad esempio, con l’allestimento nel 2004 di un Centro per donne vittime di violenza a Betlemme, per proteggere l’empowerment di donne e bambini vittime di violenza domestica e per contrastare la persecuzione di genere.

Da Vice Presidente della Commissione UE

Anche da Bruxelles, nel quadriennio da Vice Presidente delle Commissione UE e Commissario per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza, Franco Frattini ha promosso numerose iniziative in difesa delle donne e dei minori, tra cui l’istituzione della giornata europea contro il traffico di esseri umani e il numero verde europeo per la segnalazione dei minori scomparsi.

È stato lanciato il programma Daphne II, per sostenere progetti finalizzati a incrementare la conoscenza e a migliorare l'analisi del fenomeno della violenza contro bambini, giovani e donne, a potenziare il networking e la cooperazione e a sviluppare strumenti per sensibilizzare e favorire la partecipazione di coloro che hanno la possibilità di apportare un reale cambiamento alle vite degli esseri umani. Per Daphne II sono stati spesi 112 milioni di euro.

Nel 2005 il Consiglio Europeo ha adottato un piano di prevenzione del traffico degli esseri umani adottato dagli Stati membri e dalle altre istituzioni europee. Nel 2006 la Commissione ha istituito una road map per una nuova parità di genere da realizzare entro il 2010, attraverso sei priorità: l’indipendenza economica, le condizioni di lavoro, i ruoli nella vita familiare, la partecipazione ai processi decisionali, la fine della violenza e del traffico di esseri umani, l’eliminazione di stereotipi di differenza di genere, la promozione della parità di genere fuori dall’UE. Nello stesso anno, il Commissario Frattini si è battuto contro la prostituzione forzata e il traffico di esseri umani su larga scala nell’ambito di un grande evento sportivo come i Mondiali di calcio in Germania, chiedendo al Ministro degli Interni tedesco Schauble una maggiore vigilanza alle frontiere.

La parità di genere è la chiave per porre fine alla violenza contro le donne. “E’ fondamentale – ha sottolineato il Commissario Frattini in un’audizione alla Commissione parlamentare per i diritti della donna, nel 2005 - promuovere un elemento chiave della lotta contro la tratta delle donne e delle ragazze: strategie di prevenzione specifiche per le donne, basate sul principio della parità tra uomini e donne e intese ad eliminare la domanda di qualsiasi tipo di sfruttamento, compreso quello sessuale”.


Luogo:

Rome

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