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Governo Italiano

Dall’Africa un messaggio per il rispetto e la dignita’ della donna

Data:

26/11/2009


Dall’Africa un messaggio per il rispetto e la dignita’ della donna

Sulla scia di quanto ha sinora fatto la presidenza italiana del G8 ed il Ministero degli Affari Esteri attraverso al Cooperazione allo Sviluppo, si sono riuniti a Ougadougou i governi di 19 Paesi dell’Africa per affermare la necessita’ dell’approvazione di una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che metta al bando in modo definitivo la pratica delle Mutilazioni Genitali femminili (MGF).

In un documento approvato all’unanimita’ si impegnano i governi 1) ad adottare in tutti i Paesi una legge per la messa al bando delle MGF; 2) armonizzare e coordinare le legislazioni nazionali in materia, soprattutto sotto l'aspetto della natura e dell'intensita' delle sanzioni; 3) promuovere campagne di informazione e di sensibilizzazione della popolazioni e degli operatori, misure di sostegno alle donne che decidono di sottrarsi alla pratica e di sottrarvi le donne della propria famiglia, per evitarne l'emarginazione, l'esclusione sociale e, conseguentemente, la poverta'.

Alla conferenza, organizzata, con il supporto e l’assistenza della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) del Ministero degli Affari Esteri, e No Peace Without Justice (NPWJ), hanno partecipato i Governi di 19 Paesi dell’Africa, presenti con delegazioni di alto livello guidate dalle First Ladies e dai Ministri degli affari sociali. Il Governo del Burkina Faso e' stato il partner principale dell’evento attraverso il patrocinio di Madame Chantal Compaore', moglie del Presidente in carica, e il coinvolgimento del Ministro degli Affari Sociali, Pascaline Tamini. Erano inoltre presenti i rappresentanti delle maggiori agenzie delle Nazioni Unite che si occupano della campagna per l’abbandono delle MGF, i rappresentanti delle organizzazioni africane, tra cui il Commissariato dell’Unione africana per l’attuazione del Protocollo di Maputo, e le rappresentanti della societa' civile dei paesi africani impegnate nella campagna.

Il coinvolgimento della Cooperazione italiana all’iniziativa ha permesso di proseguire un dialogo politico con i Governi e le reti della societa' civile dei paesi maggiormente interessati dalle MGF. Per questo motivo, il contributo della DGCS alla Conferenza e' stato quello di sottolineare come l'attenzione e l'impegno di tutti gli Stati e degli Organismi Mondiali sia fondamentale per contrastare la pratica e di ricordare che l’obiettivo della messa a bando delle MGF e' un tema della politica estera italiana e un impegno diretto dello stesso Ministro Franco Frattini. Nel corso dell'ultima Assemblea Generale dell’Onu, il Ministro ha, infatti, promosso un incontro informale con i rappresentanti degli altri Paesi interessati al fine di favorire un maggior coinvolgimento delle Nazioni Unite, mediante una risoluzione dell'Assemblea Generale sul tema, per la messa al bando definitiva di questa pratica. Il contributo dei paesi del G8, che al vertice dell’Aquila, si sono impegnati in difesa della salute e della sicurezza alimentare, e' stato quello di ricordare che senza azioni specifiche per la lotta alla violenza contro le donne anche quei finanziamenti globali rischiano di non raggiungere il loro obiettivo. Per questo e' auspicabile che i Paesi membri del G8 possano lavorare, insieme ai Governi dei paesi del Sud del mondo, delle organizzazioni internazionali e delle associazioni delle donne che si stanno impegnando in modo sempre piu' attivo nella attuazione delle normative internazionali, per fare in modo che vengano definite leggi nazionali e specifiche azioni contro la violenza sessuale e di genere.

L’approccio italiano, basato sulla a consapevolezza che sia necessario operare per il cambiamento partendo dall’interno delle societa' interessate e' stato particolarmente apprezzato. Ugualmente importante e' stato il fatto che la DGCS sia impegnata da alcuni anni, in particolare dalla Conferenza di Bamako del 2007 su 'Donne protagoniste', in piu' di sei Paesi dell’Africa Occidentale con iniziative di cooperazione dirette all’empowerment delle donne. La presenza italiana in Burkina Faso e' in particolare rafforzata dalle iniziative delle Ong, tra cui quella dell’AIDOS che, insieme a l’associazione nazionale 'Voix des Femmes”, ha costruito e gestisce il Centre Bien Etre per la salute delle donne, e dalla cooperazione decentrata della Regione Piemonte. Tutto questo ha reso il sistema italiano di cooperazione un interlocutore credibile e affidabile per i partecipanti all’incontro di Ouagadougou, anche in previsione della prossima Commissione sulla condizione delle donne dell’ONU che celebrera' il quindicesimo anniversario della Conferenza sulle donne di Pechino del 1995.

Le problematiche in materia di Mgf sono tra le priorita' delle politiche di genere e sviluppo della DGCS sin dall’inizio delle attivita' della Cooperazione. Infatti, a partire dal 1991 fu finanziato un programma specifico in Somalia, che era stato avviato a meta' degli anni ottanta con finanziamenti del FAI (Fondo Aiuti Italiani). Da allora, i progetti volti all’abbandono della pratica delle MGF sono stati promossi in modo continuativo dalla Cooperazione Italiana, spesso anche come tema trasversale all’interno del settore sanitario, in particolare a Gibuti e in Kenya e in collaborazione con UNFPA e UNICEF. Dopo la prima 'Conferenza del Cairo per l’eliminazione delle MGF', promossa nel 2003 da Non c’e' Pace Senza Giustizia e AIDOS, la DGCS ha finanziato uno specifico fondo UNICEF, poi divenuto Campagna Globale di UNFPA/UNICEF per accelerare l’eliminazione della pratica delle MGF.


Luogo:

Roma

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