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Governo Italiano

Politica estera italiana nel 2009 e i prossimi obiettivi: Il Ministro Frattini all’Associazione della stampa estera

Data:

01/12/2009


Politica estera italiana nel 2009 e i prossimi obiettivi: Il Ministro Frattini all’Associazione della stampa estera

Il Ministro Frattini ha illustrato, presso l’Associazione della Stampa Estera, i risultati della politica estera italiana nel 2009 e i prossimi obiettivi, affrontando anche i principali temi dell’attualità internazionale.

L’eccellenza italiana e i risultati della politica estera italiana nel 2009

Il Ministro Frattini, nell’illustrare i principali risultati della politica estera italiana, ha voluto dedicare una particolare attenzione al tema della “eccellenza italiana”, presentando “Winning Italy”, un almanacco che illustra il meglio dell’Italia in tutti i settori.

UE: dopo le riforme è il momento di agire

Adesso che il capitolo delle riforme istituzionali è stato superato, per l'Europa è arrivato "il momento di agire" e di parlare delle "politiche future". Per discutere di questo, il Ministro intende proporre un ‘conclave’ dei Ministri degli Esteri. E' importante che l'Europa divenga un "attore globale" e che prenda in mano in prima persona le sfide su alcuni settori sui quali ha una lunga vocazione, tra i quali il Ministro ha citato i Balcani, il Medio Oriente, il Mediterraneo, l'Africa e la non proliferazione.

Clima: a Copenaghen serve un accordo politicamente vincolante

Dalla Conferenza sul clima di Copenaghen, prevista per metà dicembre, dovrebbe venire un "buon accordo politicamente vincolante". Il Ministro ha ricordato che al Vertice del G8 all'Aquila è stato raggiunto un accordo sul clima che può rappresentare una "buona base" per le discussioni che si terranno nella capitale danese.

Afghanistan: l’Italia farà la sua parte, ma la vittoria deve essere politica

In Afghanistan "l'Italia farà la sua parte con spirito positivo rispondendo alle richieste che la NATO ha formulato", ma è ancora presto per parlare di numeri, ha sottolineato il Ministro, puntualizzando che è in corso una riflessione con gli Alleati sui rinforzi da dispiegare sul terreno. "Ne parlerò con la signora Clinton" alla prossima riunione dei Ministri degli Esteri della NATO a Bruxelles, ha aggiunto, precisando tuttavia che la vittoria in Afghanistan "può essere solo politica e che il 'surge' è solo uno strumento per raggiungere questo risultato".

Medio Oriente: no alla proclamazione unilaterale di uno Stato palestinese

No alla proclamazione unilaterale dello Stato palestinese e di Gerusalemme est come sua capitale perché fare ciò significherebbe "precludere il negoziato". La nascita di uno Stato palestinese, ha spiegato il Ministro, "deve essere l'esito di un negoziato che in questo momento va rilanciato con forza".

Guantanamo: disponibilità italiana a esaminare nuove liste

L'Italia ha dato la sua disponibilità a ricevere tre detenuti da Guantanamo ma anche ad "esaminare nuove liste". E su questo ultimo punto si sta "valutando" la situazione, ha riferito il Ministro, sottolineando che l'Italia ha "fatto quello che doveva fare". Per quanto riguarda il ritardo nella chiusura del carcere, “non è stato per mancanza di volontà politica ma per problemi tecnici”. Tuttavia, "occorreva più sostegno da parte di molti alleati", a cominciare da quei Paesi europei che "non hanno ancora deciso se accogliere i detenuti", ha affermato, puntualizzando che l'Italia è stata "uno dei pochi Paesi alleati dell'America a dire subito di sì alla richiesta di accogliere tre di quei detenuti".

Nucleare: dall’Iran segnali non positivi, preoccupazione

I segnali che arrivano dall’Iran sul dossier nucleare "non sono rassicuranti né positivi", ha spiegato il Ministro, dicendosi anzi "preoccupato" per l'annuncio di Teheran sulla costruzione di nuovi siti nucleari. La comunità internazionale, ha spiegato, continuerà a tendere la mano all'Iran "ancora per un po' ", ma "verrà il momento di tirare le conclusioni": "Dobbiamo chiudere il 2009 sapendo dove vogliamo andare con l'Iran", ha detto. Per quanto riguarda eventuali "misure di pressione" nei confronti di Teheran, il Ministro ha sottolineato la necessità di un ampio consenso "fra tutti gli attori coinvolti".

Islam: controproducente il no ai minareti

“Ritengo che sia controproducente proibire i minareti”, ha spiegato il Ministro, puntualizzando di parlare come "difensore dei diritti dei cristiani e della libertà di culto" in Europa. L'esito del referendum svizzero è stato "un messaggio che il mondo islamico, a torto o a ragione, ha percepito come diffidenza e proibizione nei confronti di un simbolo per la religione islamica". "Io sono cristiano e voglio che i cristiani possano professare la loro religione. Impedirne un'altra può essere pericoloso", ha aggiunto, sottolineando che "proibire i minareti non è utile al dialogo interreligioso".

Bielorussia: Berlusconi apre la strada ad altri leader europei

Quella di Berlusconi a Minsk "è stata la visita di un capo di governo europeo che apre la strada ad altri", e che "segue ad una decisione dell'Unione Europea di includere la Bielorussia nel partenariato strategico orientale". Questo ha comportato "la visita recente di Lukashenko a Roma, ricambiata da Berlusconi a Minsk". Il Ministro si è inoltre detto "orgoglioso" del programma di accoglienza da parte dell'Italia dei bambini bielorussi malati in seguito all'incidente nucleare di Cernobyl: finora sono state 35.000 le famiglie italiane che hanno accolto, ogni anno, centinaia di migliaia di bimbi bielorussi.


Luogo:

Rome

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