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Governo Italiano

L’intervista: Ambasciatore Pacifico, le opportunita’ in Egitto per le imprese italiane

Data:

01/12/2009


L’intervista: Ambasciatore Pacifico, le opportunita’ in Egitto per le imprese italiane

Le opportunita’ di investimento per le imprese italiane nel mercato egiziano e lo sviluppo dei rapporti economici bilaterali fra i due Paesi sono al centro di un’intervista all’Ambasciatore italiano al Cairo, Claudio Pacifico realizzata dalla nuova Newsletter di Diplomazia Economica Italiana e pubblicata nel numero di novembre 2009.

L'Egitto ha saputo mantenere un buon tasso di crescita nonostante la crisi. Quali sono i settori in cui il Paese offre le maggiori opportunità per le aziende italiane che vogliono vendere o investire?

Nonostante la congiuntura internazionale estremamente sfavorevole, l'Egitto ha saputo mantenere anche nel 2009 tassi di crescita marcatamente positivi, a riprova del fatto che il processo riformatore intrapreso negli ultimi anni ha liberato significative energie imprenditoriali, che stanno cominciando a sfruttare appieno le potenzialità di questo grande Paese. L'Italia é protagonista di tale nuova stagione e vi sono amplissimi spazi di inserimento per le nostre aziende, in primis nel settore infrastrutturale ed energetico, vero e proprio "backbone" di un Egitto moderno e dinamico. Vorrei peraltro sottolineare che lo sviluppo di una nuova classe imprenditoriale, che spazia dal settore dell'edilizia a quello della trasformazione alimentare, dal tessile al settore della ceramica, apre vaste prospettive per tutte le numerose aziende italiane impegnate nell'ambito dei beni strumentali. L'emergere, infine, di una oramai non più marginale middle-class abbiente e cosmopolita offre interessanti occasioni al Sistema Italia anche nelle tradizionali aree di eccellenza del "Made in Italy" ed "Italian Lifestyle".

Un'importante sfida per il Governo, come indicato anche dal Ministro Rachid, è di accrescere l'attività manifatturiera del Paese. Ma è un Paese competitivo sotto il profilo dei costi e del clima di business? In particolare ritiene che l'Egitto possa essere una location competitiva per sviluppare una presenza di mercato in Medio Oriente?

Direi senz'altro che l'Egitto ha compiuto passi da gigante per creare un clima più favorevole al business e agli investimenti esteri. Una riprova ne é l'acquisizione della Bank of Alexandria da parte del Gruppo Intesa San Paolo. Posso essere inoltre testimone diretto dello spirito di ampia collaborazione che é stato riservato al Sistema Italia ed alle sue aziende dalle principali Autorità di Governo egiziane, con le quali siamo in costante contatto. Direi altresì che il costo della manodopera (comparabile a quello delle economie in transizione più dinamiche a livello mondiale) continua a costituire un "competitive edge" dell'Egitto su altri Paesi della Regione e che, sia in termini di mercato interno che di posizione geostrategica, l'Egitto ha tutte le carte in regola per rappresentare un vero e proprio "hub" per la sponda sud del Mediterraneo e verso la Penisola Arabica ed i mercati africani.

Finora la presenza italiana in Egitto è stata sviluppata, prevalentemente, da grandi imprese. Esistono aree di attività o formule di collaborazione che renderebbero possibile un'estensione di questa presenza anche alle medie imprese? Nel contesto delle prossime privatizzazioni previste dal Governo egiziano, ci sono settori e attività che possono interessare le imprese italiane?

Il tessuto industriale italiano è composto per oltre il 90% da Pmi. Se l'Italia è oggi il primo partner economico-europeo dell'Egitto, ciò dimostra che oltre alla radicata presenza di grandi aziende, vi è una miriade di piccole e medie imprese che hanno stabilito flussi commerciali ed investimenti diretti in Egitto. L'attuale politica delle privatizzazioni costituisce un ulteriore stimolo per investimenti anche di aziende medio-piccole,

favorite dalla vicinanza con l'Italia, dal costo della manodopera e dai vantaggi competitivi già citati.

L'Unione Europea include l'Egitto nella Politica di Vicinato e nel programma Euromed. Ci sono aree tematiche, all'interno di questi programmi, che offrono particolari opportunità e che si possono segnalare alle imprese/istituzioni italiane?

I bandi di gara Enpi cominciano ad essere diffusi da alcuni mesi. Costituiscono un'ottima opportunità, per associazioni e raggruppamenti di imprese, per avvicinarsi al mercato e creare "partnership" con i loro omologhi. L'Egitto è, nell'area Mena, (Paesi del Nordafrica e Medio Oriente) il principale destinatario di finanziamenti erogati dall'Unione Europea. Basti pensare a quelli della BEI (Banca Europea degli Investimenti) negli ultimi 5 anni, principalmente concentrati nel settore della produzione e distribuzione di energia elettrica.

Dall'Egitto proviene un significativo flusso di immigrazione in Italia, occupato nel settore delle costruzioni, del commercio alimentare, dei servizi di ristorazione. È possibile 'valorizzare' questo fenomeno ai fini di una maggiore cooperazione culturale ed economica tra i due Paesi?

La folta comunità egiziana residente regolarmente in Italia (e che per la maggior parte appare ben integrata nel tessuto del nostro Paese) costituisce senz'altro un significativo ponte fra le due Nazioni. Più in generale direi che essa è il termometro delle eccellenti alchimie individuali che sono immediatamente percepibili nel rapporto fra italiani ed egiziani. Le numerose iniziative messe in cantiere dall'Italia con l'Egitto nei settori della formazione e dell'apprendimento (linguistico e tecnico) intendono sostenere lo sviluppo di un flusso migratorio regolamentato e di qualità, che abbia le carte in regola per integrarsi al meglio nella nostra società. Vorrei anche sottolineare che chiunque si rechi in Egitto non può mancare di notare la significativa impronta prodotta dalla presenza italiana nel Paese, dall'architettura alle prime fasi dell'industrializzazione pesante, dalla cultura alla gastronomia, un'impronta che si è amalgamata perfettamente nello sfaccettato mosaico dell'identità dell'Egitto del XXI secolo.

L'Egitto resta un Paese di grandi disuguaglianze sociali che si traducono anche in visioni opposte nel Paese e nel Governo, su come affrontare la 'modernizzazione' della società. Quali sono le possibili vie di sbocco di questo processo?

Va innanzitutto rilevato - e riconosciuto al Governo egiziano - che negli ultimi anni sono stati compiuti molti sforzi per migliorare le condizioni di vita delle classi meno abbienti. A tale obiettivo sono state dedicate molte delle nuove risorse prodotte dai notevoli tassi di crescita (tra il 7 e l'8%) degli ultimi anni. La situazione rimane nondimeno pesante e i forti tassi di incremento demografico hanno contribuito ad erodere significativamente le nuove opportunità offerte dalla crescita economica. Comunque per il Governo la riduzione delle disuguaglianze sociali e la crescita del tenore di vita delle classi più povere rimane uno degli obiettivi prioritari. Ciò anche nella consapevolezza che proprio su questo terreno si gioca il futuro politico del Paese e del regime nel contrastare l'avanzata del fondamentalismo islamico.


Luogo:

Rome

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