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Governo Italiano

Nato: i Ministri degli Esteri a consulto (3-4 dicembre). L’Alleanza elabora la nuova strategia in Afghanistan

Data:

03/12/2009


Nato: i Ministri degli Esteri a consulto (3-4 dicembre). L’Alleanza elabora la nuova strategia in Afghanistan

All’indomani della decisione degli Stati Uniti di rafforzare il contingente Isaf in Afghanistan i Ministri degli Esteri dell’Alleanza si riuniscono a Bruxelles dal 3 al 4 dicembre per mettere a punto la nuova strategia. Per l’Italia partecipa il Ministro Franco Frattini. Oltre alla missione Isaf i Ministri degli esteri affronteranno la questione della concessione del Map (Membership Action Plan) alla Bosnia Erzegovina e al Montenegro, un programma di cui viene richiesta l’attuazione, nel tempo, ai due Stati che intendono associarsi all’Alleanza. In agenda anche le relazioni tra Nato e Russia, la difesa missilistica e l’aggiornamento del nuovo concetto Strategico.

Afghanistan: la nuova strategia. La filosofia è quella di fare più ora per creare le condizioni di un graduale disimpegno internazionale e nel frattempo mettere in condizioni il governo eletto di assicurare una governance della sicurezza ma anche un "civilian surge". In tale contesto si inserisce lo svolgimento della Conferenza Internazionale sull’Afghanistan che si terrà a Londra il 28 gennaio prossimo con l’obiettivo di avviare il dibattito su tempi e modalità di una prossima fase di transizione, un’esigenza condivisa e diffusa nell’Alleanza, e nel contempo di rilanciare il processo di riconciliazione e reintegrazione nella vita civile del Paese di quegli ampi settori dell’insorgenza che non hanno con gli estremisti di Al Qaida altro che rapporti tattici e opportunistici. I Ministri saranno chiamati ad approvare un documento di "policy" predisposto dalla Nato, anche con il concorso dell’Italia, che indichi l’ambito, ma anche i limiti, del coinvolgimento Isaf nei due processi. Il ruolo dell’Italia, sia in termini militari, sia in termini di "risorgenza civile" è testimoniato dai riconoscimenti, in particolare, del maggior partner dell’Alleanza. L’Italia ritiene che un mancato raggiungimento degli obiettivi dell’Alleanza in Afghanistan avrebbe conseguenze anche sulla credibilità della Nato e sullo stato dei rapporti transatlantici nonchè sulla sicurezza anche del nostro Paese.

"Porta aperta" della Nato: il processo di coinvolgimento di Bosnia e Montenegro. L’Italia auspica che la Nato, pur tenendo conto delle diverse condizioni di partenza e prospettive a breve termine, adotti un linguaggio di apertura e disponibilità nei confronti di tutti i Paesi dell’area dei Balcani occidentali e non solo del Montenegro, cheè certo di ottenere il Map. Per quanto riguarda la richiesta bosniaca l’Italia , insieme con molti altri alleati, ha espresso un forte incoraggiamento affinchè la dirigenza bosniaca compia ogni possibile sforzo per giungere ad un’intesa sul "pacchetto" di riforme Ue/Usa. Linguaggio di apertura pure per la Serbia, anche in considerazione del "maggiore attivismo" di Belgrado nei confronti dell’Unione Europea e della Nato.

Nuovo Concetto Strategico.Il Segretario Generale farà il punto sul mandato ricevuto dal Summit dei capi di Stato e di Governo di Strasburgo-Keh (aprile 2009). In particolare sarà illustrato l’andamento della riflessione avviata dal Gruppo dei 12 saggi nominati dal Segretario Generale e di cui fa parte l’Ambasciatore Giancarlo Aragona. Il gruppo presto sarà affiancato da un comitato di personalità militari, e l’Italia sarà rappresentata dall’Ammiraglio Guido Venturoni, già Chairman del Comitato Militare della Nato. In tal modo si realizza la fase della "transparency, inclusiveness and outreach".

A giudizio dell’Italia, l’Alleanza, senza apportare modifiche al Trattato di Washington, dovrebbe contribuire allo sviluppo di un "hub" di sicurezza collettiva. Non un "poliziotto globale", una un’organizzazione che sappia porsi al centro di una rete globale di soggetti produttori di sicurezza, in grado di cooperare fruttuosamente tra loro e con i circa 40 Paesi non membri con i quali l’Alleanza intrattiene rapporti sempre più stretti.

La difesa missilistica. La discussione si inquadra nella "strategic review" statunitense sintetizzata nella formula del "Phase Adaptive Approach-Paa" e prevede il progressivo spiegamento, in quattro fasi, da svilupparsi nell’arco di oltre un decennio, di difese inizialmente solo marittime, poi terrestri e avvalendosi degli assetti del programma di Difesa Missilistica di teatro della Nato, con i quali il sistema Usa dovrebbe essere interconnesso. La Ministeriale di Bruxelles rappresenta, dunque, un’occasione per ribadire il perdurante interesse alleato verso il programma di Difesa Missilistica della Nato. L’Italia "apprezza" il cambiamento di impostazione da parte dell’Amministrazione Obama che dal punto di vista politicoè uno sviluppo "importante" per tutta l’Alleanza. In particolare il nuovo approccio "rafforza il principio della indivisbilità della sicurezza", apre ad una "potenziale collaborazione" fra gli alleati e tra questi e la Russia, nonchè alle prospettive di cooperazione industriale.

Relazioni tra Nato e Russia. Dopo la Ministeriale del NATO-Russia Council di fine giugno a Corfù, che ha segnato la decisione di riprendere appieno la cooperazione con la Russia anche sul piano militare ("mil-to-mil"), il Segretario Generale Rasmussen ha fatto del rilancio del partenariato con Mosca una delle priorità del suo mandato. Un rilancio cui l’Italia ha fornito un contributo essenziale, impegnandosi a migliorare i rapporti con la Russia e trasferire tale clima in seno alla Nato. Ora bisogna verificare se Mosca sia pronta ad un tale rilancio "strutturato" della cooperazione con la Nato.


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