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Governo Italiano

Il Ministro Frattini a Washington: le sfide della sicurezza nel 2010, il ruolo e la visione dell’Italia

Data:

26/01/2010


Il Ministro Frattini a Washington: le sfide della sicurezza nel 2010, il ruolo e la visione dell’Italia

“Un arco di instabilità” che va dal Corno d’Africa alla penisola araba e all’Asia centrale, serie minacce alla sicurezza internazionale, che arrivano da Somalia, Yemen, Iran e Afghanistan, che non possono essere affrontare come questioni separate. E’ questa la sfida della sicurezza nel 2010 per l’Italia, come ha spiegato il Ministro Franco Frattini in un intervento al Center for Transatlantic Relations della School of Advanced International Studies di Washington. La stella polare è proprio la cooperazione transatlantica, che secondo il Ministro Frattini “rimane cruciale”: un “G2 di Stati Uniti ed Europa” in cui l’Europa “deve parlare con una voce sola”.

Afghanistan: l’Italia, ha spiegato il Ministro, ha già deciso di aumentare di mille unità il proprio contingente militare nell’ambito di una strategia di transizione verso la progressiva restituzione dell’Afghanistan agli afghani. Ora, con la Conferenza di Londra del 28 gennaio, “bisogna rilanciare la collaborazione tra il Governo afghano e la comunità internazionale, un nuovo patto in cui le autorità di Kabul devo responsabilizzarsi di più” per raggiungere risultati concreti nei settori della governance, dello sviluppo e della lotta alla corruzione. Allo stesso tempo, “noi dobbiamo rafforzare il nostro impegno nella componente civile della nostra strategia, mettendo la protezione della popolazione afgana al centro”.

Yemen: non deve diventare la nuova frontiera del terrorismo. l’Italia è da tempo convinta che la stabilità dello Yemen sia “cruciale” nella lotta al terrorismo ed alla pirateria e per la sicurezza del Medio Oriente, del Golfo e del Corno d’Africa. “E’ necessario fermare le manifestazioni del terrorismo, della pirateria e dell’immigrazione illegale, ma bisogna anche rimuovere le cause più profonde che li determinano”. In questo senso, “non si possono imporre soluzioni dall’esterno”, ma al contrario bisogna puntare su una ownership nazionale e regionale. La comunità internazionale deve supportare lo Yemen “in modo coordinato” sul fronte dello sviluppo socioeconomico, della costruzione di istituzioni solide, della sicurezza, del controllo delle coste. A tal fine l’Italia ha proposto la costituzione del gruppo ‘Amici dello Yemen’, che potrebbe riunirsi già dopo la Conferenza di Londra, anche a Roma.

Somalia: evitare il pericoloso effetto-domino della regione. La crisi somala può avere “pericolosi effetti nell’intera regione, perché vasti strati della leadership dello Shabaab hanno forti legami con al Qaida”. Nel suo recente viaggio in Africa, il Ministro Frattini ha incontrato il presidente Sheikh Sharif Ahmed, ribadendo supporto dell’Italia al Governo Federale Transitorio, rispetto al quale “non c’e’ alternativa”. La comunità internazionale “deve continuare a sostenere il processo di riconciliazione nazionale”, ma senza dimenticare “il miglioramento delle condizioni di vita dei somali”.

Iran: la politica della ‘mano tesa’ evocata dal Presidente Obama “è la strada giusta”, ma “non si può aspettare una risposta all’infinito”. Per questo “stiamo discutendo con i nostri partner e allenati ulteriori misure contro l’Iran per punire il suo rifiuto di collaborare. Tutte le opzioni sono sul tavolo, a partire dalle sanzioni economiche”.

Luogo:

Strasburgo

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