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Governo Italiano

Haiti: l’Unità di Crisi del MAE al lavoro

Data:

27/01/2010


Haiti: l’Unità di Crisi del MAE al lavoro

In occasione del terremoto ad Haiti del 12 gennaio scorso, l’Unità di Crisi del MAE è stata subito coinvolta nell’assistenza e nel soccorso ai connazionali. Appena diffusa la notizia del sisma, l'UdC è stata contattata da oltre un migliaio di utenti alla ricerca di informazioni sulla reale portata dell’evento e sul possibile coinvolgimento di connazionali. Più di duecento, da subito, sono apparse le segnalazioni attinenti a persone localizzabili nell’area colpita più duramente.

Nelle ore successive si è deciso di inviare un primo funzionario dell’UdC ad Haiti (che si e' integrato nell’allora costituenda 'squadra Italia' composta da personale DGCS, Comando Operativo di Vertice Interforze, Protezione Civile, Guardia di Finanza, Croce Rossa Internazionale) per offrire una risposta rapida all’esigenza di assistere i connazionali coinvolti ed allestire i primi aiuti umanitari. La componente UdC è stata poi rinforzata con l’invio di un funzionario diplomatico e di un ulteriore collaboratore. Le difficoltà di comunicazione, infatti, rendevano indispensabile un’azione sul terreno per rintracciare i connazionali.

Allo stato attuale, si conferma quanto già emerso una settimana dopo il sisma: il decesso di due connazionali (Guido Galli e Gigliola Vitiello) e la scomparsa di altri due (Antonio Sperduto e Cecilia Corneo). Restano infine due le segnalazioni di persone in zona, fra le oltre duecento riscontrate, che non è stato possibile verificare, ma risultano così indeterminate da far ritenere che riguardino individui non effettivamente presenti ad Haiti.

Il 17 gennaio è stata predisposta l’evacuazione di 13 connazionali verso l’Italia. Diversi altri cittadini sono stati successivamente messi in salvo in Paesi vicini ad Haiti (Stati Uniti, Repubblica Dominicana etc.). Altri ancora sono giunti in Europa, grazie a trasferimenti facilitati e favoriti dalla squadra italiana con vettori di Paesi UE. Si è qui rivelato fondamentale l’ormai rodato coordinamento a livello di Unità di Crisi europee. L’evacuazione degli ultimi due connazionali rimasti, che avevano manifestato l’intenzione di partire, è stata completata sabato 23 gennaio ricorrendo a vettori civili in partenza da Santo Domingo.

L’UdC e i funzionari diplomatici in prima persona hanno fornito e continuano a fornire la massima assistenza alle famiglie delle persone coinvolte nel sisma.

Si sono altresì forniti all’Ambasciata a Santo Domingo gli strumenti per realizzare un 'Punto Crisi' ad Haiti presso il Consolato Onorario che, a seguito dell’arrivo in missione a Port-au-Prince di personale di detta Rappresentanza, si occuperà dell’assistenza residuale a coloro, fra i connazionali rimasti in loco, che risultano particolarmente colpiti dal sisma. Un collaboratore dell'UdC resterà ad Haiti in allerta per un pronto invio in caso di nuove emergenze che avessero riflesso sugli italiani rimasti (200 circa più diverse decine giunte successivamente nell’isola).


Luogo:

Rome

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