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Governo Italiano

A Londra la Conferenza sull’Afghanistan. Frattini, aiutare lo Yemen a combattere il terrorismo

Data:

28/01/2010


A Londra la Conferenza sull’Afghanistan. Frattini, aiutare lo Yemen a combattere il terrorismo

Al via a Londra i lavori della conferenza sull'Afghanistan, tra imponenti misure di sicurezza. La conferenza, alla quale partecipa per l’Italia il Ministro Franco Frattini, ha l’obiettivo di sostenere il governo di Kabul nella lotta ai talebani, ma anche individuare le linee di un processo politico che porti alla pacificazione. Tra gli invitati, i Ministri degli Esteri dei Paesi che contribuiscono all'Isaf (43 nazioni in tutto), tra cui il Segretario di Stato Usa Hillary Clinton, e rappresentanti dei Paesi della regione e di Ue, Nato e Banca Mondiale. Il Ministro Frattini, a margine della conferenza, avrà un incontro bilaterale con il suo omologo afghano Zalmay Rasoul e con quello australiano Stephen Smith.

A Londra,nell’ambito di una riunione al Foreign Office sulla situazione nello Yemen, su proposta dell’Italia, e’ stato lanciato il gruppo internazionale ‘’Amici dello Yemen’’ con l’obiettivo di aiutare questo Paese nella lotta al terrorismo e nelle sfide su sicurezza e sviluppo senza ‘’imporre soluzioni dal’esterno’’.

E' stato il Ministro Franco Frattini a spiegare uno dei risultati 'concreti' raggiunti dalla riunione al Foreign Office fortemente voluta dal premier britannico, Gordon Brown, all'indomani dell'attentato fallito al volo Amsterdam-Detroit da parte di un giovane nigeriano addestrato in terra yemenita. Una riunione a cui hanno partecipato 21 paesi, tra cui Usa, Ue, e le nazioni del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg). No era presente la Lega Araba che però, ha anticipato il Ministro Frattinit dovrà essere pienamente coinvolta in questo processo, a partire dalla prossima riunione del gruppo 'Amici dello Yemen' che si terrà a fine febbraio a Riad.

Il Ministro Frattini che prima di partecipare al summit ha incontrato in bilaterale il collega yemenita Abu Bakr al-Qirbi - ha sottolineato la necessità di un approccio "regionale" nel contrasto al terrorismo, e non solo nella Penisola arabica. "Siamo tutti convinti - ha detto - che il quadro regionale è la chiave di volta. Non possiamo limitarci allo Yemen, ma dobbiamo limitare i flussi che vanno e vengono dal Corno d'Africa", a cominciare dalla Somalia, da cui provengono gli oltre 800mila profughi "in condizioni di assolutà precarietà" che si trovano in Yemen e che rappresentano "un terreno di coltura" per le organizzazioni terroristiche.Di qui l'idea di una conferenza internazionale sulla Somalia da tenersi al più presto, sotto egida Onu, e per la il Ministro Frattini ha proposto la sede di Roma.Il Ministro ha quindi ricordato il contributo italiano per la sicurezza e lo sviluppo dello Yemen su quattro fronti: l'assistenza tecnologica per il controllo delle coste attraverso la

fornitura di sistemi radar in funzione anti-pirateria e anti-terrorismo e la formazione della guardia costiera yemenita; l'offerta di meccanismi automatizzati per la produzione di documenti di identità non contraffatti; l'assistenza tecnica di tipo legislativo per la riforma del sistema giudiziario; la salvaguardia del patrimonio storico artistico dello Yemen. L'impegno finanziario si aggira intorno ad una cinquantina di milioni di euro. Ma al di là dei fondi, l'Italia è in grado di offrire un'expertise su formazione e sicurezza che pochi altri Paesi possono vantare.


Luogo:

Rome

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