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Governo Italiano

Il ruolo dell’Italia nel peacekeeping

Data:

09/03/2010


Il ruolo dell’Italia nel peacekeeping

Le Nazioni Unite hanno stanziato nel 2011 oltre 7 miliardi di dollari per finanziare l’assistenza logistica alle missioni politiche speciali e tutte le 16 operazioni di peacekeeping che impegnano oltre 110.000 caschi blu, forniti su base volontaria da 114 paesi, 15.000 agenti di polizia e 20.000 civili. Dal 1948 le Nazioni Unite hanno condotto 64 operazioni di pace per un costo stimato in circa 70 miliardi di dollari.

Nel 2011 l’Italia ha versato 340 milioni di dollari a copertura di circa il 5 % del bilancio per il peacekeeping ed ha partecipato alle operazioni ONU con oltre 1.400 militari, impegnati per la gran parte nel Libano meridionale (UNIFIL II). Tra i Paesi G8 l’Italia dal 2006 fornisce il contingente militare più numeroso.

Per contenere i costi e migliorare l’efficienza delle forze multinazionali impiegate dall’ONU tutte le attività di assistenza logistica globale e di comunicazione a supporto di tutte le missioni politiche e di pace ONU sono state concentrate nella Base di Brindisi.

In Italia ha sede anche un centro di eccellenza nel training delle forze di polizia. Sinora il CoESPU di Vicenza (Centre of Excellence for Stability Police Units), gestito dall’Arma dei Carabinieri, ha formato più di 3.000 ufficiali di polizia di 23 Paesi (prevalentemente africani) nel quadro di un accordo con gli Stati Uniti.

Dopo la guerra del 2003 in Iraq le operazioni di pace hanno assunto una fisionomia nuova. Non più limitate al mantenimento del cessate il fuoco ed all’interposizione tra parti in conflitto, le missioni di pace integrano forze armate ed esperti civili impegnati a fornire assistenza nella ricostruzione postbellica per favorire lo sviluppo di processi politici di riconciliazione nazionale, la ripresa di capacità di governo, il disarmo delle milizie, la riforma del settore della sicurezza (stato di diritto, formazione della polizia e delle forze armate).

Il peacekeeping ONU ha pertanto subito un completo ripensamento per migliorare lo svolgimento di compiti di stabilizzazione, il coordinamento degli aiuti umanitari e le attività di assistenza diretta.

I mandati delle missioni di pace ONU sono divenuti più complessi e multidimensionali e tendono a prevedere un impegno pluriennale per accompagnare il consolidamento delle istituzioni ed assistere la popolazione. Di fronte all'ampiezza di tale sfide, le Nazioni Unite autorizzano missioni di stabilizzazione che contribuiscano a mantenere la sicurezza e ad assicurare il riavvio delle funzioni di governo essenziali, per contribuire alla stabilità complessiva, far ripartire l'economia, avviare processi politici di riconciliazione che pacifichino la società civile.


Luogo:

Roma

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