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Governo Italiano

Media Forum: Frattini incontra la stampa afghana, aiutateci a raccontare l’impegno internazionale

Data:

17/03/2010


Media Forum: Frattini incontra la stampa afghana, aiutateci a raccontare l’impegno internazionale

Valorizzare il contributo italiano in Afghanistan e avvicinare la popolazione afghana alla missione internazionale, attraverso il contributo della stampa locale. In questo orizzonte si sta svolgendo in questi giorni l’Italia-Afghanistan Media Forum, organizzato dal Servizio Stampa del MAE, e che oggi ha visto un confronto tra venti giornalisti afghani e dei colleghi italiani, alla Farnesina, alla presenza del Ministro Franco Frattini.

I giornalisti afghani ospiti in Italia sono impegnati (dal 14 al 20 marzo) in incontri istituzionali, training presso organi di informazione, partecipazioni a trasmissioni televisive e radiofoniche. L’obiettivo è di migliorare le proprie competenze e allo stesso tempo di raccontare le proprie esperienze agli italiani. “E’ arrivato il momento di comunicare insieme”, sulla base di una “partnership paritaria” con l’Italia, come ha sottolineato aprendo i lavori il capo del Servizio Stampa del MAE, Maurizio Massari.

Lo stesso Ministro Frattini ha sottolineato l’importanza del ruolo della stampa afghana, a cui si chiede di “raccontare che la coalizione sotto guida Onu è in Afghanistan per portare pace e democrazia”, e “noi attraverso di voi dobbiamo guadagnare la fiducia della popolazione”.

Una delle sfide principali per l’Afghanistan resta la sicurezza, che però secondo Frattini non “è un fine, ma uno strumento per permettere alle istituzioni di funzionare meglio e di far crescere l’economia”. In questo senso, ha ribadito il Ministro, “l’impegno per la ricostruzione civile è prioritario”. I giornalisti afghani hanno posto ad esempio il problema della povertà, tra le principali fonti di reclutamento per i terroristi. Poi ancora la bassa scolarizzazione. A questo proposito il Ministro Frattini ha accolto la proposta dei giornalisti afghani di pensare a delle borse di studio per accogliere 40-50 giovani l’anno nelle università italiane.

Un altro ostacolo alla democrazia, ha sottolineato una giornalista afghana, è la non completa emancipazione della donna. L’Italia sta facendo molto, ha detto Frattini, ricordando i corsi di formazione professionale e assistenza sanitaria ad Herat e evidenziando che il 60% degli aiuti italiani sono destinati alle donne.

Dai giornalisti afghani è arrivato anche un appello a non disperdere gli aiuti. Frattini ha risposto che l’80% degli aiuti verrà progressivamente dato direttamente al governo di Kabul. La stella polare, ha assicurato il Ministro, è la ownership afghana, sia nella sicurezza che in ambito istituzionale ed economico.

La comunicazione è un fondamentale “propulsore di democrazia”, perché invia messaggi di moderazione contro il fanatismo e promuove battaglie importanti come la lotta alla corruzione, ha ricordato l’inviato speciale di Frattini in Afghanistan, Massimo Iannucci, aggiungendo che in Afghanistan non c’è soltanto violenza, ma anche “interessanti livelli di opportunità economiche”, di cui le aziende straniere, comprese quelle italiane, possono approfittare.


Luogo:

Roma

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