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Governo Italiano

Lotta alla criminalità organizzata, il modello italiano: Conferenza alla Farnesina

Data:

25/03/2010


Lotta alla criminalità organizzata, il modello italiano: Conferenza alla Farnesina

1. I rappresentanti dei Paesi membri del Sistema di Integrazione Centro Americana-SICA, del Messico e dell’Italia, si sono riuniti a Roma per la prima Conferenza dei Ministri dell’Interno e della Giustizia in materia di lotta alla criminalità organizzata.

L’incontro ha confermato il profondo interesse delle Parti ad un rafforzamento degli storici legami di amicizia e cooperazione che uniscono l’Italia ai Paesi del SICA ed al Messico nonché la volontà di elevare la qualità della cooperazione su temi afferenti allo stato di diritto, alla sicurezza democratica, alla lotta al narcotraffico, al riciclaggio, alla formazione dei giudici e delle forze di polizia, alla lotta alla mafia e a una più ampia collaborazione su temi relativi alla sicurezza dei cittadini. È giunto il momento per una nuova epoca di cooperazione internazionale che rafforzi le antiche sinergie e ne costruisca di nuove, per affrontare le sfide comuni in materia di giustizia e sicurezza

2. In questo quadro, è stata risaltata l’importanza che assumono i Vertici America Latina e Caraibi - Unione Europea per rafforzare il dialogo e la cooperazione bi-regionale in materia di sicurezza pubblica ed è stata valorizzata anche la Conferenza Nazionale Italia - America Latina e Caraibi quale importante meccanismo per rafforzare i vincoli fra le Parti anche con riferimento alle questioni affrontate nella presente occasione.

3. Nella consapevolezza che l’autorità della legge, i principi dello Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani sono irrinunciabili pilastri di un Paese libero e democratico e che la criminalità organizzata transnazionale, in particolare quella dedita al narco-traffico, rappresenta una gravissima minaccia - non solo per le regioni che si trovano al centro dei grandi flussi dei traffici illeciti ma, nell’era della globalizzazione, anche per i Paesi distanti geograficamente a causa degli effetti di “spill-over” – è diffusa la convinzione che di fronte a tali problematiche di natura transnazionale, al contempo intercontinentali ed interdisciplinari, la sola risposta efficace possibile consiste nel rafforzamento della cooperazione internazionale.

4. Dalla riunione è emerso un ampio sostegno al consolidamento del multilateralismo, alla difesa della pace e della sicurezza internazionale nelle sue diverse manifestazioni, così come alla promozione dello sviluppo e della giustizia sociale. Sono state parimenti sottolineate le importanti sinergie che possono essere realizzate nei principali organismi internazionali, in tali ambiti e si è registrata una convergenza sull’opportunità di un rafforzamento e di una maggiore collaborazione con l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga ed il Crimine (UNODC) per consentire all’Organizzazione di affrontare al meglio la complessa agenda internazionale attuale.

5. È stato ricordato il 70° anniversario della nascita di Giovanni Falcone, assassinato dalla mafia nel 1992, il cui approccio mirato alle questioni finanziarie nella lotta alla criminalità organizzata (destinato a colpire gli interessi finanziari ed economici delle organizzazioni criminali) ha ispirato i principi e le metodologie della Convenzione delle Nazioni Unite contro il Crimine organizzato Transnazionale (Convenzione di Palermo).

6. La Convenzione di Palermo, di cui quest’anno ricorre il decennale della firma, offre in effetti uno strumentario di eccezionale valenza per il contrasto della criminalità organizzata transnazionale. E’, quindi, necessario impegnarsi per utilizzare al meglio le opportunità normative ed operative offerte dalla Convenzione, attuandone compiutamente le previsioni. Ciò servirà anche a migliorare le capacità di law enforcement rafforzando la cooperazione e l’efficacia dell’azione sia a livello regionale che globale. La stessa Convenzione di Palermo ha individuato nell’aggressione ai patrimoni illeciti e nel ricorso a forme di collaborazione moderne ed incisive, quali le tecniche speciali di investigazione, fattori determinanti per un’efficace lotta al crimine organizzato, come ormai è stato riconosciuto dalla comunità internazionale.

È stata richiamata la necessità, da un lato, di una piena ed universale ratifica ed applicazione della Convenzione e dei suoi protocolli, nonché sul superamento degli ostacoli ad una sua effettiva applicazione; dall’altro, di promuovere una riflessione parallela sulle possibili modalità di aggiornamento della Convenzione a fronte delle nuove tipologie di crimine e di forme di organizzazione della delinquenza transnazionale, generate dai cambiamenti sociali e tecnologici intervenuti nell’ultimo decennio.

7. La collaborazione tra l’Italia e i Paesi del Centro America e il Messico riveste un’importanza strategica per la prevenzione e il contrasto di tali fenomeni criminali, che finiscono, in alcuni casi, per rappresentare vere e proprie minacce alla pace e alla sicurezza internazionale. Per rendere la nostra collaborazione ancora più incisiva, occorre partire dal potenziamento dei presidi di legalità nell’area ed accrescere la cooperazione regionale in materia di sicurezza. A questo fine, occorre orientare gli sforzi comuni verso obiettivi condivisi valorizzando al massimo l’omogeneizzazione degli strumenti legislativi e l’utilizzazione delle strutture esistenti, a partire dal SICA.

8. La Cooperazione italiana è impegnata, nell’ambito del più ampio sostegno alla “governance”, nella promozione dello stato di diritto nei Paesi centro americani. Attraverso l’IILA-Istituto Italo Latino Amercano viene svolta la formazione di quadri del SICA, ivi inclusa una componente volta a rafforzare la strategia in favore della “sicurezza democratica” del SICA, con l’apporto di istituzioni italiane specializzate. Inoltre, il BCIE ha elaborato, assieme al SICA ed alla Cooperazione Italiana, un concept per un progetto a sostegno della capacità di Paesi centro americani di prevenire e contrastare fenomeni illeciti, con particolare riferimento al riciclaggio. Entrambi i progetti sono stati presentati ed “endorsed” dai Ministri nel corso della Conferenza.

9. Inoltre, poiché è importante concentrare le iniziative laddove è più forte l’impatto della criminalità organizzata transnazionale e del traffico di stupefacenti, sostanze psicotrope e precursori chimici, l’Italia intende rafforzare tale cooperazione con gli Stati dell’area centroamericana ed il Messico ed è disponibile a proporre la negoziazione di accordi e la rivisitazione di quelli già sottoscritti, per dare maggiore vigore ed impulso alla comune azione contro il crimine organizzato in tutte le sue manifestazioni. Alcune forme di cooperazione bilaterale nel campo della sicurezza già esistono e hanno prodotto apprezzabili risultati. In quest’ottica, la cooperazione potrebbe essere avviata con la costituzione di un tavolo tecnico per lo scambio di informazioni ai fini della valutazione della minaccia, nonché dell’aggiornamento reciproco circa i caratteri, le dinamiche ed i modus operandi delle reti criminali. Potranno essere, inoltre, concordati lo scambio di buone prassi investigative finalizzate alla condivisione delle tecniche operative, la migliore utilizzazione della rete degli ufficiali di collegamento e la pianificazione di strategie di prevenzione e contrasto.

10. L’Italia sostiene gli sforzi dei Paesi della regione volti a migliorare il livello di capacità operativa e il grado di specializzazione delle Forze di Polizia per non concedere alcun vantaggio alla criminalità. Lo dimostra, tra l’altro, l’apertura dell’Ufficio dell’Esperto antidroga presso l’Ambasciata d’Italia a Città del Messico con competenza anche sull’area centroamericana. L’Italia è disponibile a sviluppare a favore dei partner articolati programmi di formazione per le Forze di polizia nei vari campi del contrasto al crimine organizzato transnazionale e, in particolare, nel settore dell’antidroga, come già avvenuto nel settembre 2009 a favore di unità antidroga del Guatemala. Inoltre, al fine di stimolare la collaborazione in materia di sicurezza a livello regionale, l’Italia si fa promotrice - a favore dei Paesi del Centro America e del Messico - di iniziative nel campo della cooperazione di polizia quali basi comuni per il rafforzamento dello scambio di informazioni e l’avvio di progetti in ambito formativo.

11. Un contributo di particolare importanza può essere fornito dall’Italia con la presentazione della sua esperienza internazionalmente riconosciuta nel settore dell’aggressione ai patrimoni illeciti, che costituisce la nuova frontiera della lotta globale al crimine.

12. Incontri periodici a livello tecnico tra le Parti varranno a garantire il monitoraggio costante dell’implementazione di tali impegni e a valutare nuove forme di cooperazione.

13. È stato manifestata l’importanza che l’Italia, quale Paese membro del G8, promuova in quell’ambito un sostegno deciso alla realizzazione della “Strategia di Sicurezza del Centro America e del Messico” e del relativo Piano d’azione. A tal fine è stata ribadita l’opportunità che l’Italia sviluppi un’iniziativa politica in ambito G8 affinché sia assicurato, nelle prossime Presidenze, il necessario seguito alle riunioni G8 dei Ministri Giustizia e Affari Interni. Come dimostrato dai precedenti a Tokyo (giugno 2008) e Roma (maggio 2009), tali riunioni apportano infatti un rilevante valore aggiunto alla cooperazione internazionale in materia di sicurezza e nella lotta alla criminalità transnazionale. L’Italia ha espresso la propria disponibilità a promuovere il tema della sicurezza in Centro America e in Messico nei fori internazionali di cui è parte ed in primis in occasione della prossima riunione del G8 in Canada.

14. I lavori si sono conclusi con ampia soddisfazione per l’evoluzione delle relazioni tra i Paesi del SICA, del Messico e dell’Italia e con la conferma dell’impegno a rafforzarle ed approfondirle con l’obbiettivo di ulteriori sviluppi su tematiche prioritarie e di mutuo interesse. E’ stato espresso particolare apprezzamento per la partecipazione e per l’indirizzo di saluto del Presidente della Repubblica del Guatemala, Signor Alvaro Colom, così come per gli interventi dell’Ambasciatore di Colombia e degli alti funzionari dell’UNODC, dell’IILA, della CICIG e della Segreteria Generale del SICA.


Luogo:

روما،

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