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Governo Italiano

G8: le conclusioni della Ministeriale in Canada tra non proliferazione nucleare e aree di crisi

Data:

31/03/2010


G8:  le conclusioni della Ministeriale in Canada tra non proliferazione nucleare e aree di crisi

Sulla strada della prospettiva di un mondo senza armi nucleari che costituiscono una minaccia alla sicurezza globale ci sono ancora ostacoli da superare. E’ quanto hanno sostenuto i Ministri degli Esteri del G8 riuniti per due giorni in Canada, sottolineando i ‘’passaggi’’ positivi come la conclusione dei negoziati tra gli Stati Uniti e la Federazione russa per ridurre ulteriormente i loro arsenali nucleari: un accordo che puo’ contribuire a dare ‘’uno slancio positivo ‘’ alla Conferenza a maggio di revisione del Trattato sulla non proliferazione. Sul fronte dei progressi positivi sono ascrivibili i successi del partenariato globale contro la diffusione di materiali e armi di distruzione di massa al fine anche di una valutazione dell’estensione del partenariato stesso oltre il 2012.

Resta ancora aperta la questione del nucleare iraniano. Verso l’Iran viene ribadito un ‘’approccio di doppio binario’’ . Una ‘’forte e appropriata risposta’’ della comunità internazionale senza abbandonare il dialogo ma Teheran ‘’deve rispondere alle richieste internazionali’’ a cominciare da quelle dell’Aiea, l’agenzia internazionale per l’Energia Atomica. ‘’La nostra idea – ha detto il Ministro Franco Frattini – e’ che parlare di sanzioni’’ contro l’Iran, ‘’aiuti la diplomazia. Non sia un’alternativa a quest’ultima’’. L’Iran ‘’non sta rispondendo alle richieste internazionali e la strategia delle sanzioni può servire ad aiutare il suo ritorno al tavolo negoziale’’, ha infatti spiegato Frattini, sottolineando che si dovrebbe trattare di sanzioni che non vadano a ‘’colpire’’ la popolazione. Per quanto riguarda la posizione della Cina che ha il diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza, Frattini ha condiviso la posizione ottimistica del Segretario di Stato americano, Hillary Clinton: ‘’Anche la Cina – ha detto – e’ rimasta delusa dal comportamento iraniano che ha rinunciato ai tentativi di mediazione compreso quello turco’’.

I ministri G8 ritengono ‘’destabilizzanti per la regione e per la sicurezza globale’’ anche i programmi nucleari e missilistici della Corea del Nord. Di qui l’appello affinche’ Pyongyang torni al negoziato senna ‘’precondizioni’’ e ad ‘’adempiere ai suoi impegni’’, compresa la ‘’ completa e verificabile denuclearizzazione della penisola coreana’’.

Sul fronte della lotta al terrorismo i Ministri, dopo aver condannato ‘’fermamente gli attacchi vili’’ alla metropolitana di Mosca il 29 marzo ed avere chiesto ‘’il perseguimento dei responsabili’’, hanno convenuto di elaborare un ‘’robusto piano di azione’’ che sarà presentato al prossimo vertice di Muskoka, Un focus particolare e’ stato dedicato alla lotta narcotraffico. Il Ministro Frattini ha spiegato che nel corso dei lavori della Ministeriale si e’ affrontato anche questo tema ‘che sta assumendo una maggiore rilevanza in paesi come America Latina, Messico, che sono regioni di origine del traffico di droga’’. Traffico che poi si dirige verso l’Africa, per entrare in Europa. Un fenomeno ha rilevato Frattini – che ‘’abbiamo l’obbligo morale di affrontare e combattere come Europa, come Usa e come G8’’. Una posizione che ha trovato “perfettamente d’accordo” il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton.

I Ministri hanno anche discusso dell’aumento dell’attività’ terroristica nella penisola arabica e in alcune parti dell’Africa, in particolare nello Yemen, Somalia e Sahel che ha portato all’intensificazione della pirateria, al sequestro di persone, al traffico di droga, di armi e della migrazione illegale. In particolare i Ministri hanno discusso su come la comunità internazionale possa aiutare il governo dello Yemen nei suoi sforzi per combattere il terrorismo e attuare un programma di riforme politiche ed economiche.

Sulla situazione militare e civile in Afghanistan i Ministri hanno confermato la necessità di aiutare il governo afghano ad ‘’assumersi la responsabilità della sicurezza interna’’ e di far fronte agli impegni assunti alla Conferenza di Londra svoltasi lo scorso gennaio. I Ministri hanno convenuto di intraprendere, in partnership con i governi afghano e pakistano, la Banca mondiale e la Banca asiatica di sviluppo, un’iniziativa per finanziare le infrastrutture di confine che serviranno a promuovere lo sviluppo economico e l’occupazione locale.

Sulla situazione mediorientale i Ministri si sono richiamati alla dichiarazione del ‘’Quartetto’’ il 19 marzo scorso che sottolinea, fra l’altro, l’importanza dei “negoziati di prossimità” come un passo verso la ripresa dei negoziati bilaterali.

Per il Myanmar viene sostenuta la necessità di un ‘’dialogo nazionale’’ e viene espressa ‘’preoccupazione’’ per la recente legge elettorale ‘’restrittiva’’. I Ministri hanno invitato il governo birmano a consentire la ‘’piena partecipazione democratica’’ alle prossime elezioni e a liberare tutti i prigionieri politici compreso il premio Nobel Daw Aung San Suu Kyi.


Luogo:

roma

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