Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

L’Intervista: Ambasciatore De Martino, la crescita in Australia agevola le opportunita’ per le imprese italiane

Data:

01/04/2010


L’Intervista: Ambasciatore De Martino, la crescita in Australia agevola le opportunita’ per le imprese italiane

Quali sono le opportunità di investimento e di fornitura per le imprese italiane?

Le elevate prospettive di crescita dell'Australia in generale inducono a ritenere che investimenti in quasi tutti i comparti economici siano destinati a ricevere elevati ritorni. Nello specifico, i settori di infrastrutture e risorse offrono notevoli opportunità date dell'entità degli investimenti pubblici e privati ad essi diretti. Il Governo federale australiano ha individuato progetti infrastrutturali per un valore complessivo di circa 250 miliardi di dollari. Governo federale e Governi statali hanno già stanziato cifre importanti e numerosi progetti stanno entrando nella fase di realizzazione. Gli investimenti pubblici per ammodernare la rete infrastrutturale del Paese si legano strettamente agli ingenti investimenti privati diretti verso il settore minerario ed energetico. Molti progetti infrastrutturali rispondono, infatti, all'esigenza di incrementare la capacità di porti, strade e ferrovie, necessaria a movimentare la crescente domanda di materie prime proveniente dai Paesi del Sud est asiatico. Per far fronte a tale domanda, le principali multinazionali del settore operanti in Australia hanno previsto una forte crescita degli investimenti capitali. Stime del governo federale australiano prevedono un aumento della capacità produttiva del 25% nei prossimi 5 anni. È stato calcolato che i progetti di sviluppo nel settore minerario ed energetico australiano, attualmente in fase di studio di fattibilità, ammontino a circa 350 miliardi di dollari. Progetti per oltre 112 miliardi di dollari hanno già ricevuto il via libero definitivo. La maggior parte di questi investimenti si concentrerà nell'Oil&Gas, ma una quota rilevante e' prevista anche per i minerali ferrosi e nel carbonifero. Si tratta di settori in cui la tecnologia ingegneristica italiana e' notoriamente all'avanguardia. Tenova/Techint, Saipem e GE Nuovo Pignone lavorano da tempo nel Paese. Altre imprese potrebbero seguire il loro esempio. Le opportunità d'affari sono notevoli. Solo negli ultimi sei mesi, GE Nuovo Pignone e Saipem si sono aggiudicate contratti per per un valore di circa 2 miliardi di dollari.

Qual è l'atteggiamento delle Autorità australiane verso le imprese straniere?

Le Autorità australiane sono molto ben disposte verso la partecipazione di aziende straniere alla realizzazione dei grandi progetti infrastrutturali e minerari. Nel settore delle risorse, l'attrazione di capitali internazionali rappresenta una via obbligata per finanziare i progetti di sviluppo necessari a rispondere alla crescente domanda estera di materie prime. Le Autorità australiane incoraggiano inoltre la partecipazione di imprese straniere ai bandi di gara per la realizzazione dei grandi progetti infrastrutturali, in quanto riconoscono l'esigenza di accrescere la concorrenza al fine di ridurre i costi e innalzare la qualità progettuale. A questo riguardo, l'attenzione verso l'Italia e' massima. Lo scorso novembre, il Ministro delle Infrastrutture australiano, Anthony Albanese, e' stato in missione in Italia e ha avuto incontri presso l'ANCE a Roma. A seguito della missione del Ministro Albanese si è svolta lo scorso febbraio in Australia una missione congiunta di Invitalia e ANCE alla quale hanno partecipato 14 imprese italiane interessate alle opportunità per investimenti in Italia e in Australia, nonché alla partecipazione e alla realizzazione dei progetti infrastrutturali australiani e alla costituzione di "joint venture" con una proiezione verso paesi terzi.

Qual è il modo migliore di presentarsi sul mercato?

Per quanto riguarda i grandi progetti infrastrutturali e' consigliabile presentarsi in joint venture con un partner locale. Ciò consente di sfruttare la conoscenza del mercato e delle procedure di gara detenuta dal partner. D'altronde, la partecipazione in qualità di sub contractor si addice bene alla tipologia stessa delle imprese italiane: società di taglia media e con elevate competenze specialistiche, molto forti in settori di nicchia. Per quanto riguarda invece la penetrazione commerciale, e' consigliabile l'apertura di un ufficio in loco che gestisca direttamente i rapporti con i distributori e le strategie di marketing. Qualora se ne abbiano i mezzi, l'acquisizione di imprese locali può risultare un validissimo strumento per conquistare rapidamente quote di mercato. Tramite acquisizioni di imprese locali, ad esempio, Luxottica e Parmalat sono divenute leader nei rispettivi settori di mercato.

Quali sono i risultati delle imprese italiane già presenti in Australia?

I risultati delle circa 150 imprese italiane presenti, in forme diverse, sul territorio australiano sono molto confortanti. Tramite nuove acquisizioni, Luxottica, Parmalat, Mediaset (tramite la controllata Endemol), Nuance Group, hanno consolidato il proprio ruolo di leader nei rispettivi segmenti di mercato. L'ENI ha

avviato l'estrazione dal giacimento offshore di Blacktip, nel Northern Territory, uno dei depositi di gas naturale più promettenti di tutta l'Australia. Saipem, Nuovo Pignone, Tenova-Techint, hanno vinto contratti importanti nel comparto ingegneristico. L'Iveco ha avviato la costruzione del primo bus ibrido australiano.

Ansaldo STS ha siglato un accordo con Australian Rail Track Corporation (ARTC) per l'ammodernamento dei sistemi di segnalazione ferroviaria. Altre storie di successo sono rappresentate da Prysmian (unico produttore australiano di fibre ottiche, ovvero la tecnologia richiesta dal Progetto federale per la costruzione di una rete nazionale a banda- larga), Ferrero, Finmeccanica, Tenova- Techint, Permasteelisa, Case New Holland. Il trend positivo e' confermato dai più recenti dati sull'intercambio.

Nel 2009, le esportazioni italiane in Australia sono ammontate a circa 3,5 miliardi di Euro e l'Italia si e' confermata l'undicesimo fornitore in assoluto e il terzo europeo (dopo Germania e Regno Unito). L'export italiano ha inoltre dimostrato una notevole resistenza alla crisi, essendosi contratto solo dell'8% rispetto al 2008 e rimanendo ad un livello superiore rispetto ai valori del 2007. Tale contrazione risulta particolarmente lieve se si considera che, nel 2009, le esportazioni dell'Italia nel mondo si sono ridotte del 20,7 per cento.

L'Australia è una piattaforma finanziaria e/o commerciale per operare (e trovare partner) in Asia?

L'Australia punta decisamente a divenire, nel medio periodo, il maggiore fornitore di servizi per l'intera area dell'Asia/ Pacifico. L'Australia e' già il principale fornitore regionale di servizi educativi. L'"education" e' la terza commodity del Paese, subito dopo carbone e ferro, e gli introiti del settore sono ammontati nel solo 2009 a quasi 18 miliardi di dollari. A livello di presenza commerciale, molte imprese multinazionali hanno deciso di localizzare i loro "Headquarters" regionali a Sydney, Melbourne ed in misura crescente anche a Perth e Brisbane. A marzo abbiamo tenuto a Darwin, nel Northern Territory, la riunione economica annuale del Sistema Italia: il nord del continente australiano presenta notevoli opportunita' opportunita' data la sua collocazione strategica rispetto ai mercati asiatici. L'Australia presenta, infatti, rilevanti vantaggi comparativi: prossimità ai mercati emergenti del Sud est asiatico, una forza lavoro altamente specializzata, un sistema universitario d'avanguardia, una spesa in ricerca e sviluppo fra le più alte al mondo, istituzioni stabili e democratiche, un ordinamento giuridico ed un sistema finanziario funzionali all'attività economica. La crescita dell'export di servizi finanziari sarà probabilmente la chiave di volta dello sviluppo dell'Australia nei prossimi decenni. Non a caso, le Autorità australiane stanno valutando l'introduzione di misure fiscali (come l'abolizione della "withholding tax") e normative mirate ad incrementare la competitività ed il grado di internazionalizzazione del settore. I servizi finanziari contribuiscono già al 7,5% del PIL (poco meno del settore minerario) e impiegano direttamente il 3,6% della forza lavoro. Principali punti di forza sono: l'elevato "rating" del sistema bancario; la reputazione del sistema regolamentare, valutato lo scorso anno quale il secondo migliore al mondo dal World Economic Forum; la solidità dei settori "equity" (settimo mercato al mondo) e della gestione patrimoniale (quarto mercato al mondo); la popolarità del dollaro australiano sui mercati valutari (sesta valuta più scam- biata al mondo); il dinamismo del mercato azionario e l'elevata capitalizzazione di mercato della Borsa australiana (quasi doppia rispetto alla Borsa italiana e di poco inferiore alla Borsa di Francoforte).

Opportunità di collaborazioni e joint venture nel settore tecnologico scientifico?

L'Italia e l'Australia vantano cooperazioni importanti in ambito tecnologico e scientifico. Basti pensare al MoU di collaborazione Italia-Australia nell'ambito del progetto SKA, concluso a seguito della visita del Vice Ministro Urso nella primavera scorsa. A livello universitario esistono oltre 100 accordi fra 38 Università italiane e 28 Università australiane. L'Italia e l'ENEL hanno aderito al Global Carbon Capture and Storage Institute di Canberra. Cooperazioni importanti sono ipotizzabili nel comparto delle energie rinnovabili, dove il Governo federale ha annunciato investimenti per 20 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Occorre, infine, considerare che l'Australia investe in ricerca e sviluppo oltre il 2% del PIL e che tale quota e' stata costantemente incrementata nel corso degli ultimi 10 anni.

La collettività italiana in Australia è un 'asset' valorizzabile? Come?

Nell'ultimo censimento australiano del 2006, quasi 900.000 persone hanno dichiarato un'ascendenza italiana. Circa 125 mila nostri connazionali vivono in Australia. Si tratta di un patrimonio molto importante. La nostra collettività è perfettamente integrata e annovera illustri esponenti nella politica, nell'imprenditoria, nelle professioni, nella cultura e nell'arte. La nostra emigrazione ha dato un significativo apporto alla crescita dell'Australia. L'impronta italiana in Australia è oggi riconoscibile ovunque, fa parte dello stile di vita. Il genuino apprezzamento per l'Italia è un dato di fatto. La missione del sistema Italia in Australia è valorizzare sempre piu' - in un contesto particolarmente ricettivo - le eccellenze della nostra industria e della nostra tecnologia.


Luogo:

Rome

10209
 Valuta questo sito