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Governo Italiano

Cooperazione: le linee guida per il triennio 2010-2012

Data:

09/04/2010


Cooperazione: le linee guida per il triennio 2010-2012

Difesa della salute e lotta alla povertà, sviluppo sostenibile e tutela dell’ambiente restano le linee ispiratrici della Cooperazione Italiana, in una fase storica in cui la crisi economica internazionale ha accentuato il divario tra nord e sud del mondo e ha reso più difficile il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio entro il 2015. Questo approccio rientra nelle nuove Linee guida della Cooperazione Italiana per il triennio 2010-2012.

L’Italia ha confermato i propri impegni quantitativi per quanto riguarda l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS), ma ha reso esplicita, anche in sede europea e internazionale, la necessità di maggior gradualità nel loro conseguimento, facendo fronte al mutato scenario internazionale attraverso l’istituzione di forme alternative di finanziamento dello sviluppo. In ogni caso, le limitazioni dei fondi della Cooperazione per il prossimo triennio non implicano un disimpegno dal fronte dello sviluppo. Al contrario si è intrapreso un percorso più incisivamente improntato al rispetto degli impegni qualitativi assunti insieme agli altri donatori, ai paesi partner ed alle organizzazioni internazionali.

I settori prioritari per il triennio sono: agricoltura e sicurezza alimentare; ambiente e gestione delle risorse naturali, con particolare riferimento all’acqua; salute; istruzione; governance e società civile. E poi ancora alcune tematiche trasversali, con iniziative a favore dell’empowerment femminile e dei gruppi vulnerabili (minori, diversamente abili), passando per la tutela del patrimonio culturale.

La Cooperazione resterà parte attiva nella messa a punto e nel rafforzamento di strumenti finanziari innovativi, in particolare in ambito sanitario dove già esercita un ruolo di primo piano (ad esempio nel Fondo Globale per la lotta all’Aids, alla Malaria e alla Tubercolosi). L’Italia, inoltre, continuerà ad adoperarsi in ambito internazionale per facilitare le rimesse degli emigranti e il loro utilizzo per finalità di sviluppo ed a partecipare attivamente al “Leading Group on Innovative Financing for Development”.

Sul versante delle aree geografiche prioritarie, speciale attenzione continuerà ad essere prestata alle aree di crisi. All’Africa sub-sahariana verrà assegnato il 50% del totale dei fondi disponibili per attività sul canale bilaterale in ciascuno degli anni del triennio 2010 – 2012.

In Africa occidentale, avranno massima priorità Niger e Senegal. Si lavorerà anche in Burkina Faso, Ghana, Sierra Leone, Guinea Bissau, Capo Verde, Camerun, Costa d’Avorio, Mali e Nigeria. In Africa equatoriale, priorità uno sarà il Sudan, mentre il Kenya sarà due. La Cooperazione sarà presente anche in Burundi, Repubblica Democratica del Congo (RDC), Uganda e Tanzania. Nel Corno d’Africa, massima importanza verrà data a Etiopia e Somalia, ma i lavori proseguiranno anche a Gibuti. Sul fronte dell’Africa australe, priorità al Mozambico e presenza anche in Angola, Sudafrica e Swaziland. Nel nord, infine, saranno priorità uno l’Egitto e la Tunisia. Marocco e Mauritania (due) e a seguire Algeria e Libia.

I Balcani, il Mediterraneo e il Medio Oriente riceveranno nel triennio il 25% del totale dei fondi disponibili. La massima priorità verrà data (nella prima area) a Kosovo, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia e Bosnia-Erzegovina. A seguire ad Albania e Serbia. Verranno inoltre consolidati i programmi in corso in Georgia, Armenia, Moldova, Montenegro e Ucraina.

In Medio Oriente, il lavoro si concentrerà principalmente nei Territori Palestinesi, in Libano e in Iraq. Saranno comunque avviati programmi anche nello Yemen e in Siria e verranno consolidati quelli in essere in Giordania e in Iran.

All’America Latina e ai Caraibi sarà destinato il 15% delle risorse disponibili. Nella prima area le attività verranno concentrate in Ecuador, Perù e Bolivia. Nella seconda, in El Salvador, Guatemala e Haiti. L’Asia e l’Oceania riceveranno nel triennio, infine, il dieci per cento del totale dei fondi disponibili.

In Asia meridionale l’attenzione verrà concentrata su Afghanistan e Pakistan, mentre nel sud est asiatico in Vietnam e Myanmar. Per la Cina, invece, nel prossimo triennio la Cooperazione manterrà i finanziamenti collegati agli impegni già avviati, pur tendendo sempre più verso una partnership che sarà incentrata sulla sostenibilità dello sviluppo. In Corea del Nord eventuali iniziative interesseranno il settore agricolo e la sicurezza alimentare.

Le Linee guida sottolineano anche che la Cooperazione seguirà con rinnovata attenzione la comunicazione sulle proprie strategie e attività, in uno spirito di mobilitazione della società civile e dell’opinione pubblica sui temi dello sviluppo, fortemente raccomandato anche in sede internazionale. Le tre direttrici attorno a cui dovrà focalizzarsi l’attività su questo versante saranno la prevenzione della disparità economica, la prevenzione dei conflitti e la redistribuzione globale delle risorse.


Luogo:

Parigi

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