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Governo Italiano

NATO: Frattini, sul nucleare no a fughe in avanti unilaterali

Data:

23/04/2010


NATO: Frattini, sul nucleare no a fughe in avanti unilaterali

“L'assetto delle armi nucleari deve essere deciso insieme da tutti i membri della Nato, senza fughe in avanti unilaterali”: così il Ministro Franco Frattini da Tallin per la riunione dei Ministri degli Esteri dell’Alleanza. “Ci sarà un piano di riassetto. Noi tutti vogliamo un mondo senza armi nucleari, ma lo dobbiamo decidere insieme”, ha aggiunto, spiegando che nella capitale estone “l'Italia ha contributo a fare prevalere una posizione equilibrata”. Tutti e 28 i Ministri, infatti, si sono espressi in modo unanime contro ogni iniziativa e decisione unilaterale in materia di riduzione delle armi nucleari.

In un’ottica di disarmo globale, inoltre, non si può prescindere dalla Russia. “L’Italia - ha ricordato Frattini - è convinta da sempre che la Russia sia un attore strategico quando parliamo di deterrenza nucleare, di disarmo e di difesa missilistica”. Europa e Russia, ha sottolineato, sono interessate dalle stesse minacce, come quella terroristica, e quindi hanno “interessi comuni” nel campo della sicurezza. Per l'Italia, questa cooperazione deve estendersi anche al sistema antimissilistico: approccio concordato dai partner, tanto che è stata decisa “l'istituzione di un gruppo di lavoro tecnico per il dialogo con la Russia proprio sulla difesa missilistica”.

Resta fermo il punto che, in un mondo in cui aumenta la minaccia missilistica, la Nato “deve avere una forza di dissuasione nucleare”. Lo ha spiegato il Segretario Generale dell’Alleanza Anders Fogh Rasmussen, secondo cui bisogna “lavorare verso un mondo senza armi nucleari, ma finché ci sono regimi canaglia o gruppi terroristi che possono rappresentare una minaccia nucleare per tutti noi, dobbiamo mantenere una capacità nucleare. Per questa stessa ragione abbiamo bisogno anche di un sistema di difesa missilistico credibile”.

Sul fronte Afghanistan, la Nato si attende i primi risultati importanti nel processo di transizione già entro il 2010, considerato da Rasmussen un “anno cruciale”. Valutazione condivisa da Frattini, che per quando riguarda la zona di Herat, sotto controllo italiano, ha immaginato “un passaggio del controllo civile nelle mani delle autorità afghane ragionevolmente in tempi meno lunghi rispetto ad altre province”.

Soddisfazione italiana è stata poi espressa da Frattini per la decisione di concedere alla Bosnia Erzegovina il Membership action plan (MAP), sorta di anticamera per una eventuale futura adesione. “E' un risultato per il quale abbiamo molto lavorato”, ha sottolineato il Ministro, secondo cui "la prossima tappa verso la Bosnia sarà la concessione della liberalizzazione dei visti, ma di questo parleremo in sede Ue lunedì prossimo a Lussemburgo".


Luogo:

Rome

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