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Governo Italiano

L’intervista: Amb. Baldi, in Azerbaijan opportunita’ per le imprese italiane

Data:

03/06/2010


L’intervista: Amb. Baldi, in Azerbaijan opportunita’ per le imprese italiane

L'Azerbaijan è uno degli Stati dell'ex-Unione Sovietica che nel 2010 raggiungerà i maggiori tassi di crescita: secondo le previsioni dell'Intelligence Unit dell'Economist si assesteranno attorno al 9,8%. Sono livelli analoghi a quelli della Cina. Il trend positivo è imputabile in buona parte all'entrata in produzione di nuove installazioni nei giacimenti offshore di petrolio sul Caspio. Ma l'aspetto interessante per le nostre imprese

è la decisione del Paese di avviare una radicale diversificazione delle attività economiche, in settori in cui il Sistema Italia può fornire un valido contributo. Sul nuovo scenario che si sta aprendo nelle relazioni con questo Paese, la Newsletter di Diplomazia Economica Italiana pubblica nel numero di giugno, un’intervista, che riproponiamo, all’Ambasciatore italiano a Baku, Mario Baldi.

A cosa è dovuto il crescente interesse internazionale verso l'Azerbaijan?

I motivi sono molteplici. Oggi il Paese rappresenta un'isola di stabilità in una Regione - il Caucaso - collocata in una area strategica per la crescita dei rapporti tra l'Europa e l'Asia. Il Governo presieduto da Ilham Aliyev, figlio del leader che ha guidato il distacco del Paese dalla ex-Unione Sovietica, ha effettuato un'esplicita scelta in direzione dell'economia di mercato e di un maggiore avvicinamento all'Europa, mantenendo nel contempo un rapporto di pragmatica collaborazione con la Russia. Sta sviluppando importanti iniziative nel

campo delle infrastrutture, dell'energia e dei rapporti economici con la Turchia e con l’Iran Definito talora come il più europeo dei Paesi asiatici e il più asiatico dei Paesi europei, l'Azerbaijan è riuscito a sviluppare

una convivenza pacifica tra le tre grandi religioni monoteiste (Islam, Cristianità ed Ebraismo) presenti. Baku

svolge inoltre un ruolo-guida nel processo di graduale integrazione verso l'Europa delle infrastrutture e delle

economie di un mercato di dimensioni rilevanti. Resta invece aperta la vertenza con l'Armenia, ma rimane viva la speranza di poter trovare una soluzione definitiva anche a questa questione grazie all'opera di mediazione svolta dal Gruppo di Minsk dell'OCSE.

Quali sono i vantaggi economici offerti dal Paese?

L'Azerbaijan è caratterizzato da un buon livello di efficienza economica e di produttività delle sue risorse umane. L'eccezionale rilancio avvenuto nel settore del petrolio e del gas ha consentito in questi anni un processo di crescita stabile e sostenuto. Ma una rilevante parte del successo è imputabile anche alla credibilità del quadro giuridico del Paese che ha consentito alle imprese petrolifere straniere di effettuare investimenti per decine di miliardi di dollari senza l'insorgere di vertenze o di ripensamenti da parte delle Autorità locali. Ora la scelta del Governo di accelerare il processo di diversificazione dell'economia apre nuove opportunità in settori per noi molto promettenti quali la filiera agroalimentare, con particolare riguardo alla meccanizzazione agricola, alla conservazione, movimentazione e trasformazione dei prodotti. Si aggiungono i programmi di modernizzazione delle infrastrutture e dei servizi a rete (ciclo idrico e dei rifiuti e reti elettriche), l'attivazione di nuove fonti energetiche rinnovabili, lo sviluppo deisettori posti a valle delle attività petrolifera (raffinazione, gomma, detergenti e fertilizzanti) e della metallurgia (il Paese dispone di importanti risorse di minerale di ferro). C'è spazio anche per un'accresciuta presenza italiana nel settore meccanico con la fornitura di tecnologie e macchine utensili, in particolare nel settore tessile. L'Azerbaijan

infatti è un importante produttore di cotone e di filati.

Esistono esperienze positive di operatori italiani?

C'è già una presenza qualificata di imprese italiane, soprattutto nel settore delle costruzioni, con nomi come Rizzani De Eccher e Todini e in quello energetico grazie alla SAIPEM. Nel settore impiantistico, il gruppo Danieli che ha acquisito una importante commessa per la fornitura chiavi in mano di una linea integrata di concentrazione, agglomerazione e riduzione diretta degli ossidi di ferro, da 1,2 milioni di tonnellate anno. Infine Edison è interessata ad un importante progetto per l'importazione del gas azero in Italia attraverso la Turchia e la Grecia. Si aggiunge la presenza nel Paese di molti prodotti e marchi tipici del "Made in Italy', a testimonianza della passione degli azeri per la qualità e per il design del prodotto italiano. Ora è importante consolidare i risultati raggiunti ed estendere la nostra presenza ad altri settori. La recente missione guidata

dal Vice Ministro Urso è stata particolarmente importante sotto questo profilo. Le imprese presenti hanno mostrato un forte interesse a valutare le opportunità che si stanno aprendo. Naturalmente l'Ambasciata e l'Ufficio ICE di Baku sono pronte a sostenerle in questo esercizio e ad creare i contatti necessari per il passaggio alla fase operativa.


Luogo:

روما

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