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Governo Italiano

La riforma della Farnesina, risposte al presente per governare il futuro

Data:

04/06/2010


La riforma della Farnesina, risposte al presente per governare il futuro

E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il Regolamento di riorganizzazione del Ministero degli Affari Esteri (Decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 2010, n.95, Gazzetta Ufficiale n.145 del 24 giugno 2010).

La Farnesina cambia. La riforma voluta dal Ministro Franco Frattini e disegnata dal segretario generale Giampiero Massolo innova nell’organizzazione con l’obiettivo di dare risposte al presente e governare il futuro.

‘’La fine della guerra fredda e delle demarcazioni bipolari – spiega Frattini – hanno dato vita ad un mondo integrato ed interconnesso, dove le principali nuove sfide alla sicurezza sono sempre più transnazionali; allo stesso tempo, nel mondo trasformatosi in ‘villaggio globale’, la competizione economica e politica tra gli Stati nazionali si e’ accresciuta’’. Per questo, ‘’nulla e’ più scontato per nessuno: bisogna guadagnarsi giorno per giorno, sul campo, la propria influenza politica e la propria competitività economica, in un sistema internazionale dove il numero degli attori che contano si e’ moltiplicato vertiginosamente’’. Di fronte a tali scenari era necessario agire per ‘’adeguare le strutture’’ del ministero alla ‘’nuove sfide’’. Ed e’ questo, puntualizza Frattini, ‘’ il senso del riassetto a cui abbiamo pensato, insieme con il segretario generale Massolo, allineandoci a quanto stanno facendo anche i nostri principali partner europei’’.

In un sistema, dunque, sempre più globalizzato ed interconnesso, il Ministero degli Esteri incardinerà il suo lavoro quotidiano non più per aree geografiche ma per macro-settori tematici: sicurezza, integrazione europea e proiezione all’estero del sistema-Paese, i tre ‘’pilastri’’. I riflettori saranno puntati sulle opportunità di business per le imprese italiane nei cinque Continenti: ci sarà una cabina di regia a Roma, con un’apposita Direzione generale alla Farnesina e ‘’terminali operativi’’ nelle varie Ambasciate, con gli Ambasciatori che, grazie ad accresciute responsabilità manageriali, saranno chiamati a gestire in autonomia il bilancio delle rispettive sedi.

Fondamentale, sottolinea Frattini la ‘’promozione all’estero del sistema-Paese’’ che ‘’non si limita alla componente economico-finanziaria, ma ingloba anche quella culturale, il ‘soft power’ dell’Italia, quel potere di attrazione che pochi hanno, che molti ci invidiano e che dobbiamo perciò valorizzare al massimo.’’

Nel seguire uno schema di accorpamento delle competenze, il numero delle Direzioni generali e’ ridotto da 13 a 8: Affari Politici e Sicurezza, Mondializzazione e Questioni Globali; Promozione del Sistema Paese; Unione Europea; Cooperazione allo Sviluppo; Italiani all’Estero; Risorse e Innovazione; Amministrazione, Informatica e Comunicazione. Il nuovo assetto sarà quindi fondato sulla centralità dell’approccio tematico, ma senza tralasciare la dimensione geografica o ‘’bilaterale’’ che continuerà ad essere seguita da Direttori Centrali.

Il raccordo tra le varie direzioni, nell’azione quotidiana del Ministero, e’ affidato al Segretario generale e, su base sistematica, al Consiglio di Amministrazione: un organo quest’ultimo, che sarà piu’ snello nella sua composizione e assumerà un vero e proprio ruolo-guida dell’azione ministeriale, essendo chiamato ad esprimere valutazioni sugli indirizzi strategici e sull’azione complessiva della Farnesina.

La riorganizzazione della Farnesina si affianca alla razionalizzazione della rete diplomatico-consolare e delle scuole italiane all’estero, avviata sin dal 2007: l’obiettivo e’ di adeguare la rete consolare, disegnata in un’epoca ormai lontana caratterizzata da forte emigrazione, alle nuove esigenze delle collettività italiane, qualificando i servizi forniti – anche “a distanza”, grazie alle innovazioni informatiche - e “reinvestendo” in uffici più efficienti le risorse umane e finanziarie così rese disponibili.L’azione di rinnovamento della Farnesina si estende anche al tema della sostenibilità ambientale: servizio di mensa e forniture eco-responsabili; riduzione del consumo di carta; raccolta differenziata; organizzazione di eventi ad ‘’Impatto Zero’’; sostituzione del parco auto con modelli a basso consumo. E all’estero, con il progetto pilota “Ambasciata verde” avviato con l’Ambasciata d’Italia a Brasile che, entro la fine dell’anno, sarà in grado di soddisfare gran parte dei propri bisogni energetici grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici.


Luogo:

Roma

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