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Governo Italiano

Cooperazione: in Libano per rafforzare il dialogo tra religioni e la coesistenza tra le comunità

Data:

28/06/2010


Cooperazione: in Libano per rafforzare il dialogo tra religioni e la coesistenza tra le comunità

Da tre anni ad oggi, attraverso l’attuazione di progetti sul territorio di visibile impatto anche nelle regioni a maggioranza cristiana, la Cooperazione italiana ha guadagnato l’apprezzamento non soltanto delle comunità cristiane ma anche delle altre confessioni perché le une e le altre hanno intravisto nelle attività di cooperazione italiana un messaggio di dialogo tra le religioni e di coesistenza possibile tra le comunità.

Gli interventi progettuali della cooperazione sono stati improntati ad un triplice obiettivo: contenere la tendenza all'esodo, seppur graduale,dal Paese che interessa le regioni cristiane, specie nelle aree interne a maggior rischio spopolamento,seppur per motiviriconducibili in molti casi soprattuttoalla ricerca, specie da parte dei giovani,di attività più gratificanti e remunerative in altri Paesi; favorire,per quanto possibile, un riavvicinamento tra le contrapposte formazioni; fornire alla popolazione degli ormai pochi villaggi a maggioranza cristiana la certezza di potere continuare a trovare nell’Italia una sponda in grado e desiderosadi consentirea tale storica componente anche del Libano sud di salvaguardare i propri valori, e l'ancoraggio ai suoi tradizionali Paesi di riferimento, a cominciare dal nostro.

Per il raggiungimento di questi obiettivi sono stati avviati dal 2007 ad oggi una serie di progetti. Tra di essi un intervento di riqualificazione e valorizzazione, con la collaborazione dell’antica e prestigiosa Università beirutina ‘’Saint Joseph’’, della riserva di Jabal Moussa nel cuore della regione ‘’cristiana’’ del Kesrouan con l’obiettivo di dare vita – con taglio fortemente innovativo – ad attività di agro-turismo e riforestazione tali da generarenuove fonti di reddito e, appunto, ancorare al territorio una popolazione che – in assenza di iniziative di tale natura – si vedrebbe prima o poi inevitabilmente costretta a emigrare. Importanti interventi di ristrutturazione di servizi, in via di conclusione, sono stati programmati in 12 villaggi, a “storica” presenza cristiana, del Monte Libano per un valore di 1.200.000 euro con lo scopo di contribuire alla riattivazione del circuito economico-sociale e avviare il rientro degli sfollati a seguito del massiccio esodo della componente cristiana nel tragico quindicennio di scontri intercomunitari 1975-1990. In sintonia con questo intervento e’ seguito quello per innalzare il livello delle infrastrutture municipali nello Chouf attraverso il miglioramento dei servizi di base, in un’area pesantemente colpita dagli eventi del 1975-90 e pertanto soggetta a forte emigrazione. L’iniziativa, per un valore di 1 milione di euro, mira a recuperare le forme di pacifica convivenza tra le due comunità, incentivando il ritorno di cristiani fuggiti durante la guerra civile alle loro case d’origine. E’ stata realizzata lo scorso aprile una nuova ala, destinata alla terza età, della struttura ospedaliera istituita nella zona di Kefraya (Bekaa occidentale) dal Sovrano Militare Ordine di Malta negli anni ‘80. Nell’ambito dell’obiettivo di fornire segnali concreti di attenzione alla situazione dei villaggi cristiani del sud l???Ambasciatore italiano in Libano, Gabriele Checchia insieme con il Ministro degli Affari Sociali, Selim Sayegh, Vice Presidente del partito Kataeb di Amine Gemayel, si e’ recato alla vigilia dello scorso Natale a Rmeich per partecipare alla Messa con la popolazione del villaggio e offrire pacchi dono alle persone anziane in condizione di disagio sociale. Nello stesso villaggio si sta realizzando un minivan che dovrebbe consentire agli anziani di Rmeich e villaggi cristiani limitrofi di incontrarsi il fine settimana presso un circolo ricreativo gestito dalla municipalità.

Tra le iniziative in atto, a partire dallo scorso anno, c’e’ anche il master in materia di “peace-keeping e sviluppo”: si tratta di un progetto innovativo che sarà realizzato dall’Universita’ “La Sapienza” di Roma e due Universita’ libanesi.

Luogo:

Rome

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