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Governo Italiano

Afghanistan: entro il 2014 la staffetta Nato-governo afghano. Frattini, la transizione su condizioni reali

Data:

20/07/2010


Afghanistan: entro il 2014 la staffetta Nato-governo afghano. Frattini, la transizione su condizioni reali
La gestione della sicurezza dell'Afghanistan passerà dalle mani della Nato a quelle del Governo afghano entro il 2014, ma la Nato resterà come forza disostegno: il via libera alla transizione arriva dalla conferenza dei donatori a Kabul presieduta dal Presidente afghano Hamid Karzai e dal Segretario Generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ed a cui hanno partecipato, fra gli altri, il segretario generale della Nato, Anders Fog Rasmussen, il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton e i ministri degli Esteri di numerosi paesi, fra cui l'italiano Franco Frattini. La Conferenza di Kabul - si legge nel comunicato finale - appoggia il piano del governo afghano di far assumere "alle sue forze di sicurezza la responsabilità delle operazioni militari in tutte le province del paese entro la fine del 2014". Ma la Nato non andrà via dal Paese nel 2014: "La transizione si farà gradualmente sulla base di un esame della situazione politica e della sicurezza e quando la transizione sarà compiuta, le forze internazionali non andranno via ma passeranno ad un ruolo di sostegno", ha detto il SegretarioGenerale della Nato, Anders Fogh Rasmussen. Inoltre, la Conferenza di Kabul ha approvato "in linea di principio" il Programma di pace e reintegrazione del governo afghano, aperto a tutti i membri dell'opposizione armata che rinuncino alla violenza, non abbiano legami con i terroristi e che condividano l'obiettivo di costruire un "Afghanistan pacifico". Il processo di transizione in Afghanistan – ha spiegato il Ministro Frattini deve essere accompagnato dalla comunità internazionale "non sulla base di tappe fissate dal calendario, ma dalle reali condizioni esistenti". Intervenendo nella Conferenza,dopo essere stato ricevuto dal presidente Hamid Karzai, Frattini ha illustrato i tre punti principali che a suo parere sono essenziali nella fase di transizione di cui il primo e’ un vasto sforzo di formazione delle forze di sicurezza afghane per metterle in grado di assumere nel prossimo futuro le loro responsabilità. In secondo luogo, l'Italia e’ impegnata in un lavoro di 'capacity building' ossia di formazione di quadri afghani in grado di contribuire a costruire un futuro al Paese. Il Ministro ha indicato inoltre che l’Italia e’ impegnata a dare più spazio all'intervento civile nell'opera di costruzione in Afghanistan, e a questo fine sta ampliando la componente civile del Gruppo di ricostruzione provinciale (Prt) di Herat, dove l'Italia ha la responsabilità del Comando regionale occidentale (RC-W) della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf). A proposito della provincia di Herat, sotto il controllo italiano, Frattini ha poi ricordato che potrebbe essere la prima provincia che "potrebbe vedere il trasferimento del controllo provinciale dalle autorità militari a quelle civili". Quanto al “processo di riconciliazione” Frattini ha sottolineato “il sostegno” dell’Italia: “pensiamo che vi siano alcuni gruppi tribaliche possono essere ricondotti alla legalità ma la linea rossa resta”, cioè la necessità della "rinuncia concreta e definitiva alla violenza, l'accettazione delle regole costituzionali e, ovviamente, un definitivo abbandono di qualsiasi legame con organizzazioni legate ad al Qaida".

Luogo:

Rome

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