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Governo Italiano

Conferenza Ambasciatori: Frattini, assicurare i mezzi per la diplomazia del futuro

Data:

27/07/2010


Conferenza Ambasciatori: Frattini, assicurare i mezzi per la diplomazia del futuro

La settima Conferenza degli Ambasciatori rappresenta "l'occasione per riflettere sul ruolo della diplomazia nella storia italiana, sul futuro della politica estera e sui mezzi che dobbiamo assicurare alla Farnesina del futuro perché assolva le sue funzioni in un mondo in evoluzione". Lo ha sottolineato il Ministro Franco Frattini nel suo discorso in apertura della Conferenza con accanto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha voluto ringraziare per la "viva e partecipe attenzione con cui segue le vicende del ministero degli Esteri".

Il Ministero degli Esteri, ha sottolineato Frattini, “deve certamente dare e darà un contributo al risanamento dei conti pubblici ma non può essere privato di risorse indispensabili a consolidare l'Italia nel mondo”. Sulla questione Frattini ha spiegato di essersi mosso “perché il sostegno alla Farnesina non sia incompatibile con la riduzione del deficit e la politica di risparmi necessari a difesa della moneta unica". Per evitare interventi che "se realizzati, come originariamente concepito, sarebbero stati pregiudiziali per il funzionamento del ministero".

Il Presidente Napolitano ha sottolineato che il ridimensionamento delle risorse pubbliche per risanare la finanza statale non deve "mortificare funzioni e strutture portanti dello Stato nazionale", tra le quali la “politica estera e la diplomazia". Quindi, è “necessario dare la priorità, anche in termini di risorse, a politiche pubbliche di medio e lungo termine, davvero cruciali per garantire il futuro del Paese".

La Conferenza degli Ambasciatori serve anche per presentare la riforma del MAE, il cui principio, ha spiegato Frattini, è stato quello di dare al Ministero "coerenza sistemica". Frattini ha ricordato che da 13 direzioni generali, con la riforma si è scesi a 8, con alcuni pilastri fondamentali: "L'interconnessione tra sfide, minacce e rischi si riflette nella nuova struttura della direzione per gli Affari politici e di sicurezza. Il secondo pilastro invece trova espressione nella direzione generale per la Mondializzazione e gli Affari globali; il terzo pilastro è l'Europa mentre il quarto è la promozione del sistema Paese all'estero".

"Avevamo 13 direzioni generali, ne avremo solo 8, ma ci saranno sinergie che prima non avevamo", ha aggiunto il Ministro, che ha ricordato l'importanza del processo di digitalizzazione previsto ancora dalla riforma e la maggiore autonomia finanziaria e di gestione delle sedi all'estero: "E' un vero e proprio progetto pilota all'interno della Pubblica amministrazione, che accresce ruolo e responsabilità gestionale degli ambasciatori e innesca un processo virtuoso".

Luogo:

Roma

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