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Governo Italiano

Sakineh: Frattini-Carfagna, sospensione sentenza segnale di ragionevolezza

Data:

08/09/2010


Sakineh: Frattini-Carfagna, sospensione sentenza segnale di ragionevolezza

“La notizia della sospensione della sentenza di lapidazione di Sakineh Ashtani è il risultato di una mobilitazione internazionale di governi e opinioni pubbliche e un importante segnale di ragionevolezza da parte delle autorità iraniane”. Così i Ministri degli Esteri e delle Pari Opportunità, Franco Frattini e Mara Carfagna, hanno commentato in una nota congiunta gli ultimi sviluppi della vicenda della donna iraniana di 43 anni condannata alla lapidazione per adulterio nel proprio Paese.

Frattini e Carfagna hanno sottolineato che con la sospensione della sentenza “esce incoraggiata la volontà di mantenere su molti temi, anche sensibili, canali di dialogo e di rispetto reciproco. La tutela e la promozione dei diritti umani non deve conoscere soste”. I due Ministri hanno quindi ringraziato il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e le tante istituzioni, le amministrazioni pubbliche, le forze politiche e le associazioni che hanno sostenuto la campagna del Ministero degli Esteri e del Ministero per le Pari Opportunità “Per la vita di Sakineh”.

Nei giorni scorsi i due Ministeri hanno avviato una campagna di mobilitazione per chiedere un atto di clemenza nei confronti di Sakineh Ashtani da parte delle istituzioni iraniane, esponendo una gigantografia 'Per la vita di Sakineh' sul palazzo del Governo, a Roma, fino a quando la donna non sarà salva e libera. Per Frattini e Carfagna si tratta di “un’azione senza precedenti per mobilitare le coscienze e contribuire a salvare Sakineh da una sentenza brutale ed inaccettabile, la lapidazione”. Un’iniziativa per “far sapere all’intera comunità internazionale che l’Italia e gli italiani sono dalla parte di Sakineh”.

Alla base di questa scelta del Governo italiano c’è la “difesa di un principio che ha valore universale: non possiamo accettare che una donna, ovunque si trovi nel mondo, venga sottoposta alla pena di morte per lapidazione, una pratica orribile e disumana che condanniamo fermamente in quanto contraria ai diritti umani fondamentali”.


Luogo:

Roma

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