Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

ONU: Frattini, la nostra sfida per la libertà religiosa e contro le mutilazioni genitali femminili

Data:

23/09/2010


ONU: Frattini, la nostra sfida per la libertà religiosa e contro le mutilazioni genitali femminili

"E' una sfida, una battaglia" che l'Italia vuole vincere quella contro le mutilazioni genitali femminili (Mgf). Per questo si sta lavorando ad una risoluzione da presentare già a questa Assemblea Generale dell'ONU. A parlarne in questi termini è stato il Ministro Franco Frattini, dopo una riunione ministeriale ad hoc al Palazzo di Vetro che si è conclusa registrando un "ampio consenso" tra i diversi Paesi che compongono questo gruppo. Una riunione alla quale per l'Italia hanno partecipato anche le Ministre Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna.

Frattini ha sottolineato la necessità di rafforzare l'impegno politico per superare mentalità e tradizioni che ancora si oppongono allo sradicamento di questa pratica. Ma c'è anche l'esigenza di allargare il consenso al maggior numero possibile di Paesi mantenendo fermo l'obiettivo del 2015 come data ultima per l'abolizione definitiva di questa pratica, ma procedendo con cautela, "evitando di dare sensazioni post-colonialiste".

Un’altra battaglia che vede protagonista l’Italia è quella per la tutela della libertà religiosa. Anche su questo fronte si lavora a presentare una risoluzione nel corso di questa Assemblea Generale, ha annunciato Frattini, sottolineando che si tratta di una risoluzione "che riguarda tutte le religioni" anche se, ha aggiunto, "è certo però che nel mondo le persecuzioni di cristiani sono le più numerose e questo è inaccettabile".

Altra delicata questione riguarda la riforma del Consiglio di Sicurezza. Frattini ha assicurato che se la Francia porrà il tema dell'aumento dei seggi permanenti in ambito G20, non solo l'Italia, ma ben sette Paesi del G20 "si opporranno". Il gruppo 'Uniting for Consensus' (contrario al semplice aumento dei seggi permanenti e per una riforma più ampia del Consiglio) si sta espandendo e sono oggi sette i Paesi del G20 che ne fanno parte, ha spiegato Frattini, ricordando inoltre che ci sono 53 Paesi africani che hanno "una posizione unitaria" contro il semplice aumento dei seggi permanenti.

Oggi all’Assemblea Generale inizierà il dibattito generale. Ieri si è chiuso il vertice sulla povertà, in cui l’ONU ha deciso di stanziare 40 miliardi di dollari per salvare la vita di 16 milioni di donne e di bambini nei Paesi in via di sviluppo entro il 2015. Tutti i Paesi sono favorevoli - Stati Uniti ed UE in testa, i maggior donatori - ad una nuova filosofia degli aiuti allo sviluppo, più mirati, più imprenditoriali e con una maggiore responsabilità dei riceventi.

Frattini ha spiegato che bisogna cambiare registro: basta "assegni in bianco" ma tanti progetti ed investimenti nello stato di diritto "per migliorare il tessuto legale" di questi Paesi. "C'è la consapevolezza che i fondi sono talmente pochi che bisogna utilizzarli bene", ha ammesso, puntualizzando che comunque l’Italia ha invertito il trend riprendendo ad aumentare la percentuale di Pil per gli aiuti allo sviluppo.


Luogo:

New York

10756
 Valuta questo sito